Università di Modena e Reggio Emilia: il segreto della longevità

Redazione Controcampus 14 Aprile 2014

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Una scoperta, fatta da ricercatori delle Università di Modena e Reggio Emilia, di Bologna e di Firenze, oltre che del CNR di Pisa, dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma e del NOSAE di Modena, getta nuova luce sui fenomeni biologici legati al processo di invecchiamento e sullo sviluppo di nuove strategie (terapeutiche ma anche comportamentali) per migliorare lo stato di salute della persona anziana.

Ricerca Longevità - Università di Modena e Reggio Emilia

Ricerca Longevità – Università di Modena e Reggio Emilia

Lo studio in cui è coinvolta l’Università di Modena e Reggio Emilia che riguarda il ruolo del DNA mitocondriale circolante come causa dell’infiammazione cronica verrà presto pubblicato sulla rivista European Journal of Immunology.

E’ nel DNA mitocondriale il segreto della longevità. A questa questa affascinante conclusione, che potrebbe segnare una svolta per la qualità della vita della popolazione anziana, è giunto uno studio tutto emiliano sul ruolo del DNA mitocondriale circolante come causa dell’infiammazione cronica che si associa al processo di invecchiamento.

Lo studio, coordinato dal prof. Andrea Cossarizza dell’Università di Modena e Reggio Emilia e dal prof. Claudio Franceschi dell’Univeristà degli studi di Bologna e portato avanti in prima persona dal dott. Marcello Pinti dell’Università di Modena e Reggio Emilia, si è svolto nell’ambito del progetto Europeo EU-GEHA ed è stato finanziato in parte anche dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Vignola. Ha visto coivolti, oltre ai gruppi di ricercatori modenesi-reggiani e bolognesi, anche un gruppo dell’Università degli studi di Firenze, il Dipartimento di Patologia Clinica del Nuovo Ospedale S. Agostino-Estense di Baggiovara di Modena, diretto dal dott. Tommaso Trenti, il CNR di Pisa e l’Istituto Superiore di Sanità di Roma.

Immediato l’interese della comunità scientificia internazionale per questa scoperta, tanto che la prestigiosa rivista European Journal of Immunology sul numero in uscita a maggio pubblicherà lo studio.

Non c’è dubbio che questa scoperta scientifica – ha affermato il Rettore ddell’Università di Modena e Reggio Emilia prof. Angelo O. Andrisanodischiude le porte a nuove froniere di ricerca e terapeutiche. Non si è trovato il mitico elisir di lunga vita, ma certamente sapere di più del nostro sistema immunitario e dei mecccanismi fisiologici che conducono all’invecchiamento consente di far progredire le terapie rivolte agli anziani. Vedere che gli autori di questa scoperta sono ricercatori del nostro Ateneo ci riempie di soddisfazione e fa comprendere come la capacità di fare ricerca di eccelleenza non è prerogativa solo di atenei italiani più noti o dei grandi atenei stranieri. UNIMORE come rivela questo studio è ormai pienamente integrata nel circuito della migliore ricerca internazionale”.

In un arco di tempo che va dal 2006 al 2013 i ricercatori coinvolti hanno prima raccolto il plasma e, quindi, quantificato il DNA mitocondriale presente nel plasma di 831 soggetti sani di diverse nazionalità europee, di età compresa da 1 a 104 anni, fra cui 429 individui appartenenti a “fratrie” (ovvero coppie di fratelli o sorelle) oltre i 90 anni. Le informazioni raccolte hanno consentito di scoprire che con il processo di invecchiamento aumenta la quantità di DNA mitocondriale circolante nel plasma e, studiando le famiglie di persone molto anziane, che esiste un forte controllo genetico di tale livello.

Il DNA mitocondriale, che deriva appunto dai mitocondri, organelli deputati alla produzione di energia in pressochè ogni cellula del nostro organismo, viene rilasciato nella circolazione – spiega il prof. Andrea Cossarizza dell’Università di Modena e Reggio Emilia – quando una cellula muore e di conseguenza si rompe. Questo DNA ha una forma particolare, del tutto diversa dal DNA presente nel nucleo, dal momento che i mitocondri sono organelli derivati dalla fusione di cellule batteriche con cellule nucleate, avvenuta qualche miliardo di anni fa, e hanno mantenuto la loro originale caratteristica genetica. Quando il sistema immunitario avverte la presenza di questo DNA circolare, di derivazione <batterica>, innesca un processo di infiammazione che tende ad automantenersi”.

Questo ha consentito al gruppo modenese di scoprire che le cellule deputate alle difese immunitarie contro agenti patogeni, quando vegnono a contatto con il DNA mitocondriale, sono anche in grado di produrre le molecole che prima innescano e, poi, mantengono i processi infiammatori.

Tali processi infiammatori sono strettamente associati al processo di invecchiamento e sono oggi universalmente riconosciuti come la base della teoria dell’“inflammaging”, ovvero dell’infiammazione come causa fondamentale delle modificazioni di età, associate della funzionalità dell’organismo. La capacità di controllare la produzione e il rilascio di DNA mitocondriale da una lato, i suoi effetti dall’altro sono quindi la nuova chiave di lettura del come e perchè si invecchia.

Queste osservazioni – commenta il prof. Andrea Cossarizza dell’Università di Modena e Reggio Emilia – aprono nuove prospettive sia all’interpretazione di moltissimi fenomeni biologici legati al processo di invecchiamento, sia allo sviluppo di nuove strategie (terapeutiche ma anche comportamentali) per migliorare lo stato di salute della persona anziana”.

E’ davvero una soddisfazione che da parte di ricercatori nostro dipartimento – ha sottolineato il prof. Anto De Pol, Direttore del Dipartimento Chirurgico, Medico, Odontoiatrico e di Scienze Morfologiche con interesse Trapiantologico, Oncologico e di Medicina Rigenerativa – si conducano studi tanto avanzati nell’ambito dell’aging che hanno l’obiettivo di migliorare la qualità della vita degli anziani”.

Curriculum Andrea Cossarizza – Nato a Spilimbergo (PN) l’11 dicembre 1958. Dopo la laurea a pieni voti in Medicina e Chirurgia all’Università di Padova ha immediatamente iniziato una brillante carriera universitaria che lo ha portato alla cattedra di professore ordinario di Patologia Generale e Immunologia pressol’Università di Modena e Reggio Emilia e di professore di ricerca presso l’Università di Valencia (Spagna). Autore di 260 pubblicazioni sulle più prestigiose riviste internazionali (Science, Nature Protocols, The Lancet, ecc.) e di 90 articoli su riviste nazionali o capitoli su libri nazionali o internazionali, ha tenuto seminari in tutto il mondo. La sua attività di ricerca si è concentrata in particolare sullo studio delle modificazioni del sistema immunitario nel corso dell’infezione da HIV, e nel processo di invecchiamento e nella longevità, sullo studio del mitocondrio nel processo di apoptosi, e delle sue alterazioni funzionali a seguito di terapia farmacologica, sulla filogenesi ed ontogenesi del sistema immunoneuroendocrino e sulla messa a punto di nuove metodiche di citometria a flusso policromatica e biologia molecolare.

Curriculum Marcello Pinti – E’ nato a Como nel 1973 e dal 1998 vive a Modena, città di cui ha adottato abitudini e stili di vita. Si è laureato in Scienze Biologiche con il massimo dei voti e la lode presso l’Università degli studi di Milano (1997), conseguendo nel 2003 il titolo di Dottore di Ricerca in Biologia e Fisiopatologia dell’Invecchiamento presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, e nel 2007 la Specializzazione in Patologia Clinica sempre presso l’Ateneo modenese-reggiano. Dal 2006 è ricercatore universitario di Patologia Generale e nel 2012 ha conseguito l’abilitazione scientifica nazionale alla funzione di professore associato. Ha la suo attivo oltre 85 lavori scientifici e oltre 90 contributi scientifici a congressi, e diversi capitoli su libri in lingua inglese e italiana. Nel 2007 ha vinto lo “Young Investigator Award” alla conferenza mondiale della International AIDS Society tenutasi a Sydney (Australia).

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avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro.Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte.Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. 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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto