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15 Aprile 2020

Cosa sono gli Eurobond o Coronabond: cosa significa, a cosa servono

Cosa sono gli Eurobond o Coronabond
Cosa sono gli Eurobond o Coronabond

Cosa sono gli Eurobond o Coronabond

Cosa significa e cosa sono gli Eurobond o Coronabond, a cosa servono e quali sono i vantaggi e gli svantaggi nell’utilizzo: origine e caratteristiche.

Quando si parla di strumenti finanziari europei non si può non menzionare elementi quali il Mes, ad esempio, o ancora gli Eurobond, o Coronabond richiamati in momenti di difficoltà economica.

Cause quali la crisi finanziaria, o ancora la pandemia del Coronavirus, hanno spinto alcuni Stati membri dell’Europa a prendere una posizione. Nello specifico, a considerare l’uso determinati strumenti per la ripresa economica.

Ma cosa sono e a cosa servono gli Euro-bond? Che caratteristiche presentano? Da dove nasce l’idea che ne sta alla base? Andiamo allora a fare chiarezza, cercando di capire da dove traggono origine e a quale fine essi tendono.

Per farlo ci serviamo anche del parere di un esperto in campo economico, il dottor Antonio Ansalone, Temporary Manager con formazione in Scienze Politiche.

Cosa sono gli Eurobond o Coronabond: significato, origini e finalità negli Stati dell’EU

Andiamo ad analizzare nel dettaglio il significato, l’origine e le finalità di tali strumenti economici europei, per capire cosa sono ed a cosa servono?

Eurobond: cosa significa? Partendo da questo quesito, bisogna dire che i cosiddetti Coronabond, o almeno la loro idea, nacque nel 2010 nel pieno della crisi finanziaria. In quel periodo si sviluppò la necessità di far fronte all’emergenza economica generale creando un’agenzia del debito europeo che emettesse bond. Una stessa emergenza, ma di stampo diverso, ovvero sanitario, ha indotto gli Stati membri dell’Europa (colpiti dal Coronavirus) a riflettere nuovamente sull’utilizzo di tali titoli di stato. Si parla di titoli pubblici assimilabili ai Btp o Bund tedeschi, ma di carattere europeo, poichè emessi da un ente dell’UE.

Gli Euro-bond (detti anche Coronabond per il nesso con il virus) vengono garantiti da tutti gli Stati dell’Eurogruppo e ripagati in base al peso che ciascuno di essi ha a livello europeo.

Dunque, il fine per cui si è tornati a parlare dei suddetti bond, è quello di fronteggiare la pandemia. Le conseguenze di quest ultima, infatti, sul sistema finanziario dei Paesi colpiti sono state importanti. Quindi, in un ottica di ripresa economica post Covid-19, ecco che gli Eurobond sono rientrati in corsa (al pari del MES) quali elementi di salvataggio. Tuttavia sono nate diverse discussioni riguardanti soprattutto i tassi d’interesse di tali titoli di stato europei. Un acceso dibattito tra Paesi del Nord e del Sud Europa, con situazioni di debito pubblico personale molto diverse. Un uso di titoli comuni non porterebbe uno stesso giovamento a tutti gli Stati membri (vedesi l’ostracismo di Olanda e Germania). Una considerazione, questa, che ha di fatto posto ancora una volta in una fase di stallo l’impiego dei sopracitati bond.

A cosa servono gli Euro-bond o Coronabond: il parere dell’esperto

Dopo aver tracciato una panoramica su origini, caratteristiche e finalità dei titoli di Stato europei, andiamo ora ad esaminarli secondo il parere dell’esperto: il dottor Antonio Ansalone il quale ci spiegherà tecnicamente cosa sono gli Eurobond o Coronabond.

“Sono titoli comunitari garantiti dalla Banca Europea degli Investimenti e altri organi, esclusa la BCE. Questo strumento, dibattuto da anni ma mai adottato, prevederebbe, nella forma di cui si parla attualmente, che il debito sia a carico dei singoli stati”.

“La garanzia da parte di organi europei servirebbe a far accedere gli stati membri meno forti a tassi di interesse più bassi di quelli che dovrebbero garantire sui propri titoli di Stato. La presidente della BCE, Christine Lagarde, ha dichiarato che andrebbe valutata l’idea dei Coronabond. Ovvero l’emissione una tantum di titoli comunitari per far fronte all’emergenza coronavirus. L’obiettivo è quello di raccogliere liquidità per far fronte alle spese legate alla gestione dell’emergenza”.

Appare evidente anche dal parere di un esperto in materia, dunque, come le dinamiche ed i termini legati all’uso di questo strumento europeo siano ancora incerti. Ciò che è certo è la comune volontà di fronteggiare l’emergenza economico-sanitaria per far ripartire l’intero sistema finanziario.

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