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6 Maggio 2020

Come riaprire i bar dopo il Coronavirus: misure e protocolli

Come riaprire i bar dopo il Coronavirus
Come riaprire i bar dopo il Coronavirus

Come riaprire i bar dopo il Coronavirus

Ecco come riaprire i bar dopo il Coronavirus: misure, regole e protocolli da rispettare con la fase 2 per i titolari di tale categoria produttiva.

Dal 4 Maggio è iniziata ufficialmente la fase 2 e con essa la riapertura di varie attività produttive ed imprese aziendali.

Esercizi pubblici e privati tornano ad una parziale normalità, anche se in alcuni casi bisognerà attendere ancora un pò (vedesi parrucchieri, estetisti etc.).

Oggetto della nostra analisi in questo caso sarà come riaprire i bar.

Andiamo allora a fare chiarezza su tale situazione in fase di sviluppo analizzandone misure e protocolli da adottare. Ci sono regole e norme che indicano cime potranno e dovranno riaprire bar e ristoranti, quali sono i limiti e le attività consentite. Quali regole da rispettare, i requisiti per la riapertura di un locale commerciale dopo il Coronavirus.

Per farlo ci siamo serviti anche del parere di un diretto interessato, il titolare di una nota attività del settore di riferimento, il responsabile Angelo Mazza.

Con la sua testimonianza ci è stato possibile entrare maggiormente nel merito delle dinamiche di ripresa della sopracitata tipologia di esercizio commerciale.

Consigli per come riaprire i bar dopo il Coronavirus in sicurezza: misure e protocolli

Partendo quindi dal come riaprire i bar sotto l’aspetto delle misure e dei protocolli da utilizzare, occorre far riferimento alla categoria generica della ristorazione. Ovvero all’insieme di locali ed attività commerciali da sempre legati alla produzione di servizi alimentari per il consumatore. A tale tipologia di esercizio sono collegate regole anti-contagio specifiche presenti nell’ultimo DPCM varato dal governo.

Questo parziale ritorno alla normalità per i lavoratori del suddetto settore risulta alquanto inedito poichè le norme di messa in sicurezza sono abbastanza limitative. In quest’ottica è chiara la chiamata in causa dell’uso di dispositivi di protezione (guanti e mascherine), termoscanner per il rilevamento della temperatura del personale. Non ultimo poi l’impiego di pareti divisorie delle aree interne ai locali e tra i tavoli, atta ad evitare la violazione del distanziamento sociale. Queste le principali regole che indicano come potranno riaprire bar e ristoranti. Limitazioni più che lecite per il contesto generato dalla diffusione del virus, ma che al contempo minacciano seriamente la ripresa a 360 gradi della produzione.

Insomma, appare piùttosto evidente che un vero e proprio ripristino dell’attività lavorativa avverrà a tutti i livelli solo quando il nemico di stampo virale sarà debellato. A maggior ragione nei casi come quello oggetto della nostra analisi: ossia i bar. Spazi solitamente piccoli in cui l’osservanza delle misure e dei protocolli di sicurezza faticherà a tenersi nel medio-lungo periodo. Per ora essi devono accontentarsi del delivery e del servizio d’asporto come unico strumento possibile di entrata.

Fase 2, Covid-19: cosa fare per aprire in sicurezza un bar

Concentriamoci ora più nel dettaglio sulle metodologie di apertura di un bar nella fase post lockdown. Per fare luce su simili aspetti abbiamo coinvolto il parere di un diretto interessato, il titolare di una nota attività locale della categoria di riferimento, il responsabile Angelo Mazza:

“Per ciò che riguarda le nuove misure e protocolli di sicurezza da osservare per la nostra tipologia di attività, ossia il bar, stiamo agendo in vari modi. Quindi ad esempio limitare l’ingresso della clientela, evitando affollamenti e file con una distanza ravvicinata. O ancora utilizzare, cosa che già facevamo, le pareti divisorie per consentire il distanziamento sociale. Poi ovviamente sfruttare il servizio d’asporto, essendo la nostra una duplice attività: di giorno bar e di sera paninoteca e street food. Inoltre la più che ovvia sanificazione ambientale, obbligatoria per settori lavorativi che interagiscono con prodotti di genere alimentare” – dice il titolare Angelo Mazza –

“Quindi – prosegue – noi predisponiamo in tal senso pulizie non solo giornaliere ma addirittura a fasce orarie, poichè il solo ingresso del cliente comporta lo smarrimento dello stato di sanificazione iniziale. Per quanto riguarda poi il personale abbiamo provveduto a fornire loro i dispositivi di protezione e viene effettuata la misurazione della temperatura con i termoscanner. Ci tengo a sottolineare che al di là del rispetto delle regole da parte di noi gestori occorre anche e soprattutto l’osservanza delle norme da parte di tutti, poichè solo in questo modo sarà possibile tornare alla vera e propria normalità”.

Misure e protocolli per riaprire i bar dopo il Coronavirus

Elenchiamo ora di seguito i punti salienti delle misure di sicurezza e protocolli da adottare per i bar:

  • Adozione sistemi di contingentamento degli ingressi per evitare assembramenti
  • Separazione laddove è possibile di entrate e uscite
  • Disposizione all’entrata di dispenser con gel igienizzante per le mani
  • Divieto d’uso di guardaroba
  • Distanziamento al banco di almeno un metro
  • Uso di segnaletica orizzontale per il distanziamento interpersonale al raggiungimento della cassa
  • Accesso scaglionato ai servizi igienici
  • Rifornimento dei servizi igienici con gel igienizzante e dèpliant descrittivi delle raccomandazioni da parte delle autorità sanitarie
  • Fornitura di DPI per il personale (guanti e mascherine)
  • Favorire sistemi digitali per il pagamento onde evitare quello diretto
  • Uso di barriere per la separazione delle aree interne al locale e tra i tavoli
  • Incentivo all’uso del servizio d’asporto e di consegna
  • Lavaggio accurato di stoviglie e bicchieri con monitoraggio della temperatura idonea alla sanificazione e dosaggio dei detergenti utilizzati
  • Posizionamento in appositi sacchi di tovaglie, tovaglioli e tessuti vari destinati alle lavanderie con garanzia di rimozione degli agenti patogeni
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