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1 Aprile 2020

Tocilizumab: farmaco anti artrite per curare il Coronavirus

Tocilizumab
Tocilizumab

Tocilizumab

Cos’è il Tocilizumab, farmaco usato per curare il Coronavirus: cosa contiene, controindicazioni, somministrazione e principio attivo.

In questo periodo terribile dal punto di vista sanitario per il nostro Paese, sono emersi diversi nomi di possibili farmaci contro il Coronavirus: tra questi il Tocilizumab.

Tale medicinale, impiegato per la prima volta nella cura Ascierto al Pascale di Napoli, è risultato efficace a dispetto di altri antivirali rivelatisi inadeguati.

Ma cos’è nello specifico questo farmaco e cosa contiene? Quali sono le eventuali controindicazioni del Tocilizumab e qual è la somministrazione idonea?

Perchè questo composto medico ha generato miglioramenti nei pazienti in cui è stato somministrato? Occorre dire, infatti, che esso rappresenta un caso inedito di terapia proficua per i sintomi causati dal Covid-19.

Il farmaco, infatti, si è mostrato in controtendenza rispetto ai discutibili Avigan, Arbidol e simili, finiti per spegnersi come fake news. Andiamo, dunque, a fare luce sugli aspetti legati al farmaco in questione, evidenziandone caratteristiche peculiari, indicazioni e trattamento.

Farmaco anti artrite Tocilizumab per cura del Coronavirus: a cosa serve ed effetti collaterali

Iniziamo col dire che il farmaco è utilizzato per il trattamento dell’artrite reumatoide e sistemica. Esso è stato sviluppato dalle case farmaceutiche Hoffman-La Roche e Chugai e rientra nella categoria degli immunosoppressori. Impiegato fino a qualche anno fa per la cura dell’asma e di altre patologie respiratorie, esso è risultato di grande aiuto nell’ultimo periodo per contrastare i sintomi del Covid-19.

Il Coronavirus, infatti, genera in coloro che ne sono affetti, difficoltà a livello polmonare (nei casi più gravi polmonite interstiziale) che si estendono poi all’intero apparato respiratorio. Da questo punto di vista, dunque, tale infezione si è presentata fin dal principio come un terreno fertile per l’uso di medicinali come il Tocilizumab. Nello specifico, il dottor Paolo Ascierto del Pascale di Napoli, è stato colui che ha suggerito per primo l’uso del farmaco per ridurre la sintomatologia del Covid-19. L’AIFA (Agenzia Italiana del farmaco), poi, approvandone la sperimentazionee, ha permesso l’impiego dello stesso presso diverse strutture ospedaliere (trattamento iniziale di ben 330 pazienti tra Napoli e Modena).

In molti dei suddetti casi è stato riscontrato un notevole miglioramento in seguito alla somministrazione dell’antireumatoide. Questo perchè tale anticorpo monoclonale, legandosi ad una molecola strettamente connessa all’infiammazione dovuta all’infezione, innesca il  conseguente processo antinfiammatorio. Il farmaco, quindi, non deve essere visto come una cura al Covid-19 ma bensì alle reazioni che esso provoca nell’organismo. Ciò, però, non significa che questo medicinale possa essere acquistato per uso domestico: esso è destinato, infatti, all’impiego ospedaliero. In caso contrario, un utilizzo privato potrebbe comportare effetti collaterali inattesi per caratteristiche farmacocinetiche e farmacodinamiche.

Sperimentazione in corso sui farmaci anti artrite contro il Covid-19

Nonostante l’uso del farmaco abbia dato esiti positivi sui casi positivi al Coronavirus, continuano senza sosta le sperimentazioni di altri medicinali simili. E quando scarseggia la disponibilità del farmaco, si ripiega su RoActemra. RoActemra medicinale disponibile in forma di concentrato contenente il principio attivo tocilizumab. Il disagio generato dall’epidemia, infatti, ha messo in ginocchio l’intero sistema sanitario nazionale rendendo necessarie nuove misure di difesa contro il Covid-19.

Non è un caso, che da diverse settimane a questa parte, siano spuntati uno dopo l’altro, nomi di antivirali (Avigan, Arbidol etc.) come possibili elementi terapeutici. Si stanno facendo strada sempre più, a tal proposito, anche le combinazioni di farmaci già utilizzati in passato per contrastare l’HIV, la SARS e l’Ebola. Tra questi vi è ad esempio il Remdesivir di Gilead, o ancora la clorochina (un antimalarico).

Insomma, la ricerca è in continua evoluzione in attesa della realizzazione di un vaccino che possa risolvere definitivamente l’epidemia. Tuttavia, richiedendo quest ultimo lunghi tempi di analisi e sviluppo (si parla di un anno e mezzo), diventano essenziali elementi curativi come questo principio attivo per mirare ad appiattire la curva del contagio.

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