Auto a Metano e Gpl 2014: carateristiche e prezzi auto a metano e gpl

Redazione Controcampus 17 Marzo 2014

Auto a Metano e Gpl 2014: pro e contro.

Elenco di tutte le auto a metano e a Gpl: confronta caratteristiche, prezzi, consigli

Esasperati dal caro carburante, sono sempre più numerosi gli  italiani che si convertono al gas.(auto a metano e a gpl)

Economici ed ecologici: le auto a metano e a gpl sono due alternative alla benzina che consentono di risparmiare, oltre che di inquinare meno.

La crisi morde tutti, tranne le auto a metano e a gpl. E non solo per merito degli incentivi.

È l’immagine stessa dell’auto alimentata a Gpl e Metano che è cambiata: non più soluzione di ripiego, ma scelta intelligente di chi vuole mostrarsi attento all’ambiente e al portafoglio. Ecco le differenze tra due forme di alimentazione per l’auto.

Una breve guida e l’elenco dei modelli di auto a metano e a gpl, dunque con alimentazione a Gas sul mercato.

Il successo delle auto a metano registra un aumento della quota di mercato che ha superato il 2000% negli ultimi 10 anni. Buone prestazioni, consumi bassissimi, ridottissime emissioni, assenza di residui carboniosi all’interno del motore e bassa rumorosità.

Va poi ricordato che le auto a benzina possono essere trasformate, per diventare auto a metano o a gas: operazione da effettuarsi presso un officina autorizzata e che richiede circa 3 giorni di lavoro per un costo oscillante tra i 1.000 ai 2.000 euro. Le auto a metano o vetture a gas naturale compresso (CNG), rappresentano una delle una delle alternative più interessanti quando si valuta la scelta di un modello bi-fuel.

L’alimentazione a metano si conferma la più “green” tra le tecnologie basate su motori a combustione interna: il carburante utilizzato consiste infatti in una miscela di gas tra cui il metano rappresenta la porzione più importante, ma a cui si aggiungono propano, esano, butano e percentuali minori di altri idrocarburi leggeri.

Auto a Metano i vantaggi e i costi

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Indicate per comodità come veicoli a metano, non si può non sottolineare alcuni degli indiscussi vantaggi che queste vetture offrono rispetto ad altri mezzi caratterizzati da tecnologie differenti:

  • Auto a metano ed eco sostenibilità –  A partire dai benefici a livello di eco-compatibilità. Rispetto alle vetture diesel, le automobili a metano non emettono particolato. Più contenuta, ma altrettanto significativa, è la riduzione di ossidi di azoto emessi allo scarico da un’auto a metano in rapporto a una vettura a benzina di pari categoria. Le cifre stimano un calo pari al 50%, mentre l’emissione di anidride carbonica si riduce di circa il 25%. Morale: meno malattie e una spesa sanitaria contenuta.
  • Auto a metano e risparmio – Innanzitutto il risparmio. Scegliere il metano è per miglia automobilisti nostrani una necessità anche dal punto di vista economico: con un kg di gas, che costa 0,989 euro, si percorre circa una volta e mezza la strada che si farebbe con 1 litro di benzina. Ciò comporta quindi un sensibile contenimento dei costi di gestione della vettura.
  • Auto a metano e sicurezza – Dal punto di vista della sicurezza, il metano è un carburante più sicuro rispetto alla benzina e al GPL. La scarsa tendenza a formare composti con le sostanze presenti nell’aria e la sua minore densità, che lo porta a volatilizzarsi rapidamente nell’atmosfera in caso di accidentale fuoriuscita, implica un ridotto rischio di incendio. L’alta resistenza alla detonazione consente al metano di raggiungere elevati rapporti di compressione, esaltandone il rendimento energetico. Caratteristiche cui si aggiunge la garanzia del superamento dei crash-test necessari per ricevere l’omologazione.
  • Auto a metano, agevolazioni ed incentivi – Come tutti i veicoli ecologici, anche quelli a metano beneficiano dell’accesso alle zone a traffico limitato dei grandi centri e sono liberi dai blocchi alla circolazione imposti in determinati periodi dalle amministrazioni locali per abbattere l’inquinamento cittadino. Le auto a metano, poi, danno diritto alla fruizione degli appositi incentivi previsti da alcune regioni sia per chi acquista che per chi converte il proprio veicolo al metano.

Gli svantaggi delle auto a metano

Per una giusta analisi, tuttavia, è bene considerare anche i contro che si accompagnano a questa particolare tecnologia.

  • Auto a metano e prestazioni ridotte – Tra i limiti di questa tecnologia si segnala la perdita di potenza, a parità di motore, rispetto a un veicolo alimentato a benzina, il che si traduce in un calo delle prestazioni più o meno sensibile in rapporto alla cilindrata del propulsore e alle dimensioni del veicolo.
  • Auto a metano e minore capacità di carico – Il serbatoio è di grande dimensioni, motivo per cui il vano posteriore potrebbe essere occupato quasi interamente. Tradotto: l’installazione dell’apposito bombolone comporta solitamente una diminuzione della capacità di carico del mezzo.
  • Auto a metano ed incognita distribuzione – Ma il grande vulnus delle auto a metano è legato alla rete di distribuzione, con un numero di stazioni di rifornimento che, specie in alcune regioni italiane, è fortemente esiguo ed incomparabile alla quantità di impianti che erogano quotidianamente benzina e diesel. Per fare il pieno, insomma, potrebbe essere necessario percorrere qualche chilometro in più.

Le auto a metano sul mercato italiano 2014: caratteristiche, consigli e prezzi

Ma come scegliere la propria auto a metano riducendo al minimo il rischio di errore? Riguardo ai modelli di auto a gas metano disponibili sul mercato italiano 2014 ce n’è per tutte le “tasche” e per tutte le esigenze: dalle city car alle berline, passando per monovolume e station wagon.

La benzina va alle stelle e gli automobilisti si adeguano come possono. Dopo il metano, l’altra faccia di questa riscoperta delle auto a gas si chiama GPL, una miscela di idrocarburi derivati dal petrolio il cui componente principale è il propano, con un potere calorifico maggiore del metano a parità di peso e con meno rischi di corrosione.

Le automobili a Gpl (acronimo per “gas di petrolio liquefatti”) rientrano nella famiglia dei cosiddetti “veicoli bi-fuel“, veicoli in grado di funzionare con due tipi differenti di carburante.

Pregi di questa tecnologia di propulsione a metano sono facilmente intuibili

  • Auto a GPL e costi ridotti – I pro sono rappresentati essenzialmente dal costo del carburante. Nonostante i rincari dei carburanti, il Gpl resta quello più economico aggirandosi il suo prezzo intorno ai 0,75 cent/Lt (circa la metà rispetto la benzina), il che permette di ammortizzare nel breve periodo il costo sostenuto per installare l´impianto e quindi risparmiare anche con percorrenze non elevate. Caratteristiche che rendono i veicoli a GPL dei mezzi di trasporto dal costo chilometrico estremamente conveniente,  che, a seconda dei modelli, può arrivare a essere perfino la metà di un analogo modello a benzina.
  • Auto a GPL ed ambiente – Il GPL è un idrocarburo a basso impatto ambientale. Le auto a Gpl sono più “pulite” e inquinano meno, giacché il Gpl non contiene benzine né piombo. La sua combustione, poi, non produce “particolato”, la principale causa di inquinamento atmosferico nelle nostre città. Si stima che i veicoli a Gpl emettano tra il 20 e il 30% in meno di polveri sottili (PM10) e il 50% di anidride carbonica (CO2) rispetto ai corrispettivi veicoli a benzina.
  • Auto GPL, ammortamento dei costi e viabilità – Caratteristiche ecologiche che consentono, laddove le ordinanze comunali lo prevedano, alle auto con impianto Gpl di circolare anche in caso di blocco del traffico. L’impianto a GPL, inoltre, non si usura come avviene per i normali motori a benzina o gasolio. L’unica spesa è costituita dall’installazione iniziale (e dalla sostituzione del serbatoio dopo 10 anni). Al costo di un impianto vengono inoltre detratti gli eco-incentivi per la trasformazione a GPL delle autovetture o per l’acquisto di vetture nuove che hanno già l’impianto GPL di serie. L’impianto, insomma, è interamente ammortizzato dopo circa 20/25000 km.

Tuttavia anche il GPL,  come il metano, mostra alcuni punti deboli significativi:

  • Auto a GPL e prestazioni ridotte –  Il primo riguarda le prestazioni. il GPL risulta meno efficiente della benzina rispetto alla resa chilometrica, dato che con un litro di gas di petrolio liquefatto si percorre circa il 25% di strada in meno di quanta se ne percorre con un litro di benzina. Su una vettura a GPL si nota un decadimento delle prestazioni più o meno consistente rispetto a un modello di pari peso e cilindrata, soprattutto in fatto di accelerazione, che risulta penalizzata, obbligando spesso il conducente ad adattare il proprio stile di guida (ad esempio il guidatore potrebbe essere chiamato ad utilizzare più spesso il cambio di quanto farebbe su un equivalente modello mono-fuel a benzina, così da innestare dei rapporti bassi e tenere il motore sopra un certo regime di giri per avere un buono spunto nella ripresa della velocità).
  • Auto a GPL e rischio sicurezza – L’impianto a GPL non è pericoloso a patto che sia intallato perfettamente e da soggetti specializzati. Tuttavia la natura del GPL, che presenta una densità superiore a quella dell’aria, comporta dei rischi per quanto riguarda un’eventuale perdita della bombola installata a bordo, dato che il gas fuoriuscito non si disperderebbe nell’atmosfera ma andrebbe a formare delle “sacche” che potrebbero portare a un forte rischio di incendi.
  • Auto a GPL e  costi di manutenzione – Il costo dell’ordinaria manutenzione di un’auto a gpl è leggermente superiore rispetto ad un’auto solo a benzina. Ciò è dovuto al fatto che periodicamente occorre sostituire il filtro del Gpl, oltre ad effettuare una regolazione del’impianto al bisogno. Il serbatoio, infine, va cambiato per legge decorsi 10 anni dalla sua installazione.
  • Auto a GPL, agevolazioni ed incentivi – Da notare infine come i veicoli a GPL beneficiano in alcune province italiane della riduzione dell’IPT, l’Imposta Provinciale di Trascrizione che si paga al momento dell’immatricolazione, e dell’importo del bollo auto.
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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto