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25 marzo 2014

Università di Urbino: nuove resistenze e fascismi digitali con Giovanni Torrisi



Università di Urbino “Carlo Bo” – Nuove resistenze e fascismi digitali con Giovanni Torrisi e Fabio Giglietto dell’Università di Urbino.

I fascismi, da Goebbels a Pavolini, hanno sempre fatto uso delle nuove tecnologie per veicolare e imporre culturalmente le proprie visioni del mondo.

Dai cinegiornali al web, dalla radio ai social network, i fascismi usano gli strumenti della comunicazione per acquisire e mantenere consenso e supporto, imbastendo una propaganda martellante e mettendo a tacere le voci dissonanti.

C’è però un’importante differenza rispetto al passato, implicita nella configurazione dei nuovi mezzi di comunicazione. Se stampa, cinegiornali e radio sono dei mezzi unidirezionali, cioè il ricevente del messaggio non può interagire, web e social network richiedono, per definizione e per la loro stessa sopravvivenza, un ingente contributo da tutti i partecipanti alla comunicazione.

I fascismi si ritrovano così costretti al confronto con idee alternative. Parallelamente sorgono nuove resistenze, resistenze digitali alla discriminazione, all’oppressione, all’egoismo mitizzato dell’etnia e del territorio come recinto.

Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito, solo per citare alcuni esempi, al ruolo giocato da Facebook e Twitter durante le primavere arabe, alle rivelazioni di Wikileaks e Edward Snowden sui segreti di Stati democratici e all’emergere di movimenti politici che indicano la rete come nuovo spazio della partecipazione.

Ha dunque ragione chi sostiene che web e social network sono ambienti intrinsecamente democratici? O non è piuttosto vero, come sostengono altri, che questi spazi supportano forme di attivismo sterili e strategie di controllo più che mai pervasive?


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