Hantavirus, cos’è: tra bufala e verità sul virus della cina

Carmela Sansone 30 Marzo 2020

Ecco cos'è Hantavirus: la notizia tra bufala e verità sul nuovo virus della Cina, molto simile al Coronavirus, com'è nato e da dove.

I sintomi sembrano essere quasi gli stessi e il terrore sulla possibilità di una nuova pandemia si è diffuso in fretta. Un nuovo virus in Cina ha fatto la sua vittima qualche giorno fa: cosa c’è di vero sull’Hantavirus e di cosa si tratta? Ecco tutto quello che si sa, tra bufala, verità e fake news sul virus nato dal topo e trasmesso all’uomo.

E’ di qualche giorno fa la notizia secondo cui un uomo, in Cina, è morto a seguito di un malore, a bordo di un mezzo pubblico. Inizialmente confuso con un malore comune, si è poi saputo che il defunto fosse affetto da Hantavirus, nonostante la trasmissione dell’animale all’uomo fosse veramente rara. La notizia ha fatto il giro del mondo e ha trovato terreno fertile in Italia, ma sicuramente anche in altri stati del mondo, terrorizzati e in preda alla morsa del Covid 19.

Tuttavia, come spesso accade, la notizia è stata manipolata e ritoccata. Non è, certo, la prima volta che si diffondo fake news, ma da quando si tratta di Coronavirus e similari, il fenomeno si è diffuso tantissimo: basta che pensare che, per qualche giorno, è circolata la notizia che il paracetamolo peggiorasse il Coronavirus.

Ma non è stato l’unico caso. Per giorni è circolata la pericolosa fake news secondo cui sia necessario fare gargarismi con la candeggina per combattere il virus. Insomma, tra mille informazioni sbagliate e bufale, è il momento di fare chiarezza sulla verità. Cosa c’è di reale sull’Hantavirus? Da dove proviene veramente e quanto è nocivo per gli uomini? C’è il rischio di un’altra pandemia?

Cos’è Hantavirus: Cina, virus dai topi all’uomo, da dove, come è nato e come si è diffuso

Inannzitutto, è necessario capire cos’è di preciso questo Hantavirus, da dove e com’è nato in Cina, e come si è diffuso il virus dal topo all’uomo. Il nome, che racchiude varie infezioni, deriva dal fiume Hantan, che scorre in Corea del Sud, sede del primo laboratorio in cui venne isolato alla fine del 1970. L’HV è, biologicamente, un virus ad RNA, che appartiene alla famiglia dei Bunyavirales. E’ diffuso soprattutto in alcune specie di roditori selvatici e domestici e passa all’uomo attraverso un contatto diretto o tramite l’inalazione, di urina, escrementi e saliva.

E’ molto raro che passi dall’animale all’uomo, tuttavia non è il primo caso in cui accade. Allo stesso modo, anche l’ipotesi di contagio tra uomini è abbastanza remota. Solo nel 2005 c’è stato un caso di questo tipo, registrato nelle Ande in Sud America. In totale, dal 1994 ad oggi, abbiamo avuto 27 casi di infezione e 9 casi di decesso. I sintomi si manifestano con febbre emorragica e disturbi renali, con nefropatia epidemica e disturbi polmonari (ques’ultimo è lo stesso del Covid 19, che però è più simile all’influenza).

Per il momento, non c’è ancora un protocollo di cura specifico nè una vaccinazione. L’unica accortezza da tenere è di evitare o ridurre al minimo il contatto con una determinata specie di topi.  Nonostante ci sia stato questo caso, comunque, non c’è bisogno di avere paura, nè di temere una nuova pandemia. Gli scienziati di tutto il mondo rassicurano a tal proposito.

Tra bufala e verità sul virus cinese dei topi che uccide

Come stanno allora, veramente, le cose sull’ Hantavirus che uccide i topi e non solo? Tra bufala e leggenda, la verità è che la trasmissione da roditore ad uomo è molto molto rara. Di solito, infatti, è limitata a trasmettersi tra gli stessi animali. Ancora più rara, una volta preso il virus, è la trasmissione uomo ad uomo. Non a caso i 32 viaggiatori che viaggiavano sullo stesso autobus del cinese defunto, sono risultati negativi. Va, inoltre, chiarito che, sebbene l’ultimo episodio si sia verificato in Cina, non si tratta di un virus di origine cinese. Le zone in cui vivono questi tipi di roditori sono diffuse in tutto il mondo ed essi sono presenti anche in Corea e Russia.

Va, poi, specificiato che, a differenza del Covid 19, l’HV non è nuovo nè sconosciuto ed è trattato da anni. Già dal 1970, infatti, i ricercatori hanno fatto le prime verifiche e sperimentazioni. L’episodio dell’operaio defunto, dunque, non deve destare troppa paura, a meno che, come sostiene la scienziata svedese Sumaiya Shaikh, su Twitter, ripreso “voi non abbiate intenzione di mangiare ratti”.

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avatar Carmela Sansone Laureata con lode in Lettere moderne e Filologia moderna presso l'Università degli studi di Salerno. Sono appassionata di letteratura, storia e giornalismo e molto dedita alla lettura. Mi piacciono le opere tradizionali della letteratura italiana, ma non rifuggo dai grandi classici (e non) del canone straniero. Sono un'aspirante docente, ma protendo anche verso il mondo delle Risorse Umane, da cui sono molto affascinata e in cui mi piacerebbe fare qualche esperienza. Sono molto creativa, ottimista e ligia ai miei doveri, ma non sopporto la slealtà e le omissioni. Tra le mie passioni, sicuramente rientra la tecnologia, ecco perché amo trattare di questa tematica all'interno dei miei articoli: tutto ciò che è progresso e avanguardia ben fatta mi attira. Allo stesso modo, sono appassionata di cucina ed è perciò che, nei miei scritti, amo affrontare le sfumature del settore, gli abbinamenti possibili e quelli più insoliti, ma anche vini, dessert e golosità di ogni genere. Ultima nota: amo i bambini, l'essenza sana di questo mondo, cui sono molto legata. Leggi tutto