Canone Rai 2014: come non pagare il canone rai, costo ed esenzione

Redazione Controcampus 30 Dicembre 2013

Si ritorna a pagare il  canone Rai 2014, una delle tasse più odiate e per questo più discusse dagli italiani.

 

Ecco tutto quello che devi sapere sul canone prima di pagare!

Oltre al malumore generale per le seguenti imposte Iva, Irpef, Imu si aggiunge alle stesse il canone Rai che scade il 31 gennaio.

A confermare l’ipotesi che il Canone Rai 2014 sia l’imposta più odiata dagli italiani è il sondaggio Ifel condotto nel 2011 dal Centro studio dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani).

Alla domanda “Qual è secondo te la tassa più odiosa?”, il 45% degli 8mila intervistati aveva risposto indicando l’abbonamento RAI, seguito dal bollo auto (14,2%), dall’Iva (9,1%), dall’Irpef (7,5) ed infine dall’imposta sugli immobili, l’Ici (solo il 6,4%).

Anche un’altra indagine condotta da Solo Affitti (franchising immobiliare specializzato nella locazione) ha confermato che il pagamento del canone Rai proprio non viene accettato. Alla domanda: “Quale tributo vorresti eliminare con questa campagna elettorale?” La risposta è stata che il 60% dei cittadini preferirebbe abolire il canone Rai, seguita dall’Imu e dalla Tares (ex tassa sui rifiuti, terza con il 12,5%).

Canone Rai 2014: cos’è e come non pagarlo, esoneri ed eccezioni per non pagare

Ogni anno la RAI si impegna a ricordare al telespettatore che bisogna rinnovare il Canone Rai 2014 (113,50 euro l’importo attuale, +1,50 euro rispetto all’anno scorso), ma gli italiani credono che sia un’imposta iniqua e anticostituzionale.

Alcuni hanno addirittura dichiarato che preferirebbero non guardarla la Rai se sono costretti a pagare il canone.

Il canone rai venne istituito nel 1938 da Vittorio Emanuele III. Si tratta del decreto del 21 febbraio 1938, n.246 che prevede il pagamento della tassa canone Rai per il possesso di “apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni”.

Molti italiani credono che sia un canone televisivo, ma in realtà si tratta di un tributo statale, sostanzialmente riferito alla proprietà di un apparecchio preposto alla ricezione del segnale radio – televisivo. Questo che cosa significa? Stando a questa disposizione non lo solo la nostra amata televisione ma anche la radio, computer e dispositivi mobili subiscono gli effetti di questa legge nel caso in cui siano predisposti alla ricezione del segnale Rai.

Canone Rai 2014: pagarlo anche se non usufruiamo del servizio?

Il motivo per il quale siamo costretti a pagare questa imposta è perché la stessa non si riferisce al servizio offerto dalla Rai, ma al possesso dell’apparecchio ricevente cioè la televisione.

Una critica feroce che viene mossa sul canone Rai è che si parla di abbonamento, ma in realtà parlare di abbonamento è sbagliato perché si tratta di una vera e propria imposta. Se fosse un abbonamento potremmo decidere noi termini, condizioni e consumo. La denominazione di questa tassa non è quindi congrua ai suoi effetti sulla realtà.

Il Canone Rai 2014 è quindi una tassa statale e bisogna pagarla. La politica certo non ha chiarito tale situazione e ricordiamo la memorabile uscita del Berlusconi del marzo 2008, che in campagna elettorale aveva promesso: la aboliremo!

Nulla è cambiato dal 2008, da quando si era preso l’impegno e la promessa di abolire o meglio di ripagare gli italiani che avevano pagato l’Imu, ma nulla di tutto questo è accaduto. Il canone rai continua ad essere una tassa e come tale obbligatoria e da pagare.

Chi evade il Canone Rai 2014? Da un sondaggio è emerso che il 27% degli Italiani non lo paga. Il canone Rai è tra le 7 tasse più evase del paese: è calcolato intorno al 1,5 Miliardi di euro il totale “evaso” che non rientrerà nelle casse dello Stato.

Evasione Canone Rai 2014 ecco i motivi dichiarati dagli italiani

  • La troppa pubblicità durante i programmi,
  • La scarsa qualità del servizio pubblico,
  • La sempre più evidente politicizzazione della RAI,
  • Il confronto sempre più avvilente tra tv italiana ed estera .

Dato questo odio profondo che gli italiani hanno nei confronti di questo abbonamento che abbonamento non è, ecco come non pagare il Canone Rai 2014 “legalmente”. Le soluzioni possibili sono tre e sono le seguenti:

  • Rottamazione: Bisogna farsi rilasciare la ricevuta di rottamazione per testimoniare l’avvenuta rottamazione. La stessa dovrà essere inviata in allegato alla disdetta la quale, è bene precisare, dispensa dal pagamento del canone rai a decorrere dal 1 gennaio dell’anno successivo sole se presentata entro il 31 dicembre dell’anno precedente.
  • Disdetta del Canone Rai 2014. La legge consente al contribuente (previo pagamento per intero il canone dell’anno in corso ed assenza di altre pendenze con il S.A.T. – Sportello Abbonamenti Tv) di revocare l’abbonamento RAI a condizione che questi dismetta gli apparecchi in suo possesso e ne richieda formalmente il suggellamento, impegnandosi di fatto a non usare più la televisione. Sul libretto di abbonamento si trova, infatti, una cartolina intitolata “Denuncia di cessazione”. Bisogna quindi barrare la casella con la richiesta di suggellamento ed inviare un vaglia postale dell’importo di 5,17 euro intestato al SAT –Sportello Abbonamenti TV – Casella postale 22, 10100 Torino. Entro il 30 novembre, poi, bisognerà spedire mezzo raccomandata AR la cartolina firmata, con in allegato la ricevuta originale del vaglia e il libretto di abbonamento.
  • Suggellamento Canone Rai 2014. L’ufficio di competenza è l’Ufficio Tecnico Erariale a cui è stata passata la pratica. Qui gli addetti si recheranno presso le vostre case per prendere il vostro televisore. Una volta concluso il procedimento l’utente potrà sentirsi esonerato dal pagamento del canone Rai.
  • Esenzione Canone Rai 2014 per i 75enni a reddito basso ed appartenenti a categorie professionali specifiche. Si tratta di fasce di contribuenti precise: anziani poco abbienti e specifiche categorie professionali. I cittadini che rientrano in queste categorie possono rivolgersi all’Agenzia delle Entrate per compilare ed inviare il modulo necessario: una semplice dichiarazione sostitutiva, accompagnata da un qualsiasi documento di riconoscimento che attesti l’effettivo possesso dei requisiti necessari.
  • Nello specifico sono esentati dal Canone Rai 2014 chi ha i seguenti requisiti:
    • I soggetti di età pari o superiore ai 75 anni
    • Un reddito familiare non superiore a 6.713,98 €
    • L’apparecchio deve essere quello della casa di residenza.
    • E’ necessario che il beneficiario viva esclusivamente con il coniuge e con nessun’altra persona dotata di un reddito proprio.
  • Inoltre sono esonerati dal pagamento Canone Rai 2014 anche:
    • Militari delle Forze Armate Italiane
    • Militari di cittadinanza straniera appartenenti alle Forze Nato;
    • Agenti diplomatici e consolari (stranieri accreditati in Italia)
    • Rivenditori e riparatori TV.
Il consiglio dell’esperto sul canone Rai

Per evitare fraintendimenti a chi è interessato all’esenzione del canone Rai riportiamo le dichiarazioni dell’avvocato Davide Cecchinato che così chiarisce e consiglia gli interessati: “Consiglio di evitare la procedura di suggellamento. A quanto mi consta ultimamente non viene neppure più eseguita dagli incaricati oppure viene espletata dopo mesi di attesa. E finché l’apparecchio tv non viene suggellato si è obbligati al pagamento del canone rai. Quindi può essere controproducente.

Meglio inviare formale disdetta. La comunicazione deve essere inoltrata a mezzo raccomandata all’Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio territoriale di Torino 1 Sportello S.A.T. Casella postale 22 – 10121 Torino (To). Si rammenti che la cessazione che può avvenire solamente in due casi (oltre al suggellamento):

  • 1) annullamento dell’abbonamento per comprovata mancata detenzione della tv. A seguito della richiesta di annullamento, nel modulo che verrà successivamente inviato dallo Sportello Sat (Sportello Abbonamento Tv), andranno indicate tutte le informazioni richieste allegando il certificato di rottamazione della televisione – si può ottenere recandosi alle isole ecologiche gestite dalle società di smaltimento rifiuti – oppure la denuncia di furto o la documentazione che comprovi l’incendio o lo smarrimento dello stesso. Avendo cura di indicare il tipo/i di apparecchio/i detenuti di cui non si è più detentori – possessori.
  • 2) annullamento per cessione della tv. In questo caso, successivamente all’invio della raccomandata di disdetta, lo Sportello Sat chiederà la compilazione di un modulo di dichiarazione integrativa della disdetta che dovrà essere debitamente compilato in tutti i campi previsti, anche con l’indicazione del tipo/i di apparecchio/i detenuti, firmato dal cedente e dal cessionario dell’apparecchio e restituito per la definizione completa della richiesta di annullamento.
  • 3) la disdetta de canone rai denunciata entro il 31 dicembre dispensa dal pagamento dal 1 gennaio dell’anno successivo. La disdetta del canone rai denunciata entro il 30 giugno dispensa dal pagamento dal primo luglio. Qualora il contribuente abbia già corrisposto l’intera annualità non e’ previsto per legge chiedere il rimborso. Poiché il pagamento trimestrale costituisce una rata del canone rai semestrale non e’ possibile dare disdetta del canone rai senza aver corrisposto almeno l’importo per il semestre. In mancanza di regolare disdetta il canone rai si intende tacitamente rinnovato.”
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avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro.Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte.Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto.Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo.Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics).I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto