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15 Maggio 2020

Uscire dal comune, fase 2 Coronavirus: quando e per quali motivi

Uscire dal comune, fase 2 Coronavirus
Uscire dal comune, fase 2 Coronavirus

Uscire dal comune, fase 2 Coronavirus

Quando e per quali motivi è possibile uscire dal comune con la fase 2 del Coronavirus: indicazioni e condizioni legate alla dislocazione cittadina.

Siamo ormai giunti al giro di boa per ciò che riguarda la fase 2, partita il 4 Maggio, e di conseguenza  siamo prossimi ad ulteriori aggiornamenti che ci saranno entro il 18 del mese.

In tale ottica è possibile pensare che varieranno ulteriormente le restrizioni in atto: tra queste anche quelle connesse agli spostamenti.

Uscire dal comune dopo il 4 maggio: quando si può? Per andare a fare sport?

Per andare in libreria, per andare dai congiunti, o a fare acquisti? E in quanti possono spostarsi?

Uscire dal comune di appartenenza non è ovviamente tra i punti che saranno toccati dal nuovo DPCM del governo, poiché questione già trattata nei decreti precedenti.

Andiamo però a vedere più nel dettaglio quali sono le condizioni per spostarsi tra i comuni servendoci anche delle indicazioni fornite da un sindaco, l’avvocato Manlio Torquato.

Con il suo parere approfondiremo i diversi aspetti e caratteristiche che interessano da vicino la dislocazione cittadina. Quando e per quali motivi ci si può spostare a livello comunale è dunque il focus della nostra analisi, volta a tracciare un elenco mirato.

Come e quando è possibile uscire dal comune nella fase 2 del Coronavirus: regole e indicazioni

I diversi decreti sviluppati dal governo col passare dei giorni, hanno visto una sempre crescente riduzione delle restrizioni applicate. Tra queste anche quelle legate agli spostamenti come ad esempio l’uscire dal comune o dalla regione (cosa quest ultima ancora in discussione). Gli ultimi DPCM in ordine cronologico hanno indicato condizioni e criteri da osservare in merito al nostro agire sociale, per tanto anche alla dislocazione cittadina.

Per ciò che concerne nello specifico la movimentazione tra comuni, occorre dire che essa è permessa ormai da diversi giorni, sebbene ancora con autocertificazione. Tale strumento è opportuno ed utile a giustificare la finalità dello spostamento: per ragioni lavorative, di salute o urgenza particolare. Quindi si è passati dal poter agire unicamente all’interno del proprio comune di appartenenza, al poter uscire anche dai suoi confini. Inoltre i possibili aggiornamenti che vi saranno dal 18 Maggio in poi, potrebbero portare all’annullamento definitivo d’impiego dell’autocertificazione.

Vi sarà, per tanto, una maggiore libertà e rimozione di vincoli per i cittadini, i quali saranno chiamati ad una maggiore responsabilizzazione collettiva. Essa fungerà, infatti, da discriminante per l’aumento o la diminuzione della diffusione del contagio. Attenersi, quindi, alle giuste finalità per la dislocazione comunale (fare la spesa, andare a lavoro, per motivi di salute o necessità improrogabile) sarà fondamentale tanto quanto il rispetto di qualsiasi altra norma anti-contagio in vigore.

Per quali motivi è possibile uscire dai propri comuni durante la fase 2

Andiamo ora a servirci del riscontro pratico fornito da un esperto in materia, l’avvocato Manlio Torquato, sindaco di Nocera Inferiore. Insieme a lui esamineremo gli ultimi aggiornamenti sugli spostamenti ed in generale sulla situazione attuale:

“Come attività di aggiornamento in linea generale possiamo dire che in merito agli spostamenti fuori dal comune essi sono ormai consentiti da giorni, senza particolari limitazioni se non quella  della motivazione fornita tramite autocertificazione. Per il resto abbiamo spostato l’apertura dei mercati al 18 Maggio per permettere agli addetti ai lavori di potersi organizzare adeguatamente nella gestione delle aree interessate. Abbiamo effettuato poi uno screening di massa per la popolazione esposta per servizio al pubblico: igiene urbana, polizia municipale, protezione civile, manutenzione, personale comunale, farmacisti, parafarmacisti e medici di base. Per la fine del mese poi sono previste le variazioni di bilancio con 200.000 euro per l’emergenza sanitaria da gestire come comune di cui 150.000 di servizio alla popolazione e i restanti 50.000 per le fasce sociali disagiate da impiegare per il pagamento di utenze essenziali”

Regole per uscire dal comune nella fase 2 Coronavirus

Procediamo quindi a riepilogare le norme da osservare per uscire dal comune di appartenenza durante la fase 2:

  • raggiungimento del posto di lavoro
  • motivi di salute (visita medica, recarsi al pronto soccorso etc.)
  • acquisto di beni necessari e di sostentamento
  • andare a trovare i congiunti (familiari e parenti, non ancora gli amici)
  • praticare attività sportiva o motoria individuale (raggiungere un parco per andare a correre etc.)
  • fruire dei servizi fin’ora concessi a bar, ristoranti, pizzerie etc.
  • fare rientro presso la propria residenza
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