Riapertura scuole a Maggio impossibile per Azzolina e MIUR

Daniela Saraco 21 Aprile 2020

Ecco quando è prevista la riapertura di scuole per Azzolina e MIUR: bocciata l’ipotesi di maggio, la riapertura scuole sarà a settembre: news del Ministro dell’Istruzione e fase 2 per gli istituti scolastici.

Il Governo sta organizzando la fase 2 per tutta l’Italia a partire dal 4 maggio.

Questa fase terrà conto delle proposte dei vari gruppi di lavoro e saranno inserite in un nuovo  decreto. Ripartono, dunque, alcune aziende e attività commerciali nel rispetto delle prescrizioni imposte. Dunque, i lavoratori avranno in dotazione i dispositivi di sicurezza personale e sarà effettuata la sanificazione degli ambienti. Dovranno essere in ogni caso garantiti turni diversificati per i lavoratori e privilegiato lo smart working.

Ma per le scuole? Anticipare a maggio la riapertura delle scuole non è possibile. Quindi per il momento le scuole restano chiuse fino a settembre.

In un primo comunicato, infatti, il MIUR aveva stabilito il 18 maggio come data per decidere se rientrare tra i banchi di scuola secondo l’evolversi dei contagi.

La ministra all’Istruzione Lucia Azzolina, invece,  non vede possibile una riapertura delle classi prima della fine dell’anno scolastico per l’emergenza coronavirus. La scuola non si ferma grazie alla didattica a distanza, diventata oramai obbligatoria. Per questo il Ministero ha stanziato  altri 80 milioni di euro per l’acquisto di computer e dispositivi per la connessione internet. Queste risorse sono dedicate alla scuola primaria e a quella secondaria di primo grado. Il 18 aprile, Azzolina ha firmato anche la prima ordinanza per gli Esami di Stato. La commissione è composta da 6 membri interni e un presidente esterno. Gli studenti avranno un esame serio e saranno valutati da chi ne conosce il percorso scolastico. Allontanata l’ipotesi di Maggio, vediamo come e quando è possibile l’apertura degli istituti scolastici.

Riapertura scuole a maggio: impossibile ci sono ancora troppi morti secondo Azzolina del MIUR

Il governo, in base alle indicazioni del Miur, deciderà a breve la possibile riaperture delle scuole. Ma l’attuale situazione sanitaria allontana la possibilità di riaprire a maggio. L’epidemia rallenta ma non si ferma. La possibilità di riapertura delle scuole potrebbe annullare i sacrifici fatti finora dagli italiani.  La situazione è ancora troppo pericolosa per tornare subito a scuola e  far muovere ogni giorno oltre 8 milioni di studenti.

Il Ministro Azzolina, dal suo profilo Facebook, comunica: “A giorni il Governo prenderà una decisione, ma a mio avviso riaprire ora le scuole, per poche settimane, mentre il Paese conta oltre 500 morti al giorno per il Coronavirus, rischierebbe solo di vanificare gli sforzi fatti. Dobbiamo fare ancora qualche sacrificio per poter tornare a scuola nello stesso modo in cui ci andavamo prima. E intanto dobbiamo sostenere studenti e docenti nella didattica a distanza. E soprattutto aiutare le famiglie in questa fase così impegnativa.”

Per ora il Miur è concentrato sulle modalità di chiusura dell’anno in corso. Nel decreto del 6 aprile, però,  si annuncia un ritorno anticipato per tutti fin dal primo settembre. Le prime due o tre settimane sono, infatti, dedicate al ripasso di alcune materie.

Possibile apertura delle scuole a settembre in condizioni di sicurezza

Gli italiani dovranno imparare a convivere con il coronavirus. L’emergenza sanitaria ha modificato, infatti, le abitudini di tutti. Le aziende e le attività commerciali devono rispettare regole rigide per tutelare i lavoratori. E per le scuole l’ipotesi più reale è la riapertura a settembre. Azzolina è stata molto chiara: gli studenti rientreranno nelle aule solo in situazioni di assoluta sicurezza. Dunque docenti, tecnici amministrativi, presidi e ragazzi indosseranno i dispositivi individuali come guanti e mascherine. Ma basterà? In realtà, il primo problema riguarda le strutture delle scuole. Le aule, infatti, sono organizzate per la didattica tradizionale con i banchi sono disposti in fila, uno di fianco all’altro.

Inoltre, appare necessario definire la numerosità massima delle classi in funzione delle dimensioni. Così come è urgente  rimodulare gli spazi comuni delle palestre, delle mense, dei servizi igienici, dei laboratori. Naturalmente, tutti i luoghi, così come superfici, arredi e dispositivi devono essere puliti quotidianamente. Sarà necessario un  rilevatore della temperatura all’ingresso. Le entrate e le  uscite saranno  scaglionate. E’ possibile attuare una didattica mista, un po’ in presenza, un po’ a distanza. Oppure si potranno fare dei turni, chi va al mattino e chi al pomeriggio.

La riapertura delle scuole, prevede, dunque, molti cambiamenti strutturali e comportamentali. La fase 2  deve essere studiata nei dettagli per tutelare studenti e docenti. L’unica soluzione è quella di continuare la didattica a distanza, per la quale il Ministero dell’Istruzione sta impiegando molte risorse. 

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto