Fiume Stella,700 reperti pregiati di epoca romana e una nave medievale

Redazione Controcampus 18 Febbraio 2015

Università degli Studi di Udine - Dalle acque del fiume stella 700 reperti pregiati di epoca romana e una nave medievale unica al mondoLa più importante arteria di risorgive del Friuli è una miniera archeologica tutta ancora da scoprire.

I risultati della 4^ campagna del progetto Anaxum, unico esempio in Italia di cantiere-scuola di archeologia subacquea in un fiume, condotto da Università di Udine e Soprintendenza per i beni archeologici del FVG

 

Oltre 700 reperti pregiati di epoca romana riportati in superficie dal fiume Stella, tra cui una bilancia per beni preziosi e ceramiche d’importazione dal Mediterraneo; il recupero e la messa in sicurezza del relitto d’imbarcazione dell’XI secolo scoperto lungo l’argine del fiume nel 2012, un unicum mondiale per i contesti fluviali perché rappresenta una forma di transizione tra il modo di costruire antico e quello medievale-moderno. Sono questi i principali risultati della quarta campagna di ricerche nel fiume Stella del progetto Anaxum, condotto da Università di Udine e Soprintendenza per i beni archeologici del Friuli Venezia Giulia.

Queste nuove scoperte si aggiungono a quelle ottenute dal 2011 a oggi grazie al progetto Anaxum e che costituiranno la spina dorsale del futuro parco eco-storico del fiume Stella. Anaxum, antico nome latino dello Stella, è l’unico esempio in Italia di cantiere-scuola di archeologia subacquea in un fiume. I risultati delle ricerche, svoltesi nel tratto d’acqua compreso tra i comuni di Palazzolo dello Stella e Precenicco, sono stati presentati oggi all’Università.

La ricerca e scoperta nel Fiume Stella dell’Uniud

A illustrarli il rettore dell’Ateneo, Alberto Felice De Toni, il Soprintendente vicario per i beni archeologici del Friuli Venezia Giulia, Domenico Marino, e il coordinatore del progetto Anaxum, Massimo Capulli. Sono inoltre intervenuti il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, e il presidente della Fondazione Crup, Lionello D’Agostino. Erano presenti anche i sindaci e loro rappresentanti dei comuni del bacino dello Stella.

Le ricerche subacquee nel Fiume Stella

Sito Fiume Stella

Sito Fiume Stella

Durate sette settimane (fine giugno-prima metà di agosto 2014) le indagini si sono concentrate nell’area del sito “Stella 1” (a nord del ponte pedonale tra Piancada e Precenicco). In questo tratto di fiume si trovano la struttura lignea lunga circa 6 metri e di cui si sta studiando la funzione; i resti del relitto “Stella 1” (scavato e rilevato nel 2011), e una vasta zona di dispersione di reperti archeologici, solo in parte appartenenti al relitto. Nel 2014 la campagna di recupero di tutti i reperti sparsi su questo tratto del letto del fiume, iniziata l’anno precedente, ha portato al rinvenimento di oltre 3,2 tonnellate di materiale archeologico, compresi i laterizi. I lavori hanno visti impegnati 13 studenti delle università di Udine, Padova, Pisa, Sassari, Trieste e dell’americana Texas A&M, consorziata al progetto. La didattica è stata parte integrante della missione archeologica nello Stella.

Più della metà degli studenti erano infatti alla prima esperienza di scavo subacqueo. Ora l’attività prosegue presso il Dipartimento di storia e tutela dei beni culturali nel Laboratorio di archeologia delle acque (Lada), dove è stato avviato lo studio dei reperti di alto valore informativo. Tra questi rivestono grande interesse il giogo di bilancia a bracci uguali in bronzo dorato con le tacche da semioncia per beni preziosi, e la ceramica d’importazione, che conferma l’appartenenza dello Stella alle vie d’acqua del Mediterraneo romano. Nella campagna 2014 gli archeologi hanno effettuato 164 immersioni per complessive 175 ore di lavoro sott’acqua.

Il relitto dell’XI secolo di Precenicco nel Fiume Stella

Relitto Barca nel Fiume Stella

Relitto Barca nel Fiume Stella

La barca abbandonata in una area marginale del fiume Stella e ritornata alla luce dopo mille anni, è un unicum mondiale per la storia della costruzione navale perché rappresenta una forma di transizione tra il modo di costruire del mondo antico e quello medievale-moderno. Forma e sistema costruttivo utilizzati trovano parziali confronti solo con uno dei relitti bizantini di Yenikapı, l’antico porto di Istanbul, e con quello di Serçe Limani, sempre in Turchia. Il relitto in legno è ciò che resta di una imbarcazione risalente all’XI secolo, a uso non esclusivamente fluviale, ma anche lagunare. Lo scafo è stato individuato nel 2012 presso Precenicco nell’ambito delle attività di tutela archeologica della Soprintendenza, durante i lavori di sistemazione delle sponde dello Stella da parte del Consorzio di bonifica Bassa friulana.

Il 25 agosto 2014 sono iniziati i lavori di scavo archeologico condotti da ArcheoLAB per riportare alla luce il relitto, situato due metri sotto terra, in una zona un tempo golena del fiume. Dopo la completa messa in luce dello scafo, ai primi di ottobre il relitto è stato inserito in una struttura metallica da parte della ditta Diego Malvestio e C. e trasportato ai magazzini del sale di Villa Ottelio, ad Ariis di Rivignano Teor, di proprietà della Regione Friuli Venezia Giulia. Qui è stata realizzata tutt’attorno una vasca di contenimento per tenere il legno costantemente immerso in acqua in attesa del restauro. Lo studio del relitto è stato affidato all’equipe del Progetto Anaxum in cui questa scoperta viene ad inserirsi.

La mostra fotografica allestita nell’atrio di palazzo Antonini racconta, con una decina di gigantografie, le fasi di scavo e recupero dell’imbarcazione sotto la direzione scientifica della Soprintendenza e la direzione operativa dell’ateneo friulano. La mostra è visitabile fino al 14 marzo, da lunedì a venerdì, dalle 8 alle 18.30, e sabato dalle 8 alle 13.

Reperti Epoca Romana Fiume Stella

Reperti Epoca Romana Fiume Stella

Il progetto Anaxum-Archeologia e storia di un paesaggio fluviale, nato nel 2011, coinvolge il dipartimento di Storia e tutela dei beni culturali dell’Università di Udine e la Soprintendenza per i beni archeologici del Friuli Venezia Giulia.

Vi collaborano le americane Texas A&M University e l’Institute of Nautical Archaeology, specializzate nel settore dell’archeologia navale, e gli atenei di Padova, per lo studio geomorfologico; Trieste, per le prospezioni geofisiche, e Sydney (Australia), per il telerilevamento.

Obiettivo del progetto è indagare il paesaggio archeologico dello Stella sulla base di scavi mirati, metodologie di indagine non invasive e studio dei reperti. Cuore dell’iniziativa è l’utilizzo del fiume come laboratorio per la formazione di archeologi subacquei (studenti e dottorandi) in un ambiente problematico quale quello fluviale, sviluppando al contempo tecniche integrate e innovative da esportare in altri corsi d’acqua.

«Grazie ad Anaxum l’Università di Udine – ha sottolineato De Tonisi è posta in questi anni al vertice della formazione archeologica subacquea in Italia e con capacità di attrarre studenti anche dall’estero, ciò grazie alla assoluta unicità di una attività condotta in un contesto fluviale. I risultati delle ricerche ci consentono inoltre di restituire alla collettività non solo nuovi dati sul nostro passato, ma anche potenziali risorse per le comunità che vivono vicino al fiume Stella e per il Friuli tutto».

«Il progetto Anaxum – ha dichiarato il Soprintendente per i beni archeologici del Friuli Venezia Giulia, Luigi Fozzaticostituisce l’unico esempio in Italia di cantiere-scuola di archeologia subacquea in un fiume. Estremamente importanti appaiono, dunque, i risultati, non solo a fini scientifici, ma anche didattici, della quarta campagna di scavo e rafforzano l’impegno della Soprintendenza per il prosieguo del progetto».

Recupero reperti Fiume Stella

Recupero reperti Fiume Stella

«Tanti i traguardi raggiunti con Anaxum – ha spiegato Capulli, archeologo subacqueo e docente di metodologia della ricerca archeologica all’ateneo friulano –, ma sono tante anche le pagine di storia che giacciono ancora sul fondo del fiume Stella in attesa che qualcuno le recuperi alla memoria. I recentissimi risultati delle analisi al radiocarbonio della struttura lignea del sito stella 1, che si data ora al III-II sec. a.C., apre ad esempio a nuovi scenari, costituendo di fatto la più antica testimonianza della romanizzazione di questo territorio».

I video delle ricerche nel fiume Stella, del recupero del relitto di Precenicco e il servizio della webradio d’ateneo sono disponibili all’indirizzo Svel.to

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto