Stefania Giannini al al Campus Bio-Medico di Roma

Redazione Controcampus 3 Luglio 2014

Università “Campus Bio-Medico” Roma - Ricerca, ministro Stefania Giannini al Campus Bio-Medico: “priorità assumere 6mila giovani ricercatori all’anno per i prossimi quattro anni"Il Ministro dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini è intervenuto alla Giornata della Ricerca dell’Università Campus Bio-Medico di Roma.

Tra gli obiettivi del Governo, all’avvio del semestre di presidenza italiana dell’UE, il rafforzamento dei finanziamenti pubblici alla ricerca, anche quelli legati in partnership a iniziative private. Importante anche concentrare le risorse su poche grandi sfide tematiche, con strategie più lineari. Forte l’attenzione al settore biomedico, “che da solo rappresenta quasi la metà della ricerca scientifica”

Le dichiarazioni del Ministro Stefania Giannini

“La priorità del Governo è un grande piano di assunzioni. Tra università ed enti di ricerca, dobbiamo avere l’ambizione di arruolare almeno 2mila più 4mila giovani ricercatori, un totale di 6mila unità ogni anno per almeno quattro anni. Senza, con tutta la buona volontà, i discorsi di natura politica, istituzionale o scientifica restano un nobile libro dei sogni che, tuttavia, tale è destinato a rimanere”. Così il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, On. Stefania Giannini, intervenendo alla Giornata della Ricerca dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. “Ciò – ha aggiunto il Ministro Stefania Giannini – vuol dire qualche centinaio di milioni di euro. Il Presidente del Consiglio aveva indicato una cifra precisa, 600 milioni, per questa necessità. A questo punto, credo e mi auguro che il Governo risponda della propria volontà e delle proprie possibilità d’intervento in questo senso”.

Parole molto apprezzate dal Rettore dell’Ateneo ospitante quelle del ministro Stefania Giannini, Prof. Andrea Onetti Muda: “Sono particolarmente contento di quanto il Ministro Stefania Giannini ci ha detto riguardo agli investimenti e alle linee d’indirizzo programmatiche del Governo sul fronte della ricerca. Sono parole importanti per un’istituzione come la nostra, ma anche per l’intero panorama italiano”. Onetti Muda ha posto l’accento, nel suo intervento, sul tema dei dottorati di ricerca. “Il nostro ateneo – ha spiegato – ha strutturato in modo integrato i progetti e i prodotti di ricerca derivanti dai propri dottorati, unendo due branche solitamente non molto facili da legare, la biomedicina e la bioingegneria. Inoltre, ha pensato una specifica proposta di crescita, il graduate program, un percorso di cinque anni che riunisce il biennio specialistico con il dottorato, facendo sì che le persone accuratamente selezionate che lo seguiranno a partire dall’Anno Accademico 2014-2015 possano professionalizzarsi in stretta collaborazione con aziende del settore, per arrivare al termine del quinquennio con un doppio titolo immediatamente spendibile nel mondo del lavoro”.

Un dato significativo se, come ha sottolineato anche il Ministro Stefania Giannini, in termini di numero di ricercatori, di quote di finanziamento, di sviluppo tecnologico e di scoperte realizzate l’ambito delle ricerche biomedicali e bioingegneristiche, particolarmente affine al Campus Bio-Medico, rappresenta oggi quasi la metà dell’intera ricerca scientifica. Un settore cruciale, dunque, nel contesto scientifico europeo. Stefania Giannini si è anche detta “felice di essere qui oggi, a Roma, in un centro che rappresenta un’eccellenza ‘non nordica’ nel campo della ricerca biomedica, laddove il nostro Paese, invece, mostra uno squilibrio tra le sue componenti interne in senso geografico: tra i 48 IRCCS presenti attualmente in Italia, infatti, ben 18 sono collocati in Lombardia e ottengono complessivamente poco meno del 50 per cento dei finanziamenti totali”.

Tre i punti evidenziati dal Ministro Stefania Giannini per riordinare la ricerca nazionale: sviluppo e attrazione di capitale umano altamente qualificato da poter inserire nel tessuto produttivo del Paese semplificando il percorso di chiamata, possibilmente rendendolo diretto; identificazione di un numero limitato di grandi sfide tematiche, da finanziare in via preferenziale, di forte impatto sulla vita dei cittadini europei, le big challenges del Programma Horizon 2020, da affrontare in chiave realmente internazionale; premiazione della capacità innovativa e competitiva del sistema industriale, in particolare quello in interazione virtuosa tra pubblico e privato.

Ultimo spunto lanciato dal Ministro Stefania Giannini nel suo intervento in Aula Magna del Campus Bio-Medico è stato quello sulla governance della ricerca nazionale. “Forse – ha detto – anche l’Italia ha bisogno di creare uno strumento di coordinamento e riflessione delle politiche della ricerca a livello nazionale. Penso al Canada, che ha un Consiglio Superiore della Ricerca che diventa un advisory board del Governo in carica. Quindi, non una nuova agenzia, ma uno strumento di coordinamento delle attività e di indirizzo verso grandi obiettivi, per evitare distonia, frammentazione e dispersione dell’azione di ricerca”.

Il Piano europeo da 77 miliardi per ricerca e innovazione

Il nuovo Programma quadro europeo per il finanziamento della ricerca e dell’innovazione, Horizon 2020, vale oltre 77 miliardi di euro e segue il 7° Programma quadro, conclusosi lo scorso anno. Un Piano strategico, perché chiamato a supportare sia la ricerca di base che quella applicata, con l’ambizione di creare innovazione, sviluppo sociale ed economico in Europa nei prossimi sei anni. Per la prima volta, infatti, Horizon riunisce in un unico programma tre importanti iniziative comunitarie, che fino a ieri hanno marciato separatamente: il Programma quadro di ricerca, il Programma CIP (Competitiveness and Innovation Programme) che supporta le attività nel campo dell’innovazione e l’Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia (EIT).

Dei 77 miliardi di Horizon, 29,7 sono destinati al Societal Challenges, programma multidisciplinare di ricerca, orientato a soluzioni sostenibili nel lungo periodo per affrontare le sfide sociali che attendono l’Europa: la tutela della salute rispetto all’invecchiamento della popolazione e alla nuova concezione del benessere; la sicurezza alimentare e la bio-economia; l’energia pulita, sicura ed efficiente; il trasporto intelligente e quindi non inquinante ed integrato; la sicurezza dell’Europa e dei suoi cittadini. Altri 24,4 miliardi andranno al Programma Excellent Science che mira a rafforzare l’eccellenza europea in ambito scientifico attraverso il raggiungimento di quattro obiettivi: 1) sostenere i ricercatori più promettenti e creativi nello svolgere ricerche di frontiera; 2) finanziare i gruppi di ricerca coinvolti nelle cosiddette “tecnologie intelligenti”; 3) garantire formazione e carriera ai ricercatori più promettenti; 4) supportare le infrastrutture di rete, prima di tutto quelle elettriche. Terzo pilastro di Horizon 2020 è l’Industrial leadership, il programma che mira appunto a creare un primato industriale europeo. Obiettivo ambizioso, al quale vengono destinati poco più di 17 miliardi, che serviranno a rendere l’Europa un luogo un po’ più attraente per investire in ricerca e innovazione, anche attraverso un miglior accesso al credito e al sostegno agli investimenti in nuove tecnologie. Soprattutto in quelle più avanzate, come le tecnologie per l’informazione e l’innovazione (l’Ict, Information & Communication Techonology), le bio e nanotecnologie.

Una sfida cruciale, quella dell’innovazione, rispetto alla quale l’Europa ha deciso di giocare la carta della programmazione unitaria, per evitare dispersione d’idee e risorse. Proprio quella che ha contraddistinto in passato l’approccio italiano ai bandi di ricerca europei.

Lo dicono i dati pubblicati dal Consiglio Europeo della Ricerca: nel 2013 l’ente ha assegnato 287 borse di studio a giovani ricercatori. Ebbene, di queste solo 17 sono andate ad italiani e, quel che più fa riflettere, solo otto di questi hanno scelto un ente di ricerca made in Italy per portare avanti i propri progetti. Di contro, l’Inghilterra ne ha attirati 60 e la Germania 46. Un gap competitivo nella capacità di attrarre cervelli che secondo molti ricercatori italiani dipende soprattutto dai lacci burocratici e dalla poca propensione a far convergere ricerca pubblica e privata. Senza dimenticare che all’estero chi fa ricerca non ha solo laboratori efficienti in cui sviluppare le idee, ma anche tutti quegli strumenti “non convenzionali”, come attrezzature, software, pacchetti di formazione, bonus per alloggio e viaggi. Una formula “all-inclusive” rivelatasi di successo e che qualcuno vorrebbe incentivare anche nel nostro Paese.

Campus Bio-Medico: oltre 120 progetti di ricerca, 40 per cento da bandi nazionali e internazionali

L’Università Campus Bio-Medico di Roma dispone di un Centro Integrato di Ricerca (CIR) all’interno del quale si svolgono tutte le attività di ricerca scientifica. Possiede oltre 40 Unità Operative, con 20 laboratori di ricerca e 104 ricercatori in organico al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

I dati 2013 sulla produzione scientifica del Campus Bio-Medico di Roma indicano una crescita dell’8 per cento nel numero di pubblicazioni, con un aumento del 7 per cento dell’Impact Factor, ovvero l’indicatore, riconosciuto a livello internazionale, della qualità delle pubblicazioni scientifiche. In particolare, rispetto al 2012 il valore dell’IF di ciascun docente del Campus Bio-Medico è cresciuto di oltre 15 punti.

Pur essendo un ateneo giovane e con una storia di ricerca relativamente recente, l’Università Campus Bio-Medico di Roma vanta 11 docenti nella graduatoria attuale dei Top Italian Scientists: Prof. Antonio Persico, Prof. Giorgio Minotti, Prof. Paolo Pozzilli, Prof. Vito Fazio, Prof Giuseppe Tonini, Dr. Claudio Pedone, Prof. Stefano Bonini, Prof.ssa Laura De Gara, Prof. Mauro Maccarone, Prof. Vincenzo Di Lazzaro, Prof. Giuseppe Avvisati.

Negli ultimi dodici mesi l’Ateneo ha attivato oltre 120 progetti, ottenendo il 40 per cento del budget complessivo delle attività di ricerca attraverso bandi competitivi, nazionali e internazionali. Attualmente, sono stati già raccolti finanziamenti per più di 3 milioni di euro. Sono, inoltre, in corso 50 richieste di finanziamento presentate su bandi competitivi internazionali (3), europei (14), nazionali (32) e regionali (1) per quasi 30 milioni di euro complessivi.

In particolare, la Valutazione della Qualità della Ricerca promossa dal MIUR per il periodo che va dal 2004 al 2010, pubblicata qualche mese fa, ha premiato l’ambito dell’Ingegneria Industriale e dell’Informazione dell’Università Campus Bio-Medico con il terzo posto in graduatoria generale delle 56 università oggetto della valutazione a livello nazionale e ha fatto registrare il quinto posto su 58 atenei nel settore della ricerca nel campo delle Scienze Biologiche.

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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto