Mano bionica sensorizzata e intelligente grazie a Campus Bio-Medico-Inail

Redazione Controcampus 2 Luglio 2015

Università “Campus Bio-Medico” Roma - Ricerca: Campus Bio-Medico-Inail, al via progetto per nuovo impianto di mano bionica sensorizzata e ‘intelligente’Diventa il protagonista della tua Università: clicca qui e scopri come!Terza fase sperimentale dopo LifeHand2: ricercatori concentrati sullo sviluppo di un sistema di sensori e algoritmi applicabile a qualsiasi protesi avanzata di arto superiore: arriva la mano bionica intelligentePartnership con Centro Protesi INAIL dove sarà selezionato paziente a cui collegare l’arto controllabile dal cervello e in grado di restituire sensazioni tattili senza necessità di collegamenti con cavi a computer esterni.

L’impianto di mano bionica, previsto entro i primi mesi del 2016, potrà restare attivo più dei 30 giorni permessi nelle precedenti sperimentazioni. Progetto presentato nell’ambito della Settimana della Ricerca dell’Ateneo

Un sistema di sensori e algoritmi in grado di rendere sempre più ‘intelligente’ e ‘destra’ una protesi bio-meccatronica di arto superiore, per dare a chi la indossa la possibilità di avvertire la consistenza degli oggetti toccati, comandarne i movimenti per via neurale e, soprattutto, di modulare la forza nella presa e l’accuratezza della manipolazione, reagendo in tempo reale a eventuali mosse ‘maldestre’, come lo scivolamento di una saponetta mentre ci si lava: è la nuova frontiera della bio-robotica per arto superiore, illustrata oggi presso l’Aula Magna dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, in occasione dell’annuale Giornata della Ricerca dell’Ateneo.

Alla settimana della ricerca il campus Bio Medico di Roma presenta la mano bionica

L’evento è inserito nella più ampia Settimana della Ricerca, iniziata il 30 giugno e in corso fino a domani, nell’ambito della quale sono stati programmati seminari e workshop sui più interessanti risultati scientifici conseguiti dai ricercatori del Campus Bio-Medico nell’anno 2014 e sulle prospettive dei progetti futuri. La sperimentazione del nuovo sistema di mano robotica, prevista entro i primi mesi del 2016, è frutto della collaborazione dell’Università Campus Bio-Medico di Roma con il Centro Protesi INAIL di Budrio (BO).

Non è, in realtà, una vera e propria nuova ‘mano bionica’ – spiega il Prof. Eugenio Guglielmelli, Prorettore alla Ricerca del Campus Bio-Medico – ma un complesso insieme di hardware e software che rendono possibile l’aumento dell’intelligenza delle protesi di arto superiore, controllandone i motori in modo più raffinato. Questo consentirà di modulare gli input del cervello per far muovere a piacimento tutte e cinque le dita della mano contemporaneamente, solo alcune o anche un solo dito”. Presso il Centro Protesi INAIL è stato di recente inaugurato un laboratorio congiunto per il perfezionamento di nuove protesi. Proprio in questo spazio verrà selezionato il paziente volontario che si sottoporrà, presso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, all’intervento neurochirurgico d’impianto delle interfacce neurali (gli elettrodi) nei nervi dell’arto amputato, ‘connettendo’ il proprio sistema nervoso con i sensori della nuova mano artificiale.

PPR2 (Progetto Protesi Ricerca 2), nome ufficiale del progetto, è coordinato dall’Unità di Ricerca in Robotica Biomedica e Biomicrosistemi del Campus Bio-Medico, con il supporto clinico delle Unità di Ortopedia, Neurologia e Fisiatria del Policlinico Universitario ed è sviluppato in sinergia, oltre che con INAIL.

Il nuovo sistema protesico di arto superiore, la mano bionica continuerà a trasmettere la sensazione tattile – aggiunge Guglielmelli –, ma rispetto a LifeHand2, dopo una prima fase di assestamento, per farlo non avrà più bisogno di un collegamento a un computer mediante cavi esterni da cui mandare al cervello gli impulsi captati dagli elettrodi e, nell’altra direzione, inviare le intenzioni di movimento dal cervello alla protesi. L’algoritmo verrà gestito direttamente ‘a bordo’ della mano, attraverso chip elettronici grandi come una carta di credito”. Inoltre, la protesi potrà essere collegata al braccio dell’amputato per un periodo di tempo più lungo rispetto ai 30 giorni consentiti nelle precedenti sperimentazioni da autorità sanitarie e Comitato Etico dell’Università.

Questa sperimentazione della mano bionica è un ulteriore passo avanti verso protesi biomeccatroniche di arto superiore che riproducano perfettamente la destrezza e le funzionalità della mano naturale. Nell’ambito del progetto saranno testati, in particolare, la capacità di effettuare prese fini e di manipolare oggetti di uso comune in compiti ciclici, quali girare una chiave, far ruotare una pallina nel palmo‘puntare’ con un dito su un tablet per aprire un’app o ’sfogliare’ le pagine di un sito web. Senza dimenticare il fine sociale: consentire a un numero sempre maggiore di infortunati sul lavoro il recupero di una buona funzionalità dell’arto ‘perduto’, puntando ad avvicinare, nel più breve tempo possibile, la méta dell’impianto ‘cronico’, ovvero definitivo. A confermare l’importanza di questo tema sono i dati ufficiali forniti dal Ministero della Salute, secondo cui ogni anno in Italia sono oltre 3mila i casi di malformazioni congenite o amputazioni degli arti superiori, che in massima parte avvengono in ambito lavorativo.

L’Università Campus Bio Medico di Roma e INAIL sulla ricerca della mano bionica

“Grazie alla collaborazione tra i ricercatori dell’Università Campus Bio Medico di Roma e INAIL sulla mano bionica – ha dichiarato il Presidente dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, Felice Barela è possibile fare un importante passo avanti, che apre nuove prospettive di vita per i tanti infortunati sul lavoro e per chiunque abbia subito l’amputazione di un arto superiore. La possibilità di manipolare oggetti, scrivere, usare un pc o uno smartphone con un arto artificiale, era fantascienza solo fino a pochi anni fa e diventa realtà con progetti di ricerca traslazionale come questi, che coinvolgono professionalità diverse: medici, bio-ingegneri, esperti di elettronica. Una contaminazione di saperi sulla quale ha sempre puntato la nostra Università, a partire dalla formazione dei giovani, per arrivare all’attività di ricerca nei nostri laboratori, fino alla realizzazione di progetti che portano ad applicazioni dirette con partner che condividono questi obbiettivi, come INAIL”.

Grazie anche a questa collaborazione – sottolinea il Presidente dell’INAIL, Massimo De Felice – l’Istituto rafforza ulteriormente il suo impegno sul fronte della ricerca di soluzioni tecnologicamente avanzate di cui possano beneficiare i suoi assistiti. L’eccellenza del Campus Bio-Medico nell’ambito dell’innovazione scientifica è destinata a integrarsi efficacemente con l’esperienza applicativa maturata dal nostro Centro Protesi sul fronte della protesica e della riabilitazione”.

Nel corso della Giornata della Ricerca dell’Università Campus Bio-Medico di Roma è stato presentato anche AIDE (Adaptive Multimodal Interfaces to Assist Disabled People in Daily Activities), un progetto europeo che vede l’Ateneo in prima fila nello sviluppo di sistemi d’interfacce multimodali, adattive e modulari, ritagliate sui bisogni specifici del singolo utente per il controllo di esoscheletri di arto superiore, particolari strutture esterne realizzate per ’surrogare’ la mobilità umana in caso di grave disabilità. AIDE, in particolare, punta a favorire il recupero di funzioni come manipolazione di oggetti, cucina, scrittura e altro ancora in pazienti costretti in carrozzina.

Accanto a questo, sono stati presentati altri cinque studi condotti da docenti e ricercatori dell’Università, che hanno prodotto significative pubblicazioni scientifiche: un sistema elettronico in grado di ‘annusare’ precocemente particolari elementi chimici rivelatori dell’insorgenza di tumore al polmone; i risultati sperimentali sui fattori implicati nel rimodellamento del tessuto epatico per il tumore del fegato; nuove applicazioni cliniche degli emocomponenti per l’uso non trasfusionale; una ricerca sulle proprietà funzionali dei fruttani nella gestione dei disordini infiammatori intestinali; uno studio sulla gestione delle infrastrutture critiche.

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avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro.Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte.Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. 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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto