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PFAS acqua potabile: nuovi limiti e controlli dal 2025

Redazione Controcampus 15 Luglio 2026
R. C.
22/07/2026

Cos'è e a cosa serve il PFAS nell'acqua potabile, quali sono i limiti e cosa succede nel caso vendano superati.

Dal 13 luglio, il panorama normativo italiano relativo alla qualità dell’acqua subisce una trasformazione significativa.

Entra in vigore un decreto legislativo che introduce limiti rigorosi per i PFAS nell’acqua potabile, estendendo al contempo le verifiche tecniche fino al punto di erogazione finale, ovvero il rubinetto di ogni singola abitazione privata.

La disposizione normativa stabilisce un tetto massimo di 20 nanogrammi per litro per la somma di quattro specifiche sostanze per- e polifluoroalchiliche. Si tratta di composti chimici, ovvero PFOA, PFOS, PFNA e PFHxS, identificati dalle autorità competenti come particolarmente insidiosi per la salute umana e per l’equilibrio dell’ecosistema idrico nazionale.

Queste restrizioni nascono dalle valutazioni scientifiche condotte dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare. Gli studi condotti negli ultimi anni hanno evidenziato come l’esposizione prolungata a tali agenti chimici comporti rischi concreti, rendendo necessario un intervento legislativo tempestivo per tutelare i cittadini e garantire standard qualitativi decisamente più elevati rispetto al passato.

Oltre ai limiti sulle concentrazioni, la normativa rivoluziona il monitoraggio. Se in precedenza i controlli si fermavano alla rete di distribuzione pubblica, ora la responsabilità si estende fino al punto di utilizzo. Questo garantisce che l’acqua mantenga le sue proprietà salubri anche dopo aver attraversato le tubature interne degli edifici residenziali.

Cos’è e a cosa serve il PFAS nell’acqua potabile, quali sono i limiti e nuovi standard di sicurezza

I PFAS, noti comunemente come inquinanti eterni, sono sostanze estremamente resistenti alla degradazione ambientale. La loro persistenza rappresenta una sfida globale, poiché tendono ad accumularsi progressivamente all’interno dell’organismo umano. Questo fenomeno di bioaccumulo rende l’esposizione cronica particolarmente pericolosa, giustificando l’attenzione crescente delle istituzioni verso la qualità delle risorse idriche.

Le evidenze scientifiche hanno chiaramente collegato la presenza di queste molecole a diverse problematiche sanitarie. Si riscontrano alterazioni del sistema immunitario, un aumento dei livelli di colesterolo nel sangue e disturbi della funzionalità epatica. Inoltre, è stata osservata una ridotta risposta ai vaccini e potenziali complicazioni legate allo sviluppo fetale e alla fertilità.

Tra le numerose sostanze che compongono questa famiglia chimica, quelle selezionate per il limite nazionale rappresentano le minacce più critiche. Il PFOA, il PFOS, il PFNA e il PFHxS sono stati scelti proprio per il loro elevato potenziale tossico. Limitare la loro presenza significa ridurre drasticamente l’impatto sanitario su larga scala.

L’introduzione di questa soglia di 20 ng/L non è casuale, ma riflette l’urgenza di prevenire rischi oncologici, specialmente legati a tumori del rene e del testicolo. La scienza ha fatto passi da gigante, e le nuove regole recepiscono le indicazioni più recenti per proteggere la popolazione da esposizioni involontarie e continuative.

Controlli estesi fino al rubinetto di casa

Il cambiamento più radicale rispetto al PFAS riguarda il sistema di controllo. Fino a oggi, le verifiche si concentravano esclusivamente sulla rete dell’acquedotto. Dal 13 luglio, la responsabilità si amplia includendo l’ultimo tratto dell’impianto idrico. L’obiettivo è prevenire contaminazioni che potrebbero verificarsi all’interno delle infrastrutture private, dopo la consegna dell’acqua da parte del gestore.

Il decreto introduce la figura del Gestore della distribuzione idrica interna, il soggetto responsabile dell’impianto situato tra il punto di consegna e il rubinetto. Questa figura dovrà garantire che l’acqua non subisca alterazioni qualitative lungo il percorso finale, assicurando che le caratteristiche chimiche rimangano conformi ai nuovi standard nazionali stabiliti.

A seconda del contesto, tale responsabilità ricade su soggetti differenti. Può trattarsi del proprietario dell’immobile, dell’amministratore di condominio, del direttore di una struttura ricettiva o del responsabile di un’attività commerciale. Ognuno di questi attori ha ora il dovere di vigilare sulla salubrità dell’acqua che arriva effettivamente al punto di consumo finale.

Responsabilità e edifici prioritari

Una particolare attenzione è riservata agli edifici prioritari, dove la tutela della salute è cruciale. Strutture come ospedali, scuole e alberghi devono garantire che tubazioni, serbatoi e autoclavi non compromettano la qualità dell’acqua. È fondamentale che questi componenti non diventino veicoli di contaminazione prima che il liquido raggiunga i rubinetti degli utenti.

Le nuove disposizioni rappresentano un progresso significativo nella salvaguardia della salute pubblica. La presenza di questi forever chemicals è stata per anni al centro di accesi dibattiti scientifici e istituzionali. Soprattutto nelle aree geografiche interessate da una contaminazione diffusa, queste misure offrono finalmente una protezione più solida e capillare per tutti.

Il monitoraggio del PFAS non si limita più al semplice controllo dell’acquedotto, ma abbraccia l’intero percorso dell’acqua. Questo approccio integrato è essenziale per garantire che la purezza dell’acqua sia preservata fino all’ultimo miglio. È un cambio di paradigma che responsabilizza i gestori privati e pone la sicurezza dei cittadini al primo posto della normativa.

È importante sottolineare che la normativa recepisce le misure previste per la tutela delle risorse idriche destinate al consumo umano. L’impegno delle istituzioni mira a ridurre i rischi legati all’esposizione cronica, un passo necessario per affrontare le sfide ambientali moderne e proteggere le generazioni future da sostanze persistenti e pericolose.

In definitiva, la nuova regolamentazione segna un punto di svolta. Attraverso controlli più severi e una chiara definizione delle responsabilità, l’Italia si allinea alle migliori pratiche europee. La trasparenza e la sicurezza diventano i pilastri di una gestione idrica moderna, capace di rispondere concretamente alle esigenze di salute pubblica e sostenibilità ambientale.

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. 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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto