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22 settembre 2014

Parkinson, una malattia da rallentare, incontro all’Università di Verona

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Università degli Studi di Verona – Incontro il 24 settembre alle 15.30 a Palazzo Forti, sedute di attività motoria adattata, un allenamento contro il Parkinson

Università di Verona

Università di Verona

Un incontro per far conoscere e promuovere protocolli specifici di esercizi di attività motoria mirati a rallentare il decorso della Malattia di Parkinson.

Questa è l’iniziativa che il dipartimento di Scienze Neurologiche e del Movimento, con il supporto logistico ed economico della Banca Popolare di Verona, ha deciso di organizzare mercoledì 24 settembre alle 15,30 a Palazzo Forti in Piazza Nogara.

L’evento, realizzato dall’area Scienze Motorie e Disturbi del Movimento del dipartimento, si inserisce nell’intervento di promozione, assistenza e monitoraggio dell’attività motoria nel paziente affetto da Malattia di Parkinson in fase iniziale. Un progetto articolato che focalizza l’attenzione su due diverse modalità utili a incrementare i programmi di attività motorie specifiche per persone affette da Parkinson. Da un lato verranno illustrati e spiegati i peculiari percorsi di attività fisica e motoria messi a punto per i malati di Parkinson, dall’altro sarà data la possibilità ai pazienti interessati, in stadio iniziale di malattia, di partecipare a sedute di attività motoria gratuite nelle strutture di Scienze Motorie.

All’incontro saranno presenti Federico Schena, presidente del collegio didattico di Scienze Motorie e Michele Tinazzi, docente di neurologia all’Università di Verona. La relazione sarà presentata da Federica Bombieri, dottoranda di ricerca impegnata da anni in studi e ricerche riguardante la valutazione degli interventi di attività motoria per malati di Parkinson e supporto degli assistenti. Ci sarà anche un intervento della psicologa Francesca Sala su alcuni aspetti psicologici correlati alla malattia di Parkinson e alla funzione dell’assistente.

«E’ stato dimostrato da molti studi – precisa Federico Schena – che mantenere una stimolazione regolare dell’attività motoria può ridurre in modo consistente l’evoluzione della malattia e migliorare la qualità della vita. La proposta di attività motoria, proseguendo oltre gli usuali interventi riabilitativi, permetterà a partire da ottobre di svolgere esercizio in modo regolare, in un contesto di gruppo socialmente stimolante, con la supervisione della dottoressa Bombieri, in una realtà diversa da quella ospedaliera o sanitaria, tipica dell’attività fisica adattata a tutti, come l’accogliente palestra del Palazzetto Gavagnin».

«Con questo primo incontro – afferma Federica Bombieri – vogliamo far sapere ai pazienti e ai loro familiari e assistenti quanto è importante, una volta diagnosticata la malattia di Parkinson, iniziare da subito un percorso di attività motoria specifico, basato sulle recenti ricerche scientifiche. Forti dell’esperienza passata, che ha visto molti pazienti seguire il protocollo di attività presso la struttura del palazzetto Gavagnin, vogliamo proseguire il percorso allargandolo il più possibile, per dare sempre più lustro a un progetto che è unico a livello nazionale».

«Questa iniziativa segue ed applica quanto evidenziato nel recente congresso nazionale Limpe “Management della disabilità motoria nella malattia di Parkinson” – ricorda il suo organizzatore Michele Tinazzi – durante il quale è stato ribadita dagli esperti presenti l’importanza del movimento come prevenzione e trattamento integrante di quello farmacologico».


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