IMU 2014: chi come e quando si paga, scadenze esenzioni e calcolo Imu

Redazione Controcampus 13 Giugno 2014

Tutto sull’Imu 2014: chi paga e come si paga l'Imu? chi deve versare e entro quando effettura il pagamento Imu?Sarà un giugno rovente quello che attende gli Italiani alla voce "scadenze fiscali".

Si avvicina il lunedì nero del fisco. Il 16 Giugno saremo chiamati a pagare in una volta sola: l’acconto di Tasi, la Tari, e ovviamente la prima parte della vecchia Imu: le tre teste di quel controverso “cerbero fiscale” meglio noto come IUC (Imposta Unica Comunale).

Una matassa difficile da sbrogliare: cosa bisogna saldare? E cosa invece è stato posticipato o soppresso del tutto?

Tre imposte diverse da pagare in modo differente. Prende così forma quell’aggravio a lungo temuto dal contribuente italiano. Un dato del quale non fanno mistero gli amministratori comunali che hanno cominciato a mettere in guardia i rappresentanti delle associazioni di categoria e dei consumatori. Previsto un ingorgo di calcoli, di aliquote da recuperare, di detrazioni da individuare, quote e ripartizioni che cambiano da Comune a Comune.

“Nell’arco di 60 giorni, tra giugno e luglio giugno, si susseguiranno ben 29 appuntamenti con il fisco che costringeranno milioni di italiani a versare una montagna di tasse per un totale di 75 miliardi di euro, di cui 40 miliardi a carico dei contribuenti privati, mentre altri 35 miliardi di euro graveranno sulle aziende”, aveva tuonato nei giorni scorsi la Cgia di Mestre. Allarme giustificato dall’extra-time governativo concesso su tutti i principali adempimenti fiscali: Irap, Irpef, Ires, Tasi e, naturalmente, la chiacchieratissima Imu. Tra i punti fermi (pochi) di questa giostra fiscale, infatti, va annoverato l’atteso pagamento della prima rata della vecchia Imu (scadenza 16 giugno), una vecchia conoscenza giunta al suo terzo ed ultimo anno di vita.

IMU 2014: chi paga entro il 16 Giugno

Imu 2014

Imu 2014

Cos’è l’Imu e chi deve pagarla? È soggetto all’IMU chiunque detenga un diritto reale su un immobile: proprietà, usufrutto, uso, abitazione o enfiteusi. L’imposta grava su terreni, fabbricati, aree edificabili e pertinenze, a prescindere dall’utilizzo. L’Imu va pagata sulle seconde case, sugli immobili locati o sfitti, uffici, negozi, laboratori produttivi. Sui terreni agricoli inclusi, se non sono coltivati. Per citare alcuni casi. E pure sulle pertinenze che non sono esenti. La pagano i proprietari di immobili dati in uso gratuito a figli o parenti di primo grado, a meno che il Comune non li abbia assimilati alla prima casa.

Va versata da ciascun proprietario laddove vi siano più porzioni in base alla propria quota. L’esenzione è valida solo se il proprietario è residente in quell’abitazione.

Sono due le categorie di contribuenti che dovranno pagare l’Imu il 16 Giugno 2014:

  • Proprietari di seconde case
  • Proprietari di prime case ma solo se accatastati nelle categorie A/1, A/8 e A/9 (case di lusso, immobili di prestigio, etc.).

IMU 2014: Novità Post  riforma (IUC) e Scadenze

Da quest’anno, il 2014 l’Imu non è più dovuta sull’abitazione principale e relative pertinenze a meno che non si tratti di immobili di lusso, ossia rientranti nelle categorie catastali da A/1, A/8 e A/9. Il prossimo 16 giugno 2014 quindi saranno chiamati alla cassa i proprietari di immobili adibiti ad abitazione principale se di lusso e di seconde case. Entro il 16 giugno 2014, sempre in relazione all’Imu, sarà il turno, invece, dei contribuenti che hanno versato la seconda rata del 2013 con importo insufficiente, senza pagare sanzioni e interessi. Le scadenze, riepilogando, sono fissate al 16 Giugno e al 16 Dicembre, rispettivamente per acconto e saldo. Nel caso in cui il nostro Comune non abbia ancora deliberato le aliquote da utilizzare per il 2014, per pagare l’acconto di giugno dovremo ricorrere a quelle valide per il 2013. A dicembre, tuttavia, in sede di conguaglio, il conto andrà ricalcolato in considerazione di quanto stabilito dal Comune, versando l’eventuale differenza.

IMU 2014 Esenzioni

Non la pagano i proprietari di abitazioni principali perché è confermata l’esenzione (fanno eccezione gli immobili di maggior pregio) e le pertinenze delle prime case, ma questa si applica una volta sola per ciascun tipo di pertinenza. Per fare un esempio, se si hanno due box auto, si dovrà pagare l’Imu anche se è parte della prima casa. Confermato anche il metodo di calcolo che rimane invariato rispetto agli ultimi anni passati mentre l’aliquota sarà quella decisa l’anno scorso dal proprio Comune. Il 16 dicembre andrà poi versato il saldo e qui andrà aggiunta anche la fetta di differenza rispetto all’aliquota dell’anno scorso (i Comuni qui dovranno deliberare entro il 28 ottobre).

Imu 2014: Quando si paga

Scadenze Imu 2014

Scadenze Imu 2014

A giugno saremo, quindi, chiamati alla cassa per l’Imu sulle seconde case anche se il comune non ha pubblicato le nuove delibere. In questo caso fanno testo le aliquote 2013.

Dopo l’ultimo intervento del governo l’appuntamento, tuttavia, si fa in tre: nei 2269 comuni “virtuosi” – più digiuni di fondi – che hanno già deliberato la scadenza è il 16 Giugno. Appuntamento rimandato al 16 Ottobre, invece, per i residenti nei comuni che deliberano entro il 10 Settembre, con il saldo solo due mesi dopo.

Infine versamento in unica soluzione, il 16 dicembre, in caso di mancata delibera entro settembre, con applicazione, per i comuni ritardatari, dell’aliquota base dell’1 per mille. Soluzioni transitorie: dal 2015 la nuova imposta andrà finalmente a regime, con l’obbligo per i sindaci di inviare ai contribuenti i modelli precompilati.

Imu 2014: Come si calcola e Aliquote

La base imponibile è la rendita catastale dell’immobile (valore trascritto nell’atto notarile di compravendita) che deve essere rivalutata del 5%. il valore così ottenuto si moltiplica per il coefficiente (che per le abitazioni è 160) e a queste si applicano le aliquote decise dai comuni e, nel caso di prime abitazioni, le detrazioni (laddove previste). L’aliquota base è pari al 7,6 per mille, ma è data facoltà ai comuni di abbassarla al 4,6 per mille o aumentarla fino al 10,6 per mille. La somma di Imu e Tasi non può superare l’aliquota dell’11,4 per mille (comprendendo anche lo 0,8 per mille di aggravio Tasi nelle mani dei comuni). Se il Comune ha pubblicato la delibera Imu 2014 l’acconto si calcola sulle aliquote aggiornate, altrimenti si paga con riferimento alle stesse in vigore nel 2013.

Imu 2014: come pagare, compilazione Modello F24

Calcolo Imu

Calcolo Imu

Semplice il pagamento mediante modello F24: per compilarlo correttamente si parte dallo spazio codice ente/codice comune in cui bisogna indicare il codice catastale del Comune nel cui territorio sono situati gli immobili, rintracciabile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, si passa così alla compilazione dei campi Numero immobili, in cui indicare il numero degli immobili, tipologia di pagamento (se acconto o saldo) per cui si deve barrare la casella ‘Acc’ (acconto) per il pagamento del 16 giugno, ‘Anno di riferimento’.

Si devono poi riportare i diversi codici tributo:

  • per l’Imu sono 3912 per l’abitazione principale e relative pertinenze,
  • 3913 per fabbricati rurali ad uso strumentale,
  • 3914 per i terreni del Comune,
  • 3915 per i terreni di Stato,
  • 3916 per le aree fabbricabili del Comune,
  • 3917 per le aree fabbricabili dello Stato,
  • 3918 per gli altri fabbricati del Comune,
  • 3919 per gli altri fabbricati di stato.

Riepilogando, le modalità di pagamento IMU sono sostanzialmente:

  • bollettino postale;
  • modello F24 tramite: l’home banking della propria banca;
  • il servizio “F24 Web” sul sito dell’Agenzia delle Entrate;
  • un intermediario abilitato (esempio CAF).
Aniello Napoli

Aniello Napoli

Per meglio comprendere gli aspetti nodali del contestato balzello, sforzandoci di dipanare l’intricata matassa di perplessità e polemiche da esso sollevati rispetto ad obiettivi, modalità e tempi di pagamento, abbiamo raggiunto per voi il Dott. Aniello Napoli, commercialista iscritto all’albo di Salerno.

Dott. Napoli, parliamo di IMU 2014, cercando di togliere dall’imbarazzo soprattutto i nostri lettori/contribuenti meno attenti. Il 16 Giugno scade il termine per versare l’acconto dell’Imu 2014. In sintesi: cos’è? Chi deve versarlo? Quando pagare (scadenze) e in che modo?

“Imu sta per imposta municipale unica ed in essa, secondo le iniziali intenzioni, dovevano ricadere due tributi diversi ovvero l’imposta municipale che colpisce il possesso di immobili e l’imposta municipale secondaria, che avrebbe dovuto sostituire altri tributi quali la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, l’imposta comunale sulla pubblicità e i diritti sulle pubbliche affissioni, etc. La versa il proprietario dell’immobile o chi è titolare di un altro diritto reale sul bene stesso. L’Imu va di regola pagata in due rate di pari importo il 16 giugno e il 16 dicembre di ciascun anno ma, negli ultimi tempi, si è assistito a sospensioni, deroghe e modifiche varie. Il versamento si effettua in banca o posta utilizzando il modello cosiddetto F24”

L’impressione, secondo molti, è che il passaggio dall’Imu alla lUC (Imposta Unica Comunale) non sarà indolore. I cittadini, insomma, dovranno entrare nell’ordine d’idee di dover pagare di più rispetto al vecchio sistema tanto che c’è già chi grida all’ennesima riforma lacunosa, confusionaria. La nuova luc, lamentano, è nuova solo in apparenza, ma in realtà si compone di tre tributi diversi, Imu, Tasi (componente servizi) e Tari (componenti rifiuti, ex Tares), quindi non si muoverebbe con il piede giusto. Quali aspetti emergono dal passaggio dall’IMU alla IUC? Quali sono le incongruenze riscontrabili?

“Le incongruenze sono talmente evidenti che, proprio in questi giorni, stanno emergendo nelle case di tutti i cittadini i quali stanno ricevendo ancora una volta le bollette di pagamento Imu. In realtà l’eliminazione dell’IMU è limitata all’abitazione principale e alle pertinenze. Questa tassa, quindi, non è stata eliminata o sostituita dalla nuova IUC ma continua a essere in vigore come la stessa legge di stabilità ha chiaramente indicato. La IUC viene quindi presentata come un tributo unico ma, in realtà, di “unico” ha ben poco perché si compone di tre tipologie tributarie distinte (IMU – TASI – TARI). La sensazione è che la scelta assunta dal legislatore sia motivata dalla necessità di sancire il superamento dell’IMU, annunciando la nascita di una imposta unica e lasciando intendere che così ne avrebbero tratto beneficio tutti i cittadini in termini di semplifcazione, equità e minore peso fiscale. La realtà è molto diversa e tutti ormai se ne sono accorti.”

Cosa cambia per i Comuni? E quanto tempo avranno per decidere le aliquote? Alcuni hanno deliberato entro il 30 Aprile. Altri, dove si è votato, probabilmente rinvieranno ogni decisione a Luglio. Che scenario potrebbe aprirsi per i contribuenti? La riforma che afferma di voler ridurre il carico fiscale nei confronti dei contribuenti, in realtà ne produce di nuovo perle famiglie. Quali sono le principali lacune della Riforma dell’Imu? E come si potrebbe ovviare a queste incongruenze?

“I Comuni che hanno adottato le delibere entro maggio e che stanno recapitando l’acconto Tasi 2014 sono poco più di 2100 mentre gli altri comuni beneficiano della proroga di recente approvata per cui dovranno deliberare le aliquote entro settembre per poi far pagare entro il 16 ottobre 2014. Appare, chiaro, quindi non solo l’enorme confusione creata ma soprattutto l’inutilità di una modifica che non semplifica, non allevia il peso fiscale e non è chiara. Personalmente penso che quando il problema è quello di reperire fondi per i Comuni non è corretto giocare con nomi, tributi, scadenze e altro. Bisogna riformare sì ma effettivamente semplificando e nella massima chiarezza e trasparenza. Solo così si potranno evitare incongruenze e lacune non soltanto normative ma anche finanziare ad enti minori, come i Comuni, cui il Governo centrale sta delegando funzioni e servizi senza dare loro realmente il potere di normare e gestire direttamente le risorse.”

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto