Festa di San Valentino: storia-origini-leggenda festa del 14 Febbraio

Redazione Controcampus 4 Febbraio 2015

Chi era San Valentino? Perché si festeggia il 14 febbraio la festa degli innamorati? Quali sono le origini della Festa di San Valentino?Dall’arcaico culto di Luperco alla cristianizzazione dell’inno all’amore.

Festa di San Valentino: romanticismo o consumismo?

Intervista esclusiva allo storico dell’arte ed artista Prof. Silvio D’Antonio

Sabato 14 febbraio si celebra la Festa di San Valentino, la festa degli innamorati, un evento atteso, ogni anno, da milioni di coppie.

Rose rosse, cioccolatini, poesie, lettere d’amore, peluche, cenette a lume di candela, effusioni e carezze al chiaror dell’ultimo quarto di luna. L’Italia si tingerà d’amore. I cuori si riscalderanno.

La Festa del San Valentino è celebrata in tantissime nazioni. Dal Bel Paese, all’Australia, dagli U.S.A. al continente asiatico: sabato 14 febbraio, i romantici di quasi tutto il Pianeta officeranno, con puro candore, il sublime rito dell’amore, regalando attimi di gioia ai propri partner.

Saranno 24ore di pura passione. Momenti indimenticabili da vivere intensamente e con pingue trasporto emotivo.

Origini e storia della Festa di San Valentino: perché si festeggia il 14 febbraio

Quali sono le origini della Festa di San Valentino? Scopriamole insieme. Dal culto di San Valentino, alla festa degli innamorati. San Valentino, protettore di Terni, visse tra il II e il III secolo dopo Cristo, e secondo il “Martirologio Geronimiano” fu convertito al Cristianesimo nell’anno 197.

Le fonti agiografiche narrano che nel 270, giunto a Roma, il patrizio Valentino iniziò la sua opera d’evangelizzazione e conversione dei pagani. Fu, così, arrestato dapprima per ordine dell’Imperatore Claudio II, poi per volontà di Aureliano. In quegli anni, infatti, il fascino della religione cristiana e dei suoi solenni principi non era visto di buon occhio dai maggiorenti italiani e dai seguaci del paganesimo. Per tale motivo, il 14 febbraio del 273, il fervente San Valentino fu sottoposto alla pena della decapitazione. Nel corso della sua lunga esistenza, compì molteplici miracoli. In particolare, narrano alcuni testi sacri, avrebbe salvato dalle persecuzioni pagane molti giovani innamorati, e si sarebbe a lungo prodigato affinché il vero sentimento dell’amore sincero potesse troneggiare, imperituro, al di là di ogni ostacolo.

Secondo alcune leggende, il retaggio folcloristico e devozionale di San Valentino da Interamna affonderebbe le proprie radici in un simpatico aneddoto. Sembra che il Vescovo di Terni fosse solito donare dei fiori ai giovani innamorati che attraversavano il suo giardino, placandone, eventualmente, litigi ed incomprensioni.

Ma, stando alla storiografia ufficiale, fu, dopo aver celebrato il matrimonio tra una donzella cristiana ed un pagano che assurse al rango di patrono degli innamorati. Da quel momento in poi, un abnorme numero di coppie si recarono presso la sua chiesa per ottenere le benedizioni nuziali.

All’inizio si stabilì che queste avvenissero il 14 di ogni mese. Ma, col passare degli anni, e dopo la morte del Santo, la ricorrenza si restrinse al solo 14 febbraio. Ad ogni modo, la Festa cominciò a varcare i confini geografici italiani, nel 1400, grazie al poema di Geoffrey Chaucer “Parlamento degli uccelli” ed alle lettere, corredate dal vezzeggiativo “mia dolcissima Valentina”, che Carlo d’Orleans scrisse alla moglie, durante la prigionia orditagli dagli inglesi.

Secondo altre scuole di pensiero, invece, le fonti storiografiche relative alle origini della festa del Santo dell’amore andrebbero, in qualche modo, correlate all’antichissimo culto del Dio Luperco, venerato da romani, greci e italici il 15 febbraio di ogni anno. Sembra che fino al IV secolo a. c., infatti, i pagani rendessero omaggio, con un insolito rito annuale, alla divinità pastorale, al fin di ottenere purificazioni dei campi e fecondità. Per i discendenti di Romolo e Remo, il secondo mese dell’anno simboleggiava il preludio alla stagione della rinascita. Un periodo in cui i lupi andavano tenuti alla larga dai campi coltivati, attraverso riti sacrificali propiziatori. Successivamente, però, nel 496, Papa Gelasio soppresse i desueti lupercalia, e, di lì a poco, la Chiesa Cattolica li cristianizzò, anticipando, così, l’inno alla fertilità al giorno 14 di febbraio, conferendo a San Valentino il rango di protettore degli innamorati e dei prossimi al matrimonio.

Desiderosi d’ampliare i nostri orizzonti conoscitivi in merito alla Festa di San Valentino abbiamo intervistato il Prof. Silvio D’Antonio, Storico dell’arte e artista di fama nazionale. Professore, potrebbe renderci edotti in merito alla a San Valentino?

“Iniziai ad avvicinarmi alla Festa di San Valentino da giovane, all’età di quattordici anni, durante i primi innamoramenti. Poi, ovviamente, gli studi artistici, a cui ho dedicato tutta la vita, mi hanno portato, dagli anni ‘60 a seguire, ad analizzare il San Valentino, ed in generale tutta l’iconografia cristiana, da un punto di vista storiografico ed artistico”.

“E, attraverso lo studio e la percezione delle immagini pittoriche e delle sculture, mi sono reso conto, in quanto studioso della materia, che, forse, come è giusto che fosse, la Chiesa, al pari di tutte le famiglie nobiliari e reali dell’epoca, ha utilizzato l’arte per far conoscere un pensiero, per dettare delle dritte, per educare le popolazioni. In quegli anni, millecento-milleduecento, infatti, non c’erano giornali, telefoni e televisori, e le masse erano rese edotte in merito agli afflati culturali, invitandole a visitare i palazzi nobiliari e principeschi, e soprattutto le chiese, per osservare i dipinti e le sculture che parlavano di storie bibliche, evangeliche e cristiane. Le iconografie aiutavano a capire cosa fosse accaduto. Illustravano agli uomini comuni le storie dei martiri, delle flagellazioni dei Santi eccetera. Si pensi, ad esempio, all’iconografia di San Sebastiano, che mi accompagna da sempre, sin dalla fanciullezza, raffigurato in maniera esteticamente convincente, come uomo superiore, secondo la classicità antica, ma flagellato, però, da frecce che lo avevano scalfito e addirittura portato alla morte. Per quel che concerne San Valentino, invece, devo ammettere che non ho un’idea chiara della sua effigie, anche se so che a lui sono state dedicate diverse opere pittoriche e scultoree. Tuttavia, se mi permetti, vorrei aprire una parentesi: porre l’accento sul legame esistente tra paganesimo e cristianesimo ed, in particolare, sull’iconografia relativa all’epoca pagana. Le immagini di alcune divinità come Nettuno e Diana eccetera, ad esempio, simboleggiavano qualcosa: Il Dio delle acque, la Dea della caccia e così via. Nel Cristianesimo, in effetti, si è verificato un fenomeno parallelo. Ogni Santo è protettore di qualcosa. Mi viene in mente , ad esempio, che il 13 e 14 dicembre si festeggiano Sant’Aniello e a Santa Lucia, e a tale proposito, la superstizione popolare consiglia ai mariti delle donne incinte di astenersi dal lavoro manuale e quant’altro, per evitare la nascita di bambini deturpati negli arti”. Ovviamente il retaggio culturale è pieno zeppo di simili aneddoti. In realtà, va detto che la forza culturale del cristianesimo si è sviluppata, specialmente nell’occidente, attraverso costruzioni architettoniche (chiese, cattedrali, battisteri, eccetera) che come numero superano di gran lunga gli edifici laici. Ritornando a San Valentino, come dicevo, i miei ricordi sono lontani, e legati, indubbiamente, alla festa degli innamorati. Devo ammettere, però, che, nel corso degli anni, intorno alla festa di San Valentino si è sviluppato un vero e proprio mercato, che, in un certo senso, ha obnubilato la vera essenza religiosa dell’amore: amore materno, paterno ecc. Un tempo, dunque, era l’amore il reale leitmotiv del 14 febbraio. Adesso, invece, il culto di San Valentino è simboleggiato da cene, regali e altre frivolezze. Del resto, anche da un punto di vista pubblicitario e massmediologico, la festa di San Valentino non viene mai ricordata come una ricorrenza religiosa”.

Quali consigli darebbe ad un ragazzo (o ad una ragazza) che volesse regalare qualcosa di originale alla propria amata (o al proprio amato) in occasione di San Valentino?

“Gli consiglierei di regalare se stessi. Nel corso della mia vita mi è capitato spesso di donare delle mie foto accompagnate da uno scritto, per raccontare di me, una parte della mia vita. Quindi, consiglierei un breve scritto ed una foto. Ma non una foto qualsiasi, che identifichi soltanto l’immagine esteriore, bensì una foto che sia in grado di mettere in risalto la nostra parte migliore, un’introspezione di noi stessi. Regalare un momento magico, attraverso uno sguardo, il segno delle labbra, l’impostazione e l’inclinazione della testa ecc. Però consiglio sempre una foto in bianco e nero: perché è quella che maggiormente ci racconta”.

Regali di San Valentino culturali: libri per lui e per lei

Libri da leggere e da regalare a San Valentino. Per tutti coloro i quali desiderassero avventurarsi nei meandri dell’amore e volessero, dunque, approfondirne l’essenza, anche, da un punto vista gnoseologico, ecco, di seguito, una breve lista di libri dedicati all’argomento:

  • Libri Festa di San Valentino – Dalai Lama, Il Nostro Bisogno d’Amore, Oscar Mondadori;
  • Libri Festa di San Valentino – Krishnamurti, Sull’Amore e la Solitudine, Astrolabio Editori;
  • Libri Festa di San Valentino – Osho, Amore e Libertà, Bompiani;
  • Libri Festa di San Valentino – Paolo Crepet, Sull’Amore, Einaudi;
  • Libri Festa di San Valentino – Ruediger Schache, Il Segreto del Cuore, Macro Edizioni;
  • Libri Festa di San Valentino – Giuseppe Cassio, San Valentino, Velar-Elledici, Gorle;
  • Libri Festa di San Valentino – Brenda Shoshanna, Lo Zen e l’Arte di Innamorarsi, Punto d’Incontro;
  • Libri Festa di San Valentino – Sara Cattò, Imparare a Innamorarsi, Xenia Edizioni;
  • Libri Festa di San Valentino – Pietro Archiati, Il Mistero dell’Amore, Edizioni Archiati;
  • Libri Festa di San Valentino – Michel Reynaud, L’Amore è una Droga Leggera, Tea Libri;

Antonio Migliorino

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avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro.Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte.Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto.Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo.Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto