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13 dicembre 2013

Unive: esiti della missione archeologica Ligabue Cà Foscari

Università Cà Foscari di VENEZIA – Gli scavi condotti nell’estate del 2013 dal Centro Studi e Ricerche Ligabue con Unive hanno portato alla luce una tipologia sconosciuta di sepolcro Kazakhstan, sulle tracce dei ‘cavalieri nel silenzio’

Esiti della missione archeologica Ligabue Cà Foscari Unive.

Il ritrovamento, databile fra il II e il V secolo a.c., restituisce nuove informazioni sulla storia delle civiltà nomadi sciite del Kazakhstan

Dopo 16 anni si è tornati a scavare fra i segreti millenari del Kazakhstan alla ricerca dei “cavalieri nel silenzio” e una inedita scoperta è venuta alla luce: una tipologia di sepolcro funebre finora sconosciuta databile tra il II e V secolo a.c. La storia dei nomadi  sciti, dunque, continua.

La campagna di scavo si è svolta fra agosto e settembre 2013 lungo la Valle dei 7 fiumi nella parte meridionale del Kazakhstan ed è stata condotta dal Centro Studi e Ricerche Ligabue, con l’Unive e la collaborazione dell’Istituto di archeologia Margulan dell’Accademia delle Scienze del Kazakhstan.

Alla spedizione hanno preso parte l’archeologa Elena Barinova, responsabile per il Centro Studi Ligabue della missione, il dottorando di Ca’ Foscari Unive Lorenzo Crescioli e lo studente cafoscarino Nicola Fior per i quali il Centro Ligabue ha stanziato una borsa di studio. A capo della missione, che ha visto coinvolta anche una equipe kazaka, Armand Beisenon.

Il Kazakhstan è considerato una delle più interessanti aree archeologiche centro asiatiche; un territorio  che – dal Paleolitico al Neolitico fino al Medioevo – è stato disseminato di sepolture e tombe, le più famose delle quali stanno svelando pagini importanti dei nomadi Sciti-Saka, cultura seminomade che ha avuto il suo apice attorno  alla metà del 1° secolo avanti Cristo.

Sciti è nome che evoca immagini di cavalieri, di raffinati oggetti d’oro sbalzato, di decorazioni della cosiddetta cultura animalistica; alcune delle quali si ri-trovano anche nei muri di Venezia.

In questo recente scavo  si è riusciti per la prima volta a documentare un tumulo a forma di yurta (la casa mobile degli Sciti-Saka), una forma funebre mai conosciuta prima con questo aspetto. Sono state scoperte anche tracce di palificazioni lignee a costruire una sorta di mausoleo fatto di pali disposti in maniera concentrica e ripetute colate di argilla. La scoperta Unive ha così permesso di individuare una variante della cultura saka. Contemporaneamente, in siti limitrofi, sono stati rinvenuti altri oggetti in oro e bronzo provenienti da corredi funebri di particolare valore.

ll C.S.R.L. ha avviato ricerche archeologiche in Kazakhstan fin dal 1997; e nel 2000, nell’Altai (estremo oriente del paese), ha partecipato ad  un’importante scoperta:  una tomba ghiacciata risalente a 25 secoli fa dove sono stati rinvenuti, perfettamente conservati 12 cavalli, selle preziosamente ricamate, stoffe preziose ed il legno finemente inciso che facevano parte del corredo funebre. Gran parte di questi ritrovamenti  sono oggi esposti nei musei di Almaty ed Astana

Nel 2012 l’indagine archeologica si è spostata nella  Valle dei Sette Fiumi (area sud orientale del paese) con una prima prospezione geofisica – in collaborazione con l’Istituto di Geofisica dell’Università di Trieste – che ha permesso di individuare cinque kurgan (tumuli funebri) che potevano contenere importanti reperti.

L’Università Ca’ Foscari Unive, che a supporto dell’archeologia ha creato uno specifico fondo di finanziamento (100mila euro per il 2014), vanta una lunga serie di spedizioni sparsi per il mondo. Dalla Siria alla Georgia al Montenegro fino alla Grecia e all’Egitto, passando per l’archeologia subacquea.

Alle ricerche del C.S.R.L. in Kazakhstan, ed in particolare alla campagna 2013, è dedicato un importante articolo del numero 63 della rivista “Ligabue Magazine”.

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