Come spiegare il Coronavirus ai bambini e come evitare ansia: decalogo di Telefono Azzurro

Daniela Saraco 11 Marzo 2020

Decalogo video per come spiegare il Coronavirus ai bambini: consigli di Telefono azzurro per le mamme, insegnati e ragazzi delle scuole secondarie.

 Ecco cosa dire ai più piccoli sul Covid-19, cos’è e  quali sono le regole per non trasmettere ansia.

A causa del virus, molte scuole sono chiuse non solo  nelle regioni del nord, come Lombardia, Veneto, Liguria, ma in tutta Italia. Si tratta di una misura di precauzione che, secondo il Governo, permette di evitare la propagazione del virus Covid-19. Ma anche gite scolastiche annullate, ludoteche chiuse e passeggiate al parco limitate. Inevitabilmente anche i più piccoli si chiedono che cosa sta succedendo. C’è chi pensa che il coronavirus raccontato ai bambini con una favola, possa aiutare a giustificare il cambio di abitudini.

Ma per i bambini di età scolare, ai ragazzi o anche agli adolescenti, quali sono i suggerimenti di psicoterapeuti e psicologi?

Quali i consigli per spiegare il Covip-19 ai bambini? I più piccoli sono stati costretti ad interrompere le proprie attività sportive come calcetto, piscina, danza etc. Hanno dovuto salutare maestre e amici di asilo, i compagni della scuola elementare o della scuola media.

Subire queste forti limitazioni potrebbe inevitabilmente anche turbare i bimbi più sensibili e non solo. Ed ecco che diventa necessario domandarsi come spiegare il coronavirus ai bambini. Qual è il metodo migliore, anche a seconda dell’età. Rispondere alle loro domande non è semplice per i genitori, nonni, maestre. E gli adulti quindi si interrogano su come si può parlare di quanto sta accadendo senza creare eccessive paure nei più piccoli. Da che età li si può coinvolgere? Ma soprattutto come spiegare ai bambini l’esistenza di un virus? Sul tema Covid-19 ci sono a disposizione articoli, piattaforme e video dove trovare informazioni utili per aiutare i ragazzi nella prevenzione e per abituarli alle norme igieniche.

Per i  genitori, alla presa  con le precauzioni, le mascherine, l’ansia, e le restrizioni, può essere difficile confrontarsi con i figli. Entrano, allora in gioco i video per i bambini. Questi  sono delle risorse preziose che aiutano a spiegare il Covid-19 ai più piccoli.

Inoltre, alcuni di questi, insegnano in modo divertente come lavarsi le mani, perchè non uscire e rispettare le regole di igiene con sternuti e colpi di tosse. Alcuni bambini, infatti, hanno difficoltà  a seguire spiegazioni fatte solo di parole e hanno bisogno di canzoni o disegni. Come raccontare il coronavirus a un bambino? Ci aiuta il Telefono Azzurro. Vediamo nel dettaglio i consigli, le regole da seguire e il decalogo proposto.

Come spiegare il Coronavirus ai bambini: come affrontare il Covid-19 senza ansia e panico

Un genitore che vuole spiegare il coronavirus ai figli più piccoli, deve innanzitutto informarsi sui canali istituzionali, in maniera più o meno dettagliata. Parlare di argomenti così delicati non è semplice, e quindi bisogna anche creare le giuste condizioni per farlo. Ci vuole tempo, pazienza e calma, per raccontare che cos’è il Covid-19 ai bimbi e rispondere alle loro domande. E’ importante parlare ai bambini in modo tranquillo e diretto.

E’ necessario, infatti, trovare il giusto equilibrio tra le spiegazioni di cosa sta accadendo e le comunicazioni delle norme base per la prevenzione del contagio. Ma soprattutto, è indispensabile riuscire a trasmettere fiducia. I piccoli non aspettano le spiegazioni degli adulti per interpretare il mondo, ma si creano una loro personale idea.

Di conseguenza, è fondamentale parlare con loro,  per evitare che la loro idea si formi sbagliata o confusa. In questo aiuta Telefono Azzurro insieme a Future Education Modena. Queste istituzioni hanno lanciato una sfida per i ragazzi delle scuole secondarie. L’obiettivo è spiegare ai più piccoli come affrontare il Covid-19. Si servono di pillole informative realizzate dai ragazzi più grandi, nell’ambito del progetto “Coronavirus. Impariamo ad informarci”.

In questo progetto sono coinvolti tutti gli studenti delle scuole secondari, Con il supporto dei loro docenti, inviano dei messaggi video ai bambini più piccoli. I ragazzi devono, quindi, cercare informazioni attendibili e certificate sul Virus. Poi le traducono in un linguaggio semplice e diretto , utilizzando il decalogo di Telefono Azzurro. Infine producono un vero e proprio video. Una volta realizzato il video, i ragazzi partecipano alla sfida con due appuntamenti online per Questions & Answers,  mercoledì 11 e venerdì 13 marzo alle ore 15.00. Ma in cosa consiste il decalogo di Telefono Azzurro? Scopriamolo subito.

Come affrontare il Covid-19 > SCARICA decalogo Telefono Azzurro

Parlare ai più piccoli del coronaviru è difficile. Si può raccontare che è una situazione nuova, che  preoccupa  perché potrebbe fare ammalare tante persone. Altra cosa importante è illustrare ai più piccoli le regole di prevenzione, come lavarsi spesso le mani e utilizzare fazzoletti usa e getta. Tutte azioni che possiamo trasformare in gioco.

Per i più grandi Telefono Azzurro elabora una serie di regole per avere fiducia e gratitudine per tutti coloro che stanno lavorando per risolvere il problema. Ma anche per rendere più piacevoli le giornate da trascorrere a casa.

Video Telefono Azzurro per spiegare il Coronavirus ai bambini

© Riproduzione Riservata
avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto