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8 dicembre 2013

Corinne Clery e Angelo Costabile: solo questione d’amore

Corinne Clery e Angelo Costabile
Corinne Clery e Angelo Costabile

Corinne Clery e Angelo Costabile

Angelo Costabile si dichiara innocente: da toy boy e vittima dell’amore perchè quello per Corinne Clery è vero amore.

Siamo tutti paladini dell’amore. O comunque, ci piace definirci così, pensarci tali. Lo scriviamo sui muri reali e virtuali. Ce lo tatuiamo. Lo raccontiamo. Lo dimostriamo, lo viviamo questo amore. Sempre pronti a dircelo per aforismi, massime, frasi trite e ritrite.

Pronti a replicare prassi consolidate, quasi come se l’amore richiedesse sempre un fare le stesse mosse, di giocare le stesse carte, di trarre ugualmente gli stessi dadi. “L’amore non ha età”…

Quante volte lo abbiamo sentito dire, o ancora quante volte siamo stati noi stessi a recitare questa frase, convinti della verità in essa contenuta? Spesso, anzi sempre. E tutti lo abbiamo sostenuto, senza esclusione di colpi e, per l’appunto, di età!

Ma é davvero così? L’amore, l’unico sentimento in grado di cambiare umori e colori, in grado di riempirci e prosciugarci, di cambiarci… davvero non non ha età? O meglio, siamo disposti davvero ad accettare che sia così? È solo un senso comune? È solo una frase bella e fatta che sta bene nei diari e sulle bacheche dei social network? Forse no, o forse sí. O forse dipende da chi tu sia e con chi tu stia!

Milf, gilf, cougar e soprattutto toy boy. Basta citare queste brevi, ma magiche parole ed ecco che improvvisamente l’amore smette di essere estemporaneo, e riprende a battere i tempi come un orologio. Ecco che, come per magia l’amore riacquista la sua età, si riappropria della sua anagrafica, e smette di essere “giusto”. Sì, perché sembra che l’amore, quello famoso, possa essere anche ingiusto! Ecco che l’amore tra un uomo e una donna, uniti “però” da uno scarto generazionale importante, smette di essere opportuno, o comunque, diventa improvvisamente altro da sè.

Qualcosa di opinabile, da giudicare, da additare storcendo il naso. Da pensare come quasi inammissibile.

Ma tutte queste coppie, questi uomini, queste donne che vivono l’amore così, davvero senza età, sono davvero tutte “out” e da “additare”? I fenomeni “da bar” esistono oggi ed esisteranno sempre. Il rimorchio, quello facile, piace e piacerà sempre. L’uomo giovane, inutile mentire, da sempre piace alle donne “over”, così come la ventenne sarà sempre la privilegiata d’eccellenza per un uomo maturo. Ma è sempre così, quell’unione, quell’incontro di anime e di “generazioni”, è sempre così scandalosamente inammissibile? Possiamo sempre arrogarci il diritto di maturare pregiudizi, gridare allo scandalo, e misurare e prendere le distanze? Ma poi da cosa? Dal sesso? Dalle scelte altrui? O forse solo dall’amore? Ci può mai spaventare così tanto l’amore degli altri? Eppure è lo stesso che proviamo e abbiamo provato anche noi negli anni, con la sola differenza che noi, ovviamente, abbiamo scelto diversamente. Abbiamo optato per qualcuno da noi ritenuto “normale”, ma solo perché appartenente alla nostra stessa generazione.

Corinne Clery per Angelo Costabile: “non sono un Tot Boy ma vittima dell’amore

Il toy boy in fondo chi è? Un uomo che si lascia catturare dai piaceri della vita? Dalla lussuria? Dal puro benessere fisico? Probabile, ipotesi possibile. Ma, in tal caso, non esisterebbero comunque, condanne o comunque nessun parere… è cercato. E se, invece, non fosse tutto come sembra, e soprattutto uguale a come da sempre é scritto? Se quel toy boy amasse? Se quel toy boy, a cui con facilità e un banale senso pratico abbiamo tolto un nome e assegnato un appellativo, avesse un’anima, oltre ad un bel corpo “speso” per il piacere? E se avesse anche un cuore? Be’, ci sono ottime probabilità che… lo userebbe. Perché sembra proprio che questi fantomatici toy boy davvero lo usino e forse, continueranno a farlo “funzionare” spesso questo cuore. Ma a noi non interessa.

É molto più facile pensare che i toy boy esistano sul serio e che si limitino a vivere ai margini della “decenza” e sul confine del pregiudizio.

Perché ci piace, perché è trendy, perché altrimenti non sarebbe divertente. E nel nostro non interrogarci oltre, nel rimanere attaccati alla sola soglia della porta, finiamo noi stessi per uccidere l’amore, quello stesso amore per cui ci siamo sempre impelagati in lotte difensive e offensive.

I paladini finiscono, così, per diventare dei meri burattini: della società, del giudizio e del pregiudizio e soprattutto della diversità.

Peggio se i fantomatici toy boy poi, appartengono al jet set, al mondo dello spettacolo o dei media. La copertina è immediata, come le aspre critiche che giungono repentine. E anche in questo caso, ahimè, poco cambia. Non ci si interroga più, non c’è tempo per andare oltre la nuova gossippara. Il godereccio o peggio, l’interesse venale diventano i nuovi testimonial di quel legame, non certo l’amore.

L’amore non è per il toy boy, per una cougar, per una milf. Loro non possono, o meglio, a parere del “pubblico”, non gli è concesso perché non é scritto nell’ordine delle cose.
Ma perché? Chi conduce in un aula e chi concede il diritto a giudicare, a pensare tutto ciò? Chi ci erge a giudici dell’amore e a decidere i luoghi, le opportunità o le età giuste e “deputate” all’amore?

Secondo Angelo Costabile, il presunto toy boy di Corinne Clery, nessuno. Proprio nessuno. E con rabbia, emozione e una vena di dolore nel cuore, racconta tutti i suoi perché in un’intervista senza peli sulla lingua.

Corinne Clery e Angelo Costabile: l’opinione pubblica sulla loro storia

“Io non mi considero un toy boy perché ho trentacinque anni, io mi considero, sono un uomo. Ho affrontato questa situazione normalmente. Sono passato sopra a tutto quello che dicevano ed è stato detto. Io sono un uomo. Non sono mai stato mantenuto da Corinne. Tutto ciò che abbiamo fatto insieme è stato fatto come si fa nelle normali coppie. Ognuno pagava sempre per sé: vacanze, cene, ecc. La macchina me la son comprata io. Eravamo una coppia normale come tante.”

Come pensi di poterti scrollare di dosso questo appellativo di toy boy? Lo vuoi per davvero?

“L’unico problema su questo è che effettivamente tutti ne hanno parlato di me in questi termini, ma nessuno mai mi ha interpellato, tranne qualche intervista sui giornali. In televisione ugualmente. Io non sono mai stato chiamato in causa per dire la mia. Questo é qualcosa che prima o poi farò. Anch’io avrò un giorno la possibilità di dire la mia. La gente dice, le malelingue, diceva che io stessi con lei per i più svariati motivi: soldi, visibilità. A me sta bene che si critichi a me non importa. Io credo nell’idea che nel bene o nel male… L’importante é che se ne parli. Questa è la cosa più importante. Non faccio il permaloso se qualcuno mi dice qualcosa di brutto ne oso essere felice se mi lusinga. C’è sempre una via di mezza. L’unica coppia di cui si è parlato su tutti i giornali nazionali. Non so se lei al contrario, ne esce bene però.”

Ma in fondo, ti sei mai sentito un toy boy dato che lei comunque ha sessantatré anni, al di la dei tuoi trentacinque?

“Assolutamente. Noi abbiamo fatto una vita di coppia normalissima. Noi abbiamo passato quasi tre anni insieme, due anni e mezzo felicissimi. Una storia così la auguro a tutti. Noi facevamo tante cose insieme, andavamo dappertutto, vacanze. Eravamo la coppia più felice del mondo, ma anche la più invidiata. Molto, molto, molto invidiata. Io mi aspettavo qualcosa di diverso. Quando ci siamo lasciati, le persone che facevano tutte le scene davanti, sono poi sparite successivamente quando io e Corinne ci siamo lasciati. Nessuna di queste mi ha mai chiamato per sapere come stessi io. Perché la prima volta che ci siamo lasciati, io ci sono stato molto, molto male e stavo malissimo. Tutti sapevano come stavo. Quando, invece, ci siamo lasciati adesso, credo che qualcuno abbia fatto festa per l’invidia che c’era. E neanche questa volta nessuno c’è stato a preoccuparsi di me tanto da chiedermi come stessi. Perché io ero solo una persona innamorata di Corinne e lo dico apertamente e lo porterò sempre nel mio cuore il ricordo di questo amore. Anche perché quello per me è stato il mio primo amore. Io non ero mai stato innamorato prima.”

2A prescindere da come le cose poi sono andate nel programma. Noi eravamo una coppia vera, che faceva normale vita di coppia. Poi ci sarà stato qualcosa… Qualcosa che ancora non riesco a capire. Io non so cosa sia successo. Passare da vita da mulino bianco a non sentirci più… Una cosa veramente triste.”

Trovi dispregiativo questo termine toy boy?

“Purtroppo è un appellativo che arriva non dall’Italia ma dagli Stati Uniti ed quello é il problema. Averlo tirato in Italia da lì. Però se è una “regola” internazionale… Ci sta! Non bisogna sentirsi offesi e, se qualcuno in futuro mi continuerà a dire che sono un toy boy, io penserò solo che qualcuno mi stia dando ancora del ragazzo. Anche quando avrò sessant’anni magari. L’importante é che io ne emerga sempre come una persona educata e che ha sempre rispettato le donne e ha sempre fatto le cose a modo. Poi mi possono chiamare come desiderano. Io sono stato innamorato di quella donna. Passeranno anche cinquant’anni ma la sostanza non cambierà mai. Perché questa è la verità dei fatti. Facessero e poi dicessero cosa gli pare.”

Cosa hai apprezzato di più della tua partecipazione al reality Pechino Espress?

“Quello che ha mandato in bestia Corinne è che io non rispettavo molto le regole del programma. Procedevo molto velocemente. Però se non avessi fatto quello, ci saremmo trovati in difficoltà. Saremmo rimasti indietro e non saremmo andati avanti. Ho dovuto un po’ forzare le regole per raggiungere l’obiettivo. Quando si fanno delle gare, bisogna darsi da fare ed essere competitivi. Io sono stato sempre uno sportivo e soprattutto un guerriero nello sport. Sono stato molto contento, invece, di come si é comportata lei nel fare la gara. A prescinder da quanto successo tra noi, anche lei ha affrontato il reality come una vera guerriera. Per me è stata una delle più belle esperienze che abbia avuto nella mia vita. Che rifarei di corsa! Anche domattina! Ho visto luoghi bellissimi, appreso di una cultura diversa, ho visto le diversità, ho percepito un mondo rimasto indietro e che sembrava la nostra Italia sessanta anni fa.”

Tu sei commerciante ma chiaramente la notizia del toy boy e la tua partecipazione al reality ti hanno dato altro tipo di visibilità sui giornali e in tv. Ma quale mondi senti ti appartenga di più: quello dell’uomo di spettacolo ex toy boy della diva, o quello di Angelo, il bel calabrese che fa un lavoro piuttosto “normale”?

“Io ho avuto diverse esperienze da attore prima di Corinne e prima di Pechino Espress. Ho partecipato come attore a “Il procuratore”, “La stella che non c’è”, “La meglio gioventù”, “Capitano 2”, “L’ultimo rigore 2″, ecc. Ne ho fatte di cose. Ovviamente nessuno ci faceva caso perché non ero famoso. Oggi invece ho una buona visibilità e questo mi fa piacere. Mi fa piacere avere avuto e avere una certa visibilità perché mi aiuta anche nel mio lavoro. Però mi considero il ragazzo che sono sempre stato. Un ragazzo normale e che fa le cose normali. Io, per esempio, la macchina ce l’avevo già prima e ce l’ho ancora. Non é che ha cambiato qualcosa; il fatto che io abbia oggi una bella casa non è certo perché c’è stato Pechino. È stato tutto fatto da me. Non ho chiesto nulla a nessuno. Non mi sono certo messo con Corinne per interesse. Anzi i primi tempi, quando ho conosciuto Corinne eravamo proprio riservati.”

“Vivevamo quasi nascosti. Non andavamo da nessuna parte. Tante é vero che il periodo che sono stato con Corinne io non ho mai lavorato. Nessuno può dire che sono stata con lei per avere fama. Stavo con lei perché l’amavo.”

Sceglieresti una relazione con una persona molto più giovane di te oggi o ti piace comunque la donna matura?

“È andata così. É stato un colpo di fulmine, quindi, io non posso dire 40, 50, 60 o 20. Mi ha colpito al tempo il suo fascino, il suo modo di fare, il suo stile: cose che le ventenni non hanno. La sua personalità e sensualità sono introvabili. Non é come fare l’amore con una ragazza di vent’anni. C’era rispetto, classe nella sua personalità. Non c’entra nulla come é andata la gara. Quello lascia il tempo che trova. Io parlo della vita privata, di coppia.”

Ti sento ancora molto turbato, piuttosto scosso da questa situazione, dalla fine di questa relazione… Sbaglio?

“Si, ci sono rimasto molto male. Adesso potrei dire qualsisi cattiveria ma non lo faccio. E non lo farò mai. Forse tra cinquant’anni direi la stessa cosa: è stata un’esperienza bella nel senso che c’è stato tanto amore e spero mi ricapiti qualcosa ancora così.”

Questa storia è passata da una relazione regolare, come tu dicevi, da casa del mulino bianco, al nulla. Ma oggi com’è la situazione?

“Noi siamo, a mio parere, in una situazione di stand by. Non ci siamo più semplicemente sentiti. Ma mai ci siamo mandati a quel paese.”

Ma hai mai provato a cercarla? O ti sei posto solo in uno stato di “attesa”?

“All’inizio si, quando ancora la situazione era particolarmente torbida. Da allora, da metà settembre, non ci siamo più sentiti. Dalla seconda puntata non ho più avuto sue notizie. Però nessuno ha mandato a quel paese l’altro. È come una luce spenta al momento…”

Quindi se lei ti chiamasse, tu saresti disposto a riparlarne?

“L’unica cosa sai cos’è? È che noi non abbiamo veramente litigato. Ci siamo solo presi una pausa. Non ci siamo più sentiti. Non l’ho più sentita: è ovvio che la pensi ancora. In modo molto naturale. Sarei un bastardo se dicessi il contrario. Ma non lo sono. Io non voglio pubblicità. Io sono sincero e dico ciò che penso e provo. E vado avanti così… Poi gli altri possono dire ciò che vogliono, anche quelli che mi hanno dato del pagliaccio, che dicano ciò che vogliono.”

“Arriverà un giorno in cui risponderò anche a loro. Con molta calma. Io al momento non ho una nuova donna. Sono solo. E neanche la cerco. Così come non ho cercato lei. Lei è arrivata.”

Qual è la tua idea dell’amore?

“L’amore è una bestia che invade il tuo corpo e la tua mente… e prende il controllo di te. Tu non hai più possibilità, perdi il controllo di te stesso. È qualcosa che ti invade e ti toglie il controllo della tua stessa persona. Invade soprattutto gli uomini e meno le donne. Nelle donne é più raro che la bestia si concretizzi. Quando tu sei innamorato, dai qualsisi cosa perché quella persona ti ami e non conosci più regole. Su quella barca, lì a Pechino, se non fossi stato innamorato, l’avrei buttata giù nell’acqua! Ma non l’ho fatto perché ero innamorato. Tanto meno l’ho solo pensato. Ma a colpa di quella bestia, tu zittisci anche. In quel caso io ho zittito anche perché mi interessava la gara. Poi il montaggio é stato fatto a favore “loro”. Però é andato avanti il programma e noi ci siamo presi in pagella un bel dieci! Questa è stata una soddisfazione.”

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