Pierluigi Gambetti dottore Honoris Causa in medicina e chirurgia Uniud

Redazione Controcampus 25 Maggio 2015

Università degli Studi di Udine - Pierluigi Gambetti dottore Honoris Causa in medicina e chirurgia dell’Università di UdineMassimo riconoscimento accademico al neuropatologo Pierluigi Gambetti  che lavora negli Usa dal 1969.

Pierluigi Gambetti modello di scienziato e medico, caposcuola a livello internazionale delle malattie neurodegenerative, maestro di molti giovani ricercatori

Docente a Cleveland, autore di studi fondamentali sull’Alzheimer, Pierluigi Gambetti ha scoperto la malattia dell’insonnia fatale familiare, ha fondato e diretto la biobanca più grande del mondo di tessuti e materiale biologico di pazienti affetti da demenza

«Punto di riferimento internazionale nell’ambito delle malattie neurodegenerative e maestro di molti giovani ricercatori». Queste le principali motivazioni con le quali l’Università di Udine ha conferito oggi la laurea magistrale honoris causa in Medicina e chirurgia a Pierluigi Gambetti, fra i massimi esperti al mondo della malattia di Alzheimer e delle malattie da prioni, fra cui il morbo della mucca pazza.

Pierluigi Gambetti, originario di Imola, lavora negli Stati Uniti dal 1969. Professore di neuropatologia alla Case Western Reserve University a Cleveland (Stati Uniti). Autore di studi fondamentali sull’Alzheimer, ha individuato la malattia dell’insonnia fatale familiare. Nel 1997 ha fondato, e poi diretto, la biobanca più grande del mondo di tessuti e materiale biologico di pazienti affetti da demenza, il National Prion Disease Pathology Surveillance Center.

Le dichiarazioni di Pierluigi Gambetti alla Laurea Honoris Causa in medicina e chirurgia Uniud

«Purtroppo – ha detto Pierluigi Gambetti nella sua lectio magistralisnon esiste ancora un rimedio a malattie come l’Alzheimer e le altre patologie neurodegenerative, ma si continua a lavorare tenacemente per trovarlo». Gambetti ha inoltre auspicato e incoraggiato medici e ricercatori ad «approfondire l’aspetto umano nel rapporto con i familiari di pazienti affetti da malattie neurodegenerative, per proteggerli da pericolosi stress psicofisici».

La cerimonia di proclamazione, presieduta dal rettore dell’ateneo friulano, Alberto Felice De Toni, si è svolta a palazzo Belgrado a Udine. «Il professor Gambetti – ha detto De Toni – rappresenta un modello universale di scienziato e di medico che, con i suoi studi, ha contribuito in maniera determinante alla conoscenza dei meccanismi di funzionamento, e quindi anche di cura, di alcune delle più gravi e diffuse malattie del nostro tempo, come quella di Alzheimer. Il suo straordinario percorso scientifico, che gli ha fruttato una lunga serie di prestigiosi riconoscimenti, testimonia anche della qualità del sistema formativo universitario italiano, in particolare in campo medico, confrontato con realtà scientificamente all’avanguardia come gli Stati Uniti».

Dopo l’intervento del rettore hanno portato il loro saluto Francesco Curcio, coordinatore del corso di laurea magistrale in Medicina e chirurgia, e Leonardo Alberto Sechi, direttore del Dipartimento di scienze mediche sperimentali e cliniche.

Ha poi preso la parola Gian Luigi Gigli, ordinario di neurologia all’ateneo friulano, per svolgere la laudatio di Gambetti, intitolata “Coltivare la memoria”. «La memoria – ha spiegato – è il presupposto stesso dell’accumulo delle conoscenze, e con esso della civiltà e della cultura, oltreché del progresso scientifico. Oggi lo studio della memoria può disporre del supporto di numerose branche della scienza: genetica, neuropsicologia, imaging, biologia molecolare. La generazione di Gambetti, uno degli studiosi che, in campo medico, hanno fatto all’estero più onore all’Italia, è quella che ha saputo coniugare lo studio neuropatologico ad altissimo livello con i più moderni metodi di investigazione».

Tutto questo per cercare di comprendere quando come e perché la memoria incomincia a sgretolarsi, fino a cancellarsi del tutto. «Questo problema è il problema fondamentale della nostra epoca – ha evidenziato il professor Gigli –, dalla cui soluzione dipende il nostro il futuro. Infatti l’inversione della piramide demografica mette in forse il futuro del sistema previdenziale, la tenuta del sistema sanitario, l’organizzazione stessa e la trama di relazioni della nostra società. Viviamo in una società che fa sempre meno bambini, che invecchia costantemente, che si cura poco dei vecchi e che forse, tra poco non ce la farà più ad occuparsi di loro».

Dopo la laudatio di Pierluigi Gambetti il rettore De Toni, lette le motivazioni ufficiali, ha proclamato dottore honoris causa Pierluigi Gambetti che, indossata toga e tocco, ha svolto la sua lectio magistralis intitolata “Malattie da prioni e altre demenze: passato, presente e futuro”.

Dopo una breve presentazione dei meccanismi patogenetici delle malattie da prioni, Pierluigi Gambetti ha presentato gli studi che hanno identificato la mutazione legata all’insonnia familiare fatale (IFF) e lo speciale meccanismo genetico che influenza l’eterogeneità fenotipica dell’insonnia familiare fatale e della malattia di Creutzfeldt–Jakob, anche se legate ad una stessa mutazione. «Gli stessi meccanismi patogenetici – ha spiegato Gambetti –, hanno spiegato anche l’eterogeneità fenotipica delle malattie da prioni umane sporadiche». Lo scienziato ha quindi illustrato anche le forme di malattie da prioni umane di recente scoperta. Infine, ha presentato la relazione tra le malattie da prioni e altre malattie basate su un’alterata conformazione di proteine specifiche e le difficoltà nel trovare il trattamento efficace.

Curriculum accademico di Pierluigi Gambetti

Pierluigi Gambetti è nato a Imola (Bologna) il 12 ottobre 1934. Si è laureato a pieni voti in Medicina e chirurgia all’Università di Bologna, dove ha anche conseguito la specialità in Neurologia. Dal 1977 professore di Neuropatologia alla Case Western Reserve University di Cleveland (Ohio, Stati Uniti). Per i suoi studi sulla malattia di Alzheimer ha fatto parte del National Alzheimer Disease and Related Disorders Medical and Scientific Advisory Board dal 1988 al 1994. Autore di studi fondamentali sulle malattie da prioni, identificando tra l’altro l’Insonnia fatale familiare e distinguendola dalla malattia di Creutzfeldt-Jakob, ha fondato nel 1997 il National Prion Disease Pathology Surveillance Center, la più grande biobanca del mondo di tessuti e altro materiale biologico di pazienti affetti da demenza, del quale resta direttore fino al 2014. Gambetti è stato ispiratore e promotore di fondamentali ricerche, effettuate anche in collaborazione con il premio Nobel Stanley Prusiner, che hanno consentito di dimostrare la trasmissibilità delle malattie da prioni e a scoprire nuove forme, sia genetiche che sporadiche. L’Organizzazione mondiale della sanità lo ha incaricato di realizzare la classificazione internazionale clinica e biochimica delle malattie da prioni. Nel 1994 è stato eletto presidente dell’Associazione dei neuropatologi americani.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto