Esami di maturità 2019-2020: quali sono le calcolatrici utilizzabili

Daniela Saraco 12 Novembre 2019

Elenco delle calcolatrici utilizzabili durante la seconda prova degli esami di maturità 2019-2020: ecco quale calcolatrice è possibile portare all'esame.

Governi che si susseguono, normative che variano. Ma per gli esami di stato, di sicuro, resta invariata la possibilità di utilizzare, durante la seconda prova, calcolatrici ovvero macchine di calcolo senza collegamenti alcuni alle reti wireless.

Il Miur, con una nota ministeriale, ha aggiornato l’elenco delle calcolatrici scientifiche o grafiche utilizzabili dagli studenti al prossimo esame di stato: ecco qual’è e cosa succede in caso di usi una calcolatrice diversa.

L’anno scorso, alla seconda prova, gli studenti degli indirizzi di studio per i quali era prevista, hanno utilizzato una calcolatrice.

Il Ministero dell’Istruzione ha emanato una serie di circolari, riguardanti cambiamenti e novità introdotte alla maturità, come l’elenco delle calcolatrici ammesse all’esame. Il Miur ha difatti  pubblicato un elenco dei modelli ammessi, aggiornato con una nota ad  ottobre 2019. Vediamo nel dettaglio quali sono.

La circolare del Ministero specifica che “ai fini dello svolgimento della seconda prova scritta nei licei scientifici è consentito l’uso di calcolatrici scientifiche e/o grafiche, purché non siano dotate di capacità di calcolo simbolico . È inoltre vietato l’uso strumenti provvisti di qualsiasi tipo di connessione in modalità wireless, o che richiedano la connessione alla rete elettrica. Per consentire alla commissione d’esame il controllo dei dispositivi in uso, i candidati che intendono avvalersene devono consegnarla alla commissione in occasione dello svolgimento della prima prova scritta”.

Modelli e marche di calcolatrici non contemplati nell’elenco del MIUR non sono  ammessi all’esame di Stato. E’ compito della commissione esaminatrice  controllare i dispositivi adoperati  dagli studenti che non devono violare la norma.

Seconda prova esami di maturità 2019-2020: quale calcolatrice è utilizzabile > Elenco MIUR

La seconda prova degli esami di maturità 2019- 2020 è lo scritto multidisciplinare che ha come obiettivo quello di verificare competenze e conoscenze acquisite dagli studenti nelle discipline più importanti di ciascun indirizzo di studio. Quest’anno il MIUR ha fissato la data delle 2° prove scritte per il 18 giugno 2020.

Il compito è diverso per ciascun indirizzo di studio, in quanto si concentra sulle materie più importanti dello stesso indirizzo di studio.

Per alcuni Istituti, è concesso l’utilizzo di calcolatrici, ne esistono varie tipologie, ovvero:

  • Scientifica: è un dispositivo elettronico con funzioni essenziali di calcolo matematico e statistico , che non ha bisogno di collegamento wireless per il funzionamento.
  • Grafica: è una macchina che  effettua anche  rappresentazioni grafiche , che non ha bisogno di essere collegata a rete elettrica e rete wireless.
  • Dotate di CAS– capacità di calcolo simbolico – non sono ammesse all’esame di Stato.

Consulta l’elenco completo.

Cosa succede se all’esame di stato si usa una calcolatrice non ammessa

Durante lo svolgimento delle prove dell’esame maturità 2019-2020 ai candidati è vietato:

  • Usare cellulari, smartphone, dispositivi di qualunque natura in grado di consultare file, di inviare fotografie, immagini.
  • L’utilizzo di qualsiasi apparecchiatura elettronica come palmari, pc portatili e altre che siano in grado di collegarsi all’esterno degli edifici scolastici con connessione wireless o alla normale rete telefonica.

Se un candidato viene sorpreso con uno dei sopra elencati dispositivi la pena è l’esclusione dall’esame di Stato.

I Presidenti e i commissari dell’esame devono assicurarsi che i candidati rispettino le norme e i divieti. Le calcolatrici scientifiche e grafiche possono, invece, essere utilizzate non solo dagli studenti dei Licei Scientifici, ma dagli studenti di tutti gli Istituti di secondo grado.

Si consiglia, pertanto, di controllate sempre se il modello che si vuole  portare agli esami è tra quelli ammessi alla maturità, consultando la lista del Miur. I modelli non presenti nell’elenco   PDF non sono  accettati dalla commissione, a cui spetta la decisione definitiva.

© Riproduzione Riservata
avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto