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4 febbraio 2014

Normale di Pisa: processi di invecchiamento del Nothobranchius

Ricerca Scuola Normale di Pisa

Scuola Normale di PISA – Le cause biologiche dei processi di invecchiamento. Mappato il genoma del nothobranchius, l’animale vertebrato dalla vita più breve

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Un Simposio alla Scuola Normale di Pisa da giovedì 6 a sabato 8 febbraio analizzerà le più recenti acquisizioni scientifiche sul Nothobranchius furzeri, un pesce con l’aspettativa di vita più breve al mondo (3 mesi).

La sua aspettativa di vita è limitata: meno di 3 mesi in Natura, che ne fanno tra i vertebrati l’animale con il ciclo più breve di nascita-crescita-invecchiamento-morte. Il Nothobranchius furzeri è un pesce del Mozambico, da anni al centro delle ricerche di laboratori di tutto il mondo che sperano di riuscire a stabilire i meccanismi genetici e cellulari che regolano l’invecchiamento. Ora un pool di scienziati da Asia, Stati Uniti ed Europa si ritroverà alla Scuola Normale di Pisa dove verranno riportati per la prima volta i risultati della mappatura del genoma del Nothobranchius per discutere le implicazioni biologiche dei nuovi dati.

Nothobranchius furzeri è un piccolo pesce che vive esclusivamente nelle pozze temporanee che si formano durante la stagione delle piogge nel sud del Mozambico. Quando le pozze si seccano, tutti i pesci muoiono e sopravvivono solo le uova incistate nel fango secco. Dieci anni fa, Alessandro Cellerino della Scuola Normale di Pisa ed il suo gruppo di ricerca hanno mostrato che questi pesci esotici sono i vertebrati dalla vita più breve, ed anche in laboratorio vivono pochi mesi, mostrando un ciclo vitale completo ma accelerato.

Ma è stato dimostrato dalla Scuola Normale di Pisa che l’invecchiamento di Nothobranchius furzeri può essere rallentato da sostanze naturali: l’interesse per questi pesci non è quindi legato solo a una curiosità zoologica, quanto alla possibilità unica di facilitare lo studio dei processi che regolano il ciclo di vita degli organismi superiori grazie a un prezioso modello animale.

In questi dieci anni, oltre venti laboratori nel mondo hanno stabilito colonie di Nothobranchius furzeri nella convinzione che, grazie alla loro breve aspettativa di vita, questi pesci possano accelerare il progresso della conoscenza sui meccanismi genetici e cellulari dell’invecchiamento. Il simposio alla Scuola Normale di Pisa, “From bush to bench: 10 years of Nothobranchius furzeri as a model system in Biology”  riunisce per la prima volta i ricercatori che al pesciolino tropicale hanno dedicato i propri studi, per presentare i dati più recenti sulla biologia e sul genoma.

Il Simposio è il primo di una serie di tre Simposi che il Laboratorio di Biologia della Scuola Normale di Pisa Bio@SNS organizza per presentare al mondo le proprie linee di ricerca. Il Laboratorio, che è stato rifondato nel 2013 ed è diretto dal professor Antonino Cattaneo, si inserisce nella tradizione di Neuroscienze della scuola pisana ma rappresenta anche il luogo dove nuove idee e programmi di ricerca in ambito biologico vengono incubate, prima di essere proposte come nuove linee di ricerca per la Scuola Normale di Pisa. Gli altri Simposi si svolgeranno nei prossimi mesi e avranno per tema ricerche sull’Alzeheimer e l’immunologia.


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