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2 dicembre 2013

Università Cattolica e Telefono Amico pubblicano rapporto di ricerca 2012

Telefono Amico

Università Cattolica del Sacro Cuore – Problemi di relazione e solitudine nelle chiamate di Telefono Amico Italia

Telefono Amico

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Pubblicato l’ultimo rapporto di ricerca realizzato da Telefono Amico Italia (TAI), con la collaborazione, per il secondo anno consecutivo, del Laboratorio di Statistica Applicata dell’Università Cattolica di Milano.

Dopo il focus sul suicidio diffuso in occasione della Giornata dedicata alla prevenzione di questo fenomeno il 10 settembre 2013, da questo rapporto emergono alcuni aggiornamenti sulle rilevazioni condotte annualmente.

«La crisi economica che ormai perdura da 5 anni – afferma Dario Briccola, Presidente Nazionale di Telefono Amico Italia – il senso di precarietà generalizzato, il disagio e le faticose condizioni di vita degli italiani, confermano uno stato di malessere psicologico-emotivo e un senso di solitudine in una fascia della popolazione ancora attiva sotto diversi punti di vista. La maggioranza degli appellanti (32,5%) infatti ha fra i 46-55 anni, con percentuali notevoli anche fra i 36-45 (20,6%) e 56-65 anni (18,2%). Credo siano dati molto significativi e poco incoraggianti che invitano ad una riflessione».

«In tale contesto – afferma Giulia Rivellini, docente del dipartimento di Scienze Statistiche Università Cattolica – la consuetudine di Telefono Amico Italia di rilevare ed elaborare statisticamente le informazioni raccolte tramite i contatti telefonici acquista ancora più rilevanza. Si tratta di una fonte informativa unica in Italia, alla quale guardare anche con curiosità scientifica e approccio interdisciplinare».

Ecco alcuni dati rilevanti riferiti al 2012 della ricerca Università Cattolica e Telefono Amico:

  • 49.959 i contatti totali validi (con una diminuzione in termini assoluti di circa 5000 chiamate rispetto al 2011).
  • Prevalgono nettamente gli uomini (69%), confermando che le donne hanno una rete di sostegno più estesa e continuano a dimostrare maggiore sensibilità nel percepire le condizioni di malessere.
  • Nel 35% dei casi gli appellanti vivono soli, mentre il 22,1% con famiglia o amici. Solo il 7,7% vive con un partner. Purtroppo molte volte (34,5%) il dato non è rilevabile, il volontario non ha potuto dedurlo durante la chiamata.
  • Nel 43% dei casi non è stato possibile trarre informazioni sulla professione. Il 24% sono pensionati, seguono i lavoratori dipendenti (14%) e quelli in proprio (8%). Gli appellanti che non lavorano raggiungono il 7% circa.

Le analisi dell’Università Cattolica e Telefono Amico mostrano come il disagio emerga allo stesso modo sia da contesti di convivenza sia da quelli di solitudine, sebbene vivere con il partner, più che con amici o familiari, porti a rivolgersi meno a Telefono Amico Italia. Tra le ragioni di questo contatto anche quest’anno prevale il bisogno di compagnia (20%) e in seconda battuta il cosiddetto “problema non emerso” (18%), mentre la solitudine ha registrato un notevole incremento: dal 2% nel 2011 al 5% nel 2012.

La malattia psichica si assesta su valori simili a quelli dell’anno precedente (6%); i problemi familiari rappresentano il 4% del motivo prevalente della chiamata, in linea con il 2011. L’area del sé copre il 41,9% delle problematiche prevalentemente segnalate.

Le problematiche sessuali secondo l’analisi dell’Università Cattolica e Telefono Amico sono in netta prevalenza segnalate dagli uomini. Le donne invece si concentrano sull’aspetto sentimentale e sulle difficoltà di relazioni e rapporti. Anche il problema non emerso è a maggioranza maschile e questo probabilmente indica che gli uomini hanno più difficoltà a individuare o esporre un problema preciso.

Nell’età adolescenziale (15-18), ciò che si evidenzia maggiormente è la presenza di difficoltà di relazione e problemi familiari; nelle fasce di età 19-25 e 26-35 emergono i problemi legati alla sfera della sessualità, mentre per gli appellanti di età compresa tra i 36 e i 45 anni oltre alle parafilie, si fanno strada i problemi di coppia. Nella classe successiva, si riscontrano bisogno di compagnia e malattia psichica. Per le fasce d’età successive il bisogno di compagnia ha sempre un peso molto elevato, accompagnato dalla solitudine.

Tra le richieste espresse dagli appellanti secondo l’analisi dell’Università Cattolica e Telefono Amico, quella di ascolto copre la quasi totalità delle chiamate (81%). «Il dato emerso sul bisogno di essere ascoltati – conclude Dario Briccola – ci sprona, come Associazione, a continuare nel nostro servizio. Oggi più che mai, nonostante il bombardamento di messaggi, la coesistenza di diversi canali di comunicazione e la possibilità di interagire con chi è lontano migliaia di chilometri, le persone hanno bisogno di essere ascoltate. E ciò che cercano è un ascolto empatico, attento e partecipato che permette a chi è in difficoltà di aprirsi e raccontare la propria sofferenza, recuperare la propria storia personale e, in un lento cammino di crescita, la fiducia in sé stessi e nelle relazioni con gli altri. Questo è il prezioso lavoro che svolgono i nostri volontari».

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