Concorso scuola 2016: protesta esclusi su risultati e limiti del concorsone

Redazione Controcampus 8 Settembre 2016

Concorso scuola 2016: dal precariato alla protesta degli esclusi.

Ecco le incognite e i nervi scoperti del concorsone. Intervista al Dott. Tomaso Bozzalla Cassione.

A poche ore dall’avvio del nuovo anno scolastico, non accennano a placarsi le querelle inerenti al concorso scuola 2016.

In ballo, del resto, c’è il futuro di migliaia di docenti e delle loro famiglie.

Sembra, purtroppo, che il numero degli idonei non sia affatto consono alle cattedre inserite nel bando.

Il che la dice lunga tanto sulle complessità, quanto sui criteri strutturali del concorsone 2016.

Va detto, inoltre, che a pochi giorni dal termine per l’approvazione delle graduatorie, solo il 20% di esse risultano pronte.

E intanto, in attesa delle nomine a ruolo dei vincitori, monta la polemica fra gli aspiranti docenti e la “supplentite”. Un “virus” che, a detta degli esperti di settore, continuerà a colpire anche nel 2016/2017. In barba ai proclami filo-risolutori della Buona Scuola.

Concorso Scuola 2016,ultime news: polemiche sulle assunzioni e sui criteri di selezione

Stando alle ultime indiscrezioni, circa 1600 posti non verranno conferiti a vincitori. E saranno distribuiti tra i supplenti nell’arco del triennio. Per la gioia – si fa per dire – dei precari italiani. Concorso scuola 2016: il dramma delle supplenze e l’ignobile selezione naturale.

L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Ma non sempre, purtroppo, il diritto ad un impiego adeguato risulta essere garantito. È l’amaro destino dei neo-laureati, che vivono il dramma di un futuro sempre più incerto. E che, talvolta, sono costretti ad emigrare all’estero o, peggio, ad accettare incarichi non consoni ai propri titoli di studio. Lo sanno bene i precari del comparto scolastico, che, da tempi ormai remoti, inseguono l’agognata abilitazione. E che, spesso e malvolentieri, girovagano di regione in regione all’insegna di bramate supplenze.

Che dire poi dell’architettura del concorso scuola. Ne abbiamo già parlato e discusso altre volte. Il dato oggettivo di partenza è sempre lo stesso, ed è probabilmente positivo. Nel 2016, il Governo Renzi ha messo in palio ben 63mila cattedre. E questo è sicuramente un bene. Ma l’attuale esecutivo non ha semplificato la struttura dell’ardua selezione. Gli aspiranti docenti sono, infatti, tuttora costretti a misurarsi, di anno in anno, con irti paletti d’accesso. Con criteri di valutazione quasi mai congrui. E, forse, eccessivamente meritocratici.

Del resto, l’esaltazione perpetua del motto meritocratico ha radici strategiche. E’ il mezzo più efficace attraverso cui invogliare il popolo ad accettare inevitabili disparità socio-economiche. Ma questo è un altro discorso.

Per fare chiarezza sui discussi ingranaggi del concorso scuola, abbiamo sentito il Dott. Tomaso Bozzalla Cassione, architetto e docente, nonché lettore di Controcampus.

Dott. Bozzalla Cassione, come andrebbe strutturato, secondo lei, il concorso scuola?

“Strutturare un concorso docenti implica un lavoro molto complesso che deve sottostare a regole ben precise riguardanti i concorsi pubblici. Il Ministero ha sicuramente svolto un enorme lavoro. A mio avviso, però, mettendo in atto alcune disposizioni che hanno segnato in maniera negativa l’intera impostazione.

Probabilmente è necessario trovare un’alternativa. Un’alternativa alla formula TFA o PAS + Concorso scuola. Sembra esserci una sorta di ripetizione delle stesse prove d’esame da superare per raggiungere il posto di ruolo. L’obbligo di superare un anno di corso teorico/tirocinio pratico con esami finali è ottima. Penso però sia sufficiente, invece che rincarare la dose ancora con un ulteriore Concorso.

Potrebbero diventare Concorso Pubblico le stesse prove finali di un simile percorso di abilitazione. Per esempio, modificandole ad hoc. All’interno di questo argomento, vi sono numerose polemiche proprio attinenti alla mancata apertura delle GAE agli abilitati con il PAS e il TFA.

Le proteste sul concorso scuola 2016: i limiti del concorsone per i docenti

Il Dott Tomaso Bozzalla Cassione ha così continuato in merito allo svolgimento delle prove scitte: “Invece di proporre sei domande aperte a cui rispondere velocissimamente, in molti casi senza avere il tempo di rileggere, si sarebbe potuto pensare di dare meno domande o più tempo per rispondere.

Soprattutto, si dovevano costruire dei quesiti diversi. Dei quesiti in cui il candidato, invece di essere interrogato su questioni nozionistiche sulla propria materia (cosa già avvenuta nelle Università con il PAS e il TFA), avrebbe potuto esprimere in maniera completa il proprio metodo di insegnamento messo in pratica in classe, composto da una serie complessa di attività di formazione, educazione ed istruzione mescolate fra loro.

La pubblicazione delle griglie di valutazione dovrebbe precedere la prova stessa. Così come previsto dal regolamento dei Concorsi Pubblici in Italia e dal buon senso, proprio per rendere noto ai candidati il metro ed il metodo di giudizio, quantitativo e qualitativo, che le commissioni adotteranno. Purtroppo in questo Concorso scuola, in numerosi casi, le griglie di valutazione sono state pubblicate soltanto successivamente all’espletamento della prova.

Le stesse griglie di valutazione dovrebbero essere uguali a livello nazionale. Così da dare una base uniforme su cui le commissioni possano fare riferimento per i propri giudizi. Le commissioni dovrebbero, secondo me, essere composte non da figure professionali provenienti dallo stesso settore, ma dovrebbero essere un insieme, per esempio, di cinque professionisti provenienti da ambiti differenti. In questo concorso, invece, in molti casi le commissioni sono state formate solo da insegnanti di scuola, provenienti, in alcuni casi, anche dalla stessa scuola.

Le prove preparate per i candidati dovrebbero essere uguali per ciascuna classe di concorso. E non diverse da regione a regione. Parlo della prova pratica per la nuova cdc A037. Il Ministero dovrebbe provvedere alla preparazione della prova. E prevedere un giorno unico in cui farla. Invece ciascuna commissione ha preparato la propria prova pratica. Che è stata fatta in giorni differenti nelle varie regioni. Questo provoca, inevitabilmente, un giudizio non oggettivo dei candidati. In quanto vengono valutati su prove differenti per la stessa cdc.

L’uniformità delle prove concorsuali a livello nazionale è fondamentale per raggiungere una valutazione il più possibile oggettiva e attendibile” – spiega il Dott. Bozzalla Cassione -.

Disagi della selezione e valutazione dei docenti al concorso scuola 2016

“Il lavoro dell’insegnante non è solamente e semplicemente quello di istruire le persone che ci si ritrova davanti. La scuola è effettivamente una scuola di vita in cui i ragazzi crescono attraverso una serie di eventi che vivono, autonomamente oppure guidati, in aula, nei corridoi, nei bagni, nei laboratori, in palestra, nei cortili delle scuole, all’entrata e all’uscita, in gita, ecc. Il lavoro dell’insegnante è realizzare insieme alla classe un percorso di formazione durante un anno scolastico (ancor meglio se due o più), fatto da un insieme complesso di esperienze di educazione, istruzione e formazione.

Risulta, quindi, molto complicato riuscire a definire se un insegnante è in grado di svolgere il proprio lavoro in maniera, per lo meno, sufficiente, attraverso lo svolgimento di una prova scritta composta da sei domande a cui dover rispondere in meno di 20 minuti ciascuna. Al concorso scuola 2016, le domande poste richiedevano la costruzione di un’unità di apprendimento complessa da realizzare in una classe. Avessero dato più tempo, si sarebbero potute sviluppare risposte molto più definite ed esaurienti di quelle, invece, consegnate (tutte scritte molto velocemente e schematicamente e che non possono rispecchiare il lavoro di un insegnante che tiene per un anno una classe).

Questo può essere un nervo scoperto. Si doveva giudicare la capacità di lavorare degli insegnanti. Lo si è fatto attraverso una prova di velocità, invece di dare il tempo a tutti di esplicitare in maniera organica le proprie capacità e attraverso domande per lo più nozionistiche (sulle quali tutti gli insegnanti erano già stati valutati nei precedenti esami appositamente svolti con i PAS e TFA nelle università, si veda il paragrafo successivo)” – continua Bozzalla -.

Facendo riferimento alle prove del concorso scuola e alla procedura di selezione, ci parli brevemente della sua esperienza.

Per la nuova A037, gli esami si sono svolti a Pavia. Sia per la regione Lombardia che per la regione Liguria, con la stessa commissione. Degli iscritti per la Liguria non è passato nessuno all’orale. Siamo stati bocciati tutti. Circa 16. Dopo aver svolto la prova scritta computer based e la prova pratica in cui abbiamo disegnato e progettato. La stessa commissione di Pavia ha passato solo 2 candidati su circa 150 per la Lombardia. Nelle altre regioni, per la stessa nuova A037, le commissioni hanno ammesso all’orale in media circa poco meno della metà dei candidati. Il caso di Pavia, quindi, risulta eclatante. In quanto guardando le altre regioni, appare evidente la differenza dei risultati e statisticamente, in una prima considerazione ordinaria, affiorano vari interrogativi sul motivo di un simile esito negativo.

La mia classe di concorso, per la quale mi sono abilitato grazie al PAS fatto all’università di Pisa nel 2014, è la A071 (Tecnologie e Disegno Tecnico). Nel mio caso, così come anche per altre classi di concorso, a pochi giorni dall’uscita del Concorso scuola, la mia classe di concorso è stata accorpata, cioè unita, ad altre due (la A072 che corrisponde a Topografia generale costruzioni rurali e disegno e la A016 che corrisponde a Costruzioni, tecnologia delle costruzioni e disegno tecnico), formando una nuova classe di concorso, la nuova A037 (denominata Scienze e tecnologie delle costruzioni, tecnologie). Il motivo dell’accorpamento delle classi di concorso, problematica in discussione da molti anni, è lungo da spiegare. E, in questa sede, non è il caso di soffermarci su questi tecnicismi. Ma le cose importanti da sottolineare, qui, sono:

1) questo accorpamento è stato fatto proprio ad hoc per questo concorso, infatti la nuova cdc A037 non esisterà durante questo nuovo a.s., ma continueranno ad esserci le vecchie tre cdc;

2) l’accorpamento ha fatto sì che a molti candidati fosse concesso di iscriversi su cdc su cui non avevano abilitazione, andando contro il regolamento stesso;

3) l’accorpamento è stato fatto senza dare il tempo ai diretti interessati di prepararsi sugli argomenti delle altre classi di concorso sulle quali, quindi, avrebbero dovuto svolgere l’esame.

Accorpare in questo modo, a poche ore dalle prove del concorso scuola 2016, queste tre cdc, ha provocato molte difficoltà nel produrre delle risposte esaurienti. Questo perché, propongo il mio caso, io ero preparato sulla mia cdc. Infatti ho risposto bene alle domande inerenti la mia materia. Ma non sulle altre, che non ho mai insegnato, ma soprattutto su cui non mi sono abilitato (ho fatto il PAS sulla A071 e non sulle altre due)” – conclude il Dott. Bozzalla -.

 Antonio Migliorino

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto