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11 Aprile 2019

Tfa sostegno 2019: domande possibili test preliminare e cosa studiare

Come superare il test medicina e chirurgia 2019
Test preliminare Tfa sostegno 2019

Test preliminare Tfa sostegno 2019

Ecco come preparasi per il Tfa sostegno 2019: quali sono le domande possibili, cosa studiare per superare il test preliminare e su quali materie si baseranno i quesiti.

Il 15 e 16 aprile 2019 si svolgono i test preliminari per l’accesso ai percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione. Per diventare insegnante di sostegno degli alunni con disabilità nella scuola dell’infanzia, primaria  e nelle scuole secondarie di I e II grado.

Una notizia che ha suscitato grande entusiasmo nel mondo della scuola è stata quella dell’attivazione del Tfa per questo 2019. La sigla Tfa sta per Tirocinio Formativo Attivo. Tale annuncio è stato determinante per tutti gli aspiranti docenti di sostegno. Poiché l’unico modo per divenire insegnante di sostegno è specializzarsi tramite la frequenza dei Tfa organizzati nei diversi atenei italiani.

Una specifica preparazione è inevitabile per un ruolo così delicato, in quanto prevede uno stretto contatto con alunni portatori di handicap. L’insegnante di sostegno è quindi ritenuto uno specialista nel proprio settore. Quest’ultimo è un docente contitolare della classe e ha un ruolo importante nel favorire l’integrazione degli studenti diversamente abili. Nella sua persona si esplicano i concetti cardini della scuola: l’uguaglianza di tutti i discenti e il loro diritto ad apprendere.

Tutti coloro che nutrono tale inclinazione dovranno frequentare il Tfa, ma per potervi aderire è necessario che superino prima la prova preselettiva.

Come funziona il test preliminare Tfa sostegno 2019: domande possibili della prova di accesso

I test preliminari del Tfa 2019 si terranno il 15 e il 16 Aprile, rispettivamente in turni per la scuola dell’Infanzia, Scuola Primaria e Scuola Secondaria di primo e secondo grado. Pur essendo le date nazionali, i test varieranno da università ad università. In ogni caso la struttura e materie su cui verteranno saranno comunque le stesse.

Il test consterà di 60 quesiti a risposta multipla con 5 opzioni, di queste solo una sarà esatta.  Una parte della prova sarà mirata a constatare la competenza linguistica e la comprensione della lingua. L’altra parte verterà sulle discipline antro-psico-pedagogiche e didattiche, con particolare riferimento alle strategie didattiche, al piano emozionale dell’alunno e alle norme vigenti l’organizzazione scolastica. Naturalmente i quesiti saranno in relazione all’ordine di scuola per i quali ci si candida. Ricordiamo in ogni caso che ogni ateneo ha un proprio bando e che converrà consultare quello di riferimento.

Prevedere i quesiti che saranno posti non è cosa facile e sarebbe roba da veggenti. In ogni caso, consultare le prove della scorsa edizione può aiutare a individuare le possibili domande. I test degli scorsi anni sono facilmente consultabili sui siti dei diversi atenei.

La prima parte è incentrata sulla lettura di alcuni brani, solitamente 4 e sono corredati da una ventina di domande inerenti la comprensione del testo. I rimanenti quesiti riguardano le discipline chiave dell’insegnamento. Per mettersi alla prova prima del fatidico test è consigliabile esercitarsi con il software di simulazione Edises disponibile in versione demo.

Cosa studiare per le prove preselettive al Tirocinio Formativo Attivo

Abbiamo accennato ai test degli scorsi anni,  avendone consultati alcuni, proveremo a darne una rapida e sommaria panoramica enunciando alcuni argomenti focali:

  • Rapporto pensiero linguaggio di Lev Vygotskij;
  • Piano offerta formativa;
  • Emilio o dell’educazione, opera pedagogica di  Rousseau;
  • Sviluppo cognitivo di Jean Piaget;
  • Stadi di Erik Erikson;
  • Teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner;
  • Organi collegiali;
  • Indicazioni nazionali per il curriculo;
  • DSA, disturbi specifici dell’apprendimento;
  • Metodo Montessori;
  • Cooperative Learning,
  • Programmazione didattica;
  • Programmazione individualizzata;
  • BES,bisogni educativi speciali;
  • Teorie dell’intelligenza di J.P. Guilford,
  • Attivismo pedagogico di John Dewey;
  • Mastery Learning;
  • Interculturalità;
  • Tassonomia di Benjamin Bloom;
  • Stile di apprendimento;
  • Concetto di cultura di Edward Tylor;
  • Pedagogia speciale;
  • Don Lorenzo Milani;
  • Legislazione scolastica.

Si può notare come gli oggetti individuati siano argomenti nodali di alcune materie: psicologia, pedagogia, metodologie e tecnologie didattiche e antropologia. Quindi si può dedurre che il modo migliore per prepararsi alla fatidica prova sia una ripetizione sistematica delle quattro discipline, concentrandosi in modo particolare sui concetti più famosi e che ne costituiscono le fondamenta.

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