Wedding Planner a rischio fallimento e chiusura: come adeguarsi

Daniela Saraco 11 Maggio 2020

Coronavirus: in Italia il 45% dei matrimoni rinviato al 2021, comparto dei Wedding Planner a rischio fallimento e chiusura attività.

Da giovedì 7 maggio a Milano  si possono celebrare  di nuovo le nozze, ma solo con cerimonie civili. Sono concessi matrimoni in forma ristretta a cui possono partecipare gli sposi, i testimoni e l’ufficiale di Stato civile che celebra. I dispositivi individuali di sicurezza sono obbligatori.

Lunedì 18 maggio riprenderanno anche le messe cattoliche. Lo ha stabilito un protocollo siglato tra la Conferenza episcopale italiana e il Governo. Le cresime vengono rinviate a date da destinarsi mentre è attesa la data per  celebrare matrimoni e battesimi.

Sarà, comunque, possibile celebrare la messa all’aperto nel caso in cui la chiesa non è idonea a soddisfare tutti i criteri di sicurezza previsti dal protocollo.

Mentre i  milanesi , dunque, sono tornati a dire “Sì, lo voglio”, con la fase 2, per le coppie che vogliono sposarsi con rito religioso bisogna ancora spettare. La ripresa di feste e matrimoni dipende dall’evoluzione della pandemia.

I matrimoni programmati  tra marzo e agosto in Italia sono annullati  a causa dell’emergenza sanitaria. Molte coppie sono ottimiste sulla possibilità di riuscire a festeggiare nel secondo semestre del 2020. L’organizzazione di matrimoni coinvolge vari professionisti, dal catering alla ristorazione , dagli addobbi floreali ai fotografi, dai make up artist  ai produttori di abiti da cerimonia. Il Governo non ha previsto strumenti specifici per superare l’attuale momento di crisi e molte categorie dell’indotto wedding sono  state dimenticate nei bonus di emergenza.

Tra questi i wedding planner che hanno le agende  vuote a causa dei matrimoni rinviati. Controcampus ha raccolto la testimonianza di Alba Greco, wedding and event planner, che  cerca di trasformare la crisi in un’occasione per dimostrare la propria forza e positività, e tornare a sognare.

Wedding Planner a rischio fallimento e chiusura causa Coronavirus: cosa fare per resistere

Rimandare un matrimonio non significa solamente spostare una data. Ma significa riprogettare un evento in cui si investono passione, amore, tempo, impegno e soldi. Certo il 2021 sara’ l’anno dei matrimoni e probabilmente dei guadagni persi in quest’anno a causa dell’emergenza sanitaria. Ma come resistere per un altro anno senza lavoro?

Lo abbiamo chiesto ad Alba Greco, wedding and event planner: “E’ sicuramente un periodo difficile, di paralisi completa, di paure per tutti. La nostra categoria non ha ricevuto alcun aiuto da parte del Governo. Non siamo stati mai menzionati nei vari Decreti. Dunque, c’è poco da fare per resistere alla crisi. Possiamo solo utilizzare questo tempo per sognare. Pensiamo al 2021 e affrontiamolo. Io sono una persona positiva ed è proprio questo il momento per giocare d’anticipo e rivolgere lo sguardo alle gioie che ci attendono. Possiamo, dunque, riorganizzare le agende e preparare con calma tutti i dettagli dei matrimoni che si celebreranno nel 2021.”

Questa emergenza sanitaria ha bloccato numerose attività. E se l’economia non gira, gli italiani saranno costretti a cambiare le proprie abitudini, e a pensare di fare anche qualche rinuncia in più. I servizi dei wedding planner potrebbero quindi essere rivalutati, ma Alba risponde: “Il ventaglio di proposte da suggerire agli sposi è ampio. Nell’ottica della garanzia del risultato, gli sposi che si rivolgono al wedding planner hanno la certezza che il giorno del matrimonio  vada come immaginato, secondo, appunto, i desideri condivisi dagli sposi. Dunque la professionalità impiegata da tutto il team assicura non solo un risparmio di tempo, ma anche un risultato migliore, impiegando le stesse risorse.

Come organizzare il matrimonio ai tempi del Covid-19: come adeguarsi

Ma per gli sposi che non vogliono rinunciare alla lotto promessa d’amore, di idee per celebrare le nozze ne esistono tante. C’è chi propone di predisporre maxi schermi davanti alla chiesa o al municipio. Chi pensa di disporre i banchetti in modo da garantire le distanze di sicurezza. Chi, infine, ha organizzato il change the date per salvare le partecipazioni, che come prevede il galateo, sono state gia’ spedite o consegnate qualche mese prima. Ma come adeguarsi per le nuove regole dei matrimoni?

Alba  Greco risponde: ” In realtà abbiamo giocato di anticipo. I miei primi eventi erano fissati per maggio. Dunque abbiamo rimandato tutto. Vedendo l’evolversi della situazione siamo anche intervenuti per le cerimonie dei mesi estivi. E’ stato difficile far metabolizzare alle spose questo rinvio. E’ difficile gestire le emozioni delle persone che non vogliono spostare la data perché hanno sognato a lungo quel giorno. Dall’altro lato, però, ci si scontra con la dura realtà. L’idea di dover immaginare un matrimonio con mascherine, dispositivi individuali, senza poter condividere la gioia, sicuramente non rispecchia quanto immaginato. Il mio consiglio è dunque di rimandare e di sfruttare questo periodo per progettare nei minimi dettagli uno dei giorni più importanti della vita di una coppia!

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto