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La Notte del Lavoro Narrato nel racconto del Prof. Vincenzo Moretti

Redazione Controcampus 1 Maggio 2014

La notte del lavoro narrato e il suo successo raccontato da Vincenzo Gaetano Moretti C’è chi il 1° maggio lo percepisce e vive come un mero giorno “rosso” da calendario, di festa e, dunque, di riposo.

Giorno di abbandono delle sudate carte, di “posa” per le proprie mani. Di parentesi di quiete per le proprie membra. E poi c’è chi, invece, del primo maggio, ne fa un credo, lo trasforma, lo anticipa: e lo racconta, o meglio lo fa raccontare.

Lungi da qualsiasi ideologia politica, concerti e proteste, ieri sera, in tantissimi hanno atteso la festa dei lavoratori in maniera speciale: narrando del lavoro, raccontando di storie proprie o altrui, intonando un canto sui lavori del passato.

La notte del lavoro narrato: è questa la magia che ieri sera ha incantato e accolto in tantissimi punti di raccolta, italiani da ogni parte. Librerie, caffe letterari, scuole, circoli: in ogni dove dello stivale, a macchia di leopardo, il lavoro si è fatto protagonista e si è fatto raccontare nei più disparati modi. E, a parere di chi scrive, emozionando.

La Notte del Lavoro Narrato

La Notte del Lavoro Narrato

La notte del lavoro narrato, ieri per la prima volta si è svolta a livello nazionale, ma la lodevole iniziativa può vantare già “natali” grazie al grande lavoro fatto in questi anni dal Professore Vincenzo Gaetano Moretti e i suoi fedelissimi Alessio Strazzulo, Cinzia Massa, Giuseppe Rivello e ai tanti altri collaboratori che, già da qualche anno, raccontano e si “fanno raccontare” sul blog http://lanottedellavoronarrato.org/ di lavoro “narrato”. Del lavoro di chi sogna, del lavoro di chi ama, del lavoro di chi “fatica”, del lavoro di chi lo cerca. Del lavoro per il quale, si può anche soffrire. La notte del lavoro narrato, dunque, in concomitanza in tutti i luoghi scelti, ha avuto il suo taglio del nastro alle ore 20.30 e insieme, vicini e lontani, tra racconti, musica e storie di vita, e perché no, un buon rosso, si è attesa la mezza notte e l’arrivo del 1° maggio, la festa dei lavoratori “ufficiale”.

E di questa notte cosi speciale, della prima notte del lavoro narrato, è proprio il Prof Vincenzo Gaetano Moretti a raccontarci, con evidente e sentita emozione.

La notte del lavoro narrato per la prima volta in concomitanza si è svolta su scala nazionale. Quali emozioni nel vedere la concretizzazione di questo progetto in real time da nord al sud?

Vincenzo Moretti

Vincenzo Moretti

Guarda, scelgo la strada della sincerità, e ti dico che le due parole chiave, i due tag, della mia notte del lavoro narrato sono state felicità e connessione, una felicità intuita più che vissuta.

Perché le cose erano tante, tante, tante. E poi questi link, connessioni… a tratti anche confusione che predomina su tutto. Insomma stamattina mi sono svegliato e mi sono chiesto: “… che è successo?”. Però adesso piano piano mi riprendo. Poi continuo a ricevere decine e decine di messaggi da persone di ogni parte d’Italia che sono felici per quello che hanno vissuto e sono contento. Molto contento. Felice, ma questa volta una felicità consapevole.

Quali aspettative c’erano prima di ieri sera e soprattutto, quale voleva essere l’effettivo intento di questa notte?

L’intento era ed è quello che abbiamo detto da sempre, mostrare che l’Italia che pensa “lavoro, dunque sono, valgo, merito rispetto, considerazione”. E’ un’Italia che c’è , che esiste, bisogna solo raccontarla di più, farla diventare, anche attraverso il racconto, più consapevole di sé, più protagonista, più capace di dare senso e significato sociale alle nostre esistenze. Nei prossimi giorni ci penseremo meglio, ma secondo me anche da questo punto di vista è riuscita alla grande. Lo vedremo nei prossimi mesi.

Quale altra iniziativa bolle nella pentola degli organizzatori della Notte del lavoro Narrato e che muoverà ancora una volta l’Italia come ieri sera?

Per adesso bolle in pentola la necessità di capire bene quello che è successo ieri. Tu sei una sociologa e mi puoi capire. Per sapere dove devi andare è importante capire bene dove sei arrivato però sicuramente non intendiamo abbandonare il campo. Il nostro progetto, sul quale io, Alessio Strazzullo, Giuseppe Rivello, Cinzia Massa e tanti altri lavoriamo da anni, punta sul cambiamento culturale come condizione del cambiamento sociale ed economico del Paese. L’Italia ha bisogno di dare più valore al lavoro e meno valore al denaro. Più valore a ciò che sappiamo e sappiamo fare e meno valore a ciò che abbiamo. Ecco, su questo sicuramente continueremo a lavorare nei prossimi mesi

I luoghi che hanno ospitato ella notte del lavoro narrato.

  • Anpi, Cogoleto
  • Archeobar, Napoli
  • Arci Carlo Cafiero, Barletta
  • Arci, Volla
  • Casa Ardissone, Napoli
  • Associazione Banca del Tempo, Napoli
  • Associazione Caffè Italia Off (CIO), Strasburgo
  • Associazione Culturale L’Iperico, Cerro al Volturno
  • Associazione Culturale La Libreria Che Non C’è, Busto Garolfo
  • Associazione Culturale Moviarte, Mugnano di Napoli
  • Associazione Culturale FreeReflex e Collocoiffeur Bespoke Salon, Succivo
  • Associazione Fedora, Pro-loco, Comune di Roccapiemonte, Circolo di Rifondazione Comunista,
  • Associazione Pepenero, Alvignano
  • Noocleo, OrcoPress- Campania Press, Roccapiemonte
  • Associazione Politico-Culturale PIÙ, Marano
  • Associazione Turistica Pro Loco, Sassinoro
  • Associazione What About Sardinia – Enrico Cocco, Cagliari
  • Auser Volontariato, Canegrate
  • Casa Barbarisi, Salerno
  • Casa Bonadies, Associazione BLab, Caracò Editore, Portici
  • Bottega Exodus Ahref, Cassino
  • Calabresi Creativi #cuntaecanta, Rosarno (Reggio Calabria)
  • Cambio Paese, Bruxelles
  • Cgil, Federconsumatori, Auser, Reggio Emilia
  • Circolo Culturale I Fiori del Vesuvio, Cava dei Tirreni
  • Circolo PD, Pomigliano D’Arco
  • Ciucciopolitana, Attacca lu Patrone dove vole lu Ciuccio, Cilento
  • Confraternita dell’Immacolata, Castel San Giorgio
  • Conpartecipo e La Città delle Donne, Lucca
  • Cooperativa Sociale Terra di Resilienza, Morigerati
  • Cooperativa Sociale “I Naviganti” Onlus, Cassino
  • Casa D’Ambrosio, Napoli
  • Casa de Giovanni, Montoro
  • Casa Donnarumma, Castellammare di Stabia
  • Roberto De Pascale @Gran Caffè Gambrinus, Napoli
  • Enrica Di Martino Vocal Coach e Accademia Musicale AMA, Pozzuoli
  • DonaStorie Compagnia di PlaybackTheatre, Portici
  • Casa Farina Papoff, Napoli
  • Fondazione Exodus, Cassino
  • Forum dei Giovani, Padula
  • Casa Glielmo, Napoli
  • Il Salotto del Caffè di Caffè Carbonelli, Melito di Napoli
  • inCostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterraneo di Alfonso Bottone e Design Artigianale di Angelo Soldani, Minori
  • In Form of Art – Scuola d’Arte, Napoli
  • InOutLabCoworking, Caselle in Pittari
  • Istituto Comprensivo 70 Marino Santa Rosa, Napoli
  • Istituto Comprensivo Statale Santa Marina, Policastro
  • Istituto Comprensivo Teodoro Gaza, Scario
  • Italian Instititute for the Future, Napoli
  • Joker live club – International Jazz Day Special Jam, Napoli
  • Casa Labadié, Marsiglia
  • Librarsi, Semicircolo ambulante di lettori, Narni
  • Libreria On The Road, Montesilvano
  • Libreria Utopia, Milano
  • Liceo Scientifico Statale Carlo Urbani, San Giorgio a Cremano
  • Lunacalante, Casalbuono
  • Mopolis Movimento per la Città, Siano
  • Giuseppe Musolino, Un’Altra Storia, Varese
  • Officina Emilia, Cgil, Cisl e Uil Modena
  • Casa Paraggio, Battipaglia
  • Pecore Elettriche, Libreria dell’Usato, Torino
  • Pro Loco, Caselle in Pittari
  • Radio CiaoComo, Como
  • Radio Raffaella Uno, Montoro Superiore
  • Radio Siani, Ercolano
  • radiostile e Fab Lab Frosinone – Officine Giardino, Frosinone
  • radiostile e Municipio XIV, Roma
  • Remida, Il Centro di Riciclaggio Creativo, Napoli
  • Riot Studio, Napoli
  • Rivista Artéria, Acerra
  • Roland DG Mid Europe Artigiani Tecnologici, Italia
  • Roma Makers e Adriano CyberParra Parracciani, Roma
  • Casa Santanelli Quinta di Copertina, Napoli
  • Casa Santoro, Londra
  • SeLF, Secondigliano Libro Festival e Comitato dei Lumini, Napoli
  • Servizio Officina Educativa Comune di Reggio Emilia, Reggio Emilia
  • Sinistra Civica/GO, Portici
  • Social Street via Matteotti, Bologna
  • Casa Sorrentino, Ostia Roma
  • Casa Sorrentino, Napoli
  • Sponda Sud, Bacoli
  • The Hub Rovereto – Fondazione Ahref – Franz Magazine, Rovereto
  • [email protected] – webradio UNISA, Salerno
  • Vulcanicamente NaStartup, Napoli
  • Workcoffee, Piacenza e Tolmezzo

Pasqualina Scalea

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avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics). I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto