Come riaprire i centri commerciali dopo il Coronavirus: misure e protocolli

Mario Ragone 7 Maggio 2020

Ecco come riaprire i centri commerciali dopo il Coronavirus: misure e protocolli di sicurezza da adottare per la fase 2 post lockdown.

Con la fase 2 partita il 4 Maggio hanno ripreso parzialmente la propria produzione diverse attività anche se con le dovute restrizioni. Tra queste vi sono anche le grandi imprese che racchiudono al proprio interno una molteplicità di servizi. In tal senso si muove la nostra analisi: ovvero come riaprire i centri commerciali?

Tale tipologia di categoria produttiva fondata sull’insieme di più esercizi inglobati in un’unica struttura, comporta misure e protocolli di sicurezza specifici. Per sviluppare dunque tale aspetto ci siamo serviti del parere di un esperto in materia di imprese, il consulente Giovanni Moccia. Quest ultimo ci permetterà di comprendere meglio una realtà articolata qual è per l’appunto il centro commerciale.

Nello specifico il focus sarà incentrato sulle nuove normative anti-contagio. Inoltre con il suo intervento esamineremo i DPI (dispositivi di protezione individuale) dal punto di vista della fornitura di cui necessitano le varie attività (finanziamenti Invitalia).

Consigli per come riaprire i centri commerciali dopo il Coronavirus: misure e protocolli

Sviluppando quindi la nostra analisi che ha per oggetto il come riaprire i centri commerciali, occorre dire prima di tutto che essi si rifanno in larga parte, per la loro struttura, alle norme che devono adottare anche gli altri esercizi produttivi. Questi enormi esempi di impresa, infatti, inglobando al proprio interno servizi di vario genere (alimentare, ludico, tabacchi, ottici, farmacie etc.) vanno incontro all’impiego di regole di sicurezza dalle più generiche alle più specifiche.

Quindi dando per scontato l’uso dei DPI (dispositivi di sicurezza individuale) quali mascherine e guanti per il personale, si scende poi man mano nella scala gerarchica delle normative vigenti ad un livello più dettagliato. Seguendo, dunque, le indicazioni del DPCM varato dal governo, i centri commerciali dovranno agire sugli accessi (entrate ed uscite), sullo smistamento della clientela per evitare assembramenti e sull’uso di un’apposita segnaletica orizzontale. Quest’ultima da inserire sia all’interno che all’esterno (per la corretta gestione dei parcheggi e del flusso veicolare).

Inoltre saranno fondamentali i termoscanner per il rilevamento della temperatura corporea (dato l’enorme flusso di persone) e la sanificazione ambientale (vista la rilevanza di tale tipologia di struttura). Ultima ma non per importanza, poi, la corretta manutenzione dei sistemi di aerazione con cadenza quotidiana. Un lavoro, ingente, quello che dovranno produrre, quindi, i centri commerciali, ma proporzionato alla loro imponenza.

Fase 2, Covid-19: cosa fare per aprire in sicurezza il centro commerciale

Per esplorare ulteriormente gli aspetti legati ai protocolli di sicurezza da rispettare per simili strutture, abbiamo coinvolto il parere di un esperto in materia d’imprese, il consulente Giovanni Moccia che ci dirà come riaprire grandi magazzini e centri commerciali in sicurezza.

“In un’ottica di misure di sicurezza legate ai centri commerciali occorre partire prima di tutto dalla loro caratterizzazione: stiamo parlando di strutture imponenti che possono raggiungere i 10.000 metri quadri, 5.000 nel caso delle medie strutture. Ovvio che il primo punto che si va a toccare è quello del distanziamento sociale ed il monitoraggio dell’uso dei DPI da parte della clientela. Ecco in tal senso il rispetto dei protocolli non è oggettivamente semplice: poichè se da un lato i centri commerciali hanno il vantaggio di una maggiore disponibilità economica per l’applicazione, dall’altro c’è da dire che essi rappresentano anche un esercizio di gran lunga più grande delle piccole e medie attività ad esempio”. – dice il consulente per le imprese Giovanni Moccia –

“Quindi – continua – esiste una certa proporzionalità in questo senso. Inoltre in un contesto simile si fa riferimento spesso ai finanziamenti Invitalia. Si tratta di rimborsi fino a 500 euro per ciascun addetto messi a disposizione delle imprese richiedenti per l’acquisizione dei DPI. Questo rappresenta un onere e nella fattispecie dei centri commerciali comporterà dei controlli molto più forti. Da ciò ne consegue che le regole d’ingaggio per le grandi strutture saranno molto più incisive conducendo probabilmente ad un aumento generale dei prezzi ed un’inevitabile ricaduta quindi sul consumatore”.

Misure e protocolli per come riaprire i centri commerciali con Covid-19

Dopo aver esplorato in linea prima generale e poi dettagliata le misure di sicurezza per i centri commerciali, andiamo ora a riepilogarli:

  • Monitoraggio dell’utilizzo dei DPI (mascherine e guanti) da parte della clientela
  • Organizzazione degli accessi (entrate ed uscite) in linea con i protocolli di sicurezza
  • Uso di segnaletica orizzontale per le aree interne
  • Uso di segnaletica nei parcheggi per favorire il flusso veicolare
  • Fornitura di dispenser con gel igienizzante e dèpliant con raccomandazioni delle autorità sanitarie per i servizi igienici
  • Scaglionamento e rispetto del distanziamento sociale per il raggiungimento delle casse
  • Favorire il pagamento digitale in alternativa a  quello diretto
  • Sanificazione ambientale giornaliera e ove possibile a fasce orarie
  • Rilevamento della temperatura coroporea dei clienti con termoscanner
  • Utilizzo laddove possibile di pareti divisorie per il rispetto della prossimità
  • Dotazione di DPI per il personale e formazione sulle norme di sicurezza anti-contagio
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avatar Mario Ragone Sono Mario Ragone, redattore web con formazione in Comunicazione Audiovisiva e Mediale. Ho grande passione per il Social Marketing e l'informazione a 360°. Mi occupo, infatti, di argomenti di vario tipo che spaziano dalla Cultura come Cinema e Televisione all'Economia, dalla Medicina allo Sport fino al mondo di motori. Penso che avere un'idea su molteplici tematiche della nostra vita, ci permette di passare dall'una all'altra con grande versatilità mentale, una condizione questa che rende una persona libera nell'esprimersi, senza farsi fuorviare o condizionare. Capacità critica di discernimento ed autonomia di pensiero sono per me gli unici due elementi che ci rendono realmente liberi dalla schiavitù dell'ignoranza. Approfondisco le mie rubriche con intervento di esperti e professionisti del settore di cui scrivo. Leggi tutto