Chi era David Bowie: biografia, moglie, figli, morte e frasi famose

Redazione Controcampus 1 Giugno 2020

Autore di canzoni come Heroes, Starman e Space Oddity, ecco chi era David Bowie: biografia, vita privata, moglie, figli e frasi famose del cantante celebre anche per la particolarità dei suoi occhi.

Possiamo riconoscerlo anche con i suoi numerosi alter ego.

Le sue incredibili maschere che rappresentavano ogni suo pensiero attraverso la musica.

Il suo vero nome è David Robert Jones, ma per i suoi fan resta Ziggy Stardust, Aladdin Sane, Major Tom, Halloween Jack, Nathan Adler, The Blind Prophet: ecco chi è il Duca Bianco ancora oggi.

Le sue canzoni leggendarie “Heroes”, Space Oddity e Starman hanno rappresentato un periodo importante della storia delle musica ed hanno incantato tutte le culture del mondo. Hanno fatto anche da colonna sonora per eventi rivoluzionari.

L’artista londinese è stato ammesso nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1996 ed è stato anche premiato con una stella sulla Hollywood Walk of Fame.

Ma il Duca Bianco, David Bowie, chi era nella vita privata oltre che nelle sue famose canzoni non tutti lo sanno: biografia, quando è nato, dove e come è morto, chi era sua moglie, figli, dove ha vissuto e come si è sviluppata la sua meravigliosa carriera.

Chi era David Bowie: biografia, età, vita privata, moglie e figli del cantante di Heroes

Per sapere chi era David Bowie, canzoni, film e pagina ufficiale del cantante ci saranno d’aiuto per ricostruire la sua biografia e vita privata: da quando è nato fino a quando è morto.

Il suo vero nome è David Robert Jones, è nato a Brixton, sobborgo meridionale di Londra, l’8 gennaio 1947 ed è del segno zodiacale del Capricorno. È morto nel 2016 a causa del tumore al pancreas.

Nella figura del Duca Bianco si notava anche la particolarità del suo occhio sinistro, avente una midriasi traumatica cronica che gli procurò una dilatazione permanente della pupilla. C’è un motivo dietro questa caratteristica: un brutto litigio fra lui ed il suo amico di gioventù George Underwood a causa di Carol Goldsmith, una compagna di scuola. Underwood colpì David con un pugno nell’occhio sinistro, ferendolo con l’anello che portava al dito.

Circa la sua vita privata: dei genitori di David Bowie sappiamo che la madre era Margaret Mary Burns, una cassiera presso un cinema della città sposata con Haywood Stenton Jones, il direttore del carcere di Bromley.

Il cantante di Heroes si appassionò subito alla musica statunitense: jazz, rhythm and blues, skiffle ed il rock ‘n’ roll. Si avvicinò alla musica grazie anche al suo fratellastro, Terry Burns, nato nel 1937 da una precedente relazione della madre.

Lui amava le idee della beat, ascoltava John Coltrane, Eric Dolphy ed il jazz ogni sabato sera nei locali di Londra. Purtroppo perse nel 1985 Terry, che si tolse la vita gettandosi sotto un treno a causa della sua schizofrenia paranoide.

La vita privata del Duca Bianco: fidanzate, mogli, compagne e amanti

Molti sono i fan che sono curiosi di sapere chi era David Bowie nella vita privata e sentimentale: si parla di fidanzate come Amanda Lear, si dice che abbia avuto storie con cantanti come Mick Jagger con cui è stato trovato a letto dalla moglie Angie. Ma diamo uno sguardo alla vita privata dell’artista in maniera più approfondita. La moglie, i figli e le voci riguardo il suo orientamento sessuale.

Si è sposato due volte: la prima nel 1970 con la modella, attrice e musicista Mary Angela Barnett, da cui ha avuto il primo figlio Duncan Zowie Haywood Jones, nato nel 1971.

Dal 1992 fino al 2016 la moglie di David Bowie è stata la modella somala Iman Mohamed Abdulmajid e dal matrimonio con lei ha avuto la sua seconda figlia Alexandria Zahria “Lexie”, oltre Zulekha, nata dal precedente matrimonio di Iman.

Ma le voci a proposito del suo lato più intimo erano vere? Il Duca Bianco era già famosissimo negli anni 80, faceva discutere per i suoi costumi eccentrici. La sua arte era unica ed inimitabile quando la stampa si impegnava tanto nel porgli domande private: se fosse bisessuale o meno.

Il Duca Bianco chiaramente preferiva tutelare la propria privacy ma voleva creare un personaggio immaginario durante il periodo di Ziggy Stardust. Così si divertiva nell’inventare storie riguardo la sua sfera sentimentale.

Nel 1994 poi smentì tutto sulla rivista di Rolling Stone dicendo: “…non mi sono mai sentito un vero bisessuale ma ero magnetizzato dalla scena gay underground. Era come un’altra realtà di cui volevo acquistare una quota. Questa fase durò solo fino al 1974 e morì più o meno con Ziggy. Davvero, avevo solo fatto mia la condizione di bisessuale, l’ironia è che non ero gay“.

Heroes, Space Oddity, Starman: chi è David Bowie nelle canzoni famose

I fan e tutti coloro che voglio davvero sapere chi era David Bowie, nelle sue canzoni famose e film che ha girato, cercano la sua vera identità per ricostruire biografia e vita privata.

Nel significato di canzoni famose come “Heroes”, Space Oddity e Starman cosa si nasconde e chi è il Duca Bianco ancora oggi.

La seconda qui citata, ovvero il primo singolo pubblicato l’11 luglio 1969 estratto dall’album Space Oddity, è uno dei simboli della cultura di massa che aveva raggiunto subito la quinta posizione nella classifica inglese.

È il suo secondo album, pubblicato nel 1969 dalla Philips Records e ristampato su compact disc nel 1984. Aveva definito così l’album: “È più che un disco. È un’esperienza. Un’espressione della vita come gli altri la vedono. I testi sono pieni della grandeur di ieri, dell’immediatezza di oggi e della frivolezza di domani“.

Vi è una grande ricerca vocale, melodie sinuose, strumentazione classica e caratteristiche del rock progressivo. Si può percepire anche una forte influenza musicale di Bob Dylan, lo stile dei Bee Gees, note di Simon and Garfunkel, Marc Bolan e tanto altro.

Avevano partecipato alla registrazione anche importanti musicisti dell’epoca, come il chitarrista Tim Renwick, futuro collaboratore dei Pink Floyd. Il 18 marzo 2016 Space Oddity ha avuto il titolo di disco d’oro nel Regno Unito dalla BPI. 

“Heroes”: la storia della canzone più famosa di David Bowie

Tra le migliori e più conosciute, Heroes è sicuramente la canzone che racconta non solo chi era David Bowie nella musica Rock ma anche nella vita privata, il suo pensiero.

Pubblicata nel 1977, scritta durante la sua vita berlinese, dopo aver superato un periodo di profonda crisi personale.

Rappresenta il grido disperato di un uomo in un mondo distrutto, che implora alla sua amata di restare e di non cadere mai in una vita superficiale, significato radicato in “We can be heroes, just for one day“. David ha aggiunto volutamente le virgolette al titolo per sottolineare l’assurdità del concetto romantico di eroe ed inappropriato per quell’epoca.

Bowie ha fatto registrare il brano con un arrangiamento di pianoforte, basso elettrico, chitarra ritmica e batteria, poi vi è anche la sorprendente presenza di un riff del grande chitarrista dei King Crimson Robert Fripp. Insomma, un capolavoro che inizialmente ha avuto un discreto successo solo in Europa, nonostante in Italia venisse già trasmesso dalle prime radio libere come inno dell’emancipazione sociale.

Solo a partire dal 1999 “Heroes” è stata scelta come sigla di apertura per programmi italiani (sportivi e non), come colonna sonora delle Olimpiadi di Londra nel 2012 ed ha fatto da base per diverse pubblicità internazionali.

Ha avuto un enorme successo nel Regno Unito ed in tutto il mondo anche dopo la sua morte nel 2016, scalando le classifiche (a differenza della sua uscita nel 1977). Infine, ha avuto importanti riconoscimenti entrando nel 1999 e nel 2005 fra le prime posizioni nelle classifiche musicali prestigiose a livello mondiale.

David Bowie o Ziggy Stardust? La storia e le interpretazioni di Starman

Cosa dire di Starman? Come ha portato davvero Ziggy Stardust, alle stelle? Iniziamo dicendo che il 45 giri del singolo è stato pubblicato il 14 aprile del 1972 immediatamente in tutto il mondo: dagli Stati Uniti al Sud Africa, dall’Europa al Giappone.

Il racconto di questo “uomo delle stelle”, il quale attraverso la radio entra in contatto con gli abitanti della Terra promettendo loro la salvezza del pianeta, ha davvero stregato tutti. Starman era diventata ancora più famosa grazie all’esibizione di David Bowie a Top of the Pops, trasmessa in TV il 6 luglio 1972, influenzando da allora generazioni e generazioni di artisti.

Non solo, oltre i tanti riconoscimenti e premi artistici, hanno realizzato negli anni successivi un film, fumetti e libri riguardo Starman. Nel 2016 il candidato del Partito Democratico Bernie Sanders ha utilizzato il brano per la campagna per le elezioni presidenziali negli USA.

La nascita di questo pezzo sta nel grande interesse del cantante per la giustapposizione fra il fantastico e banale, il mistico ed il quotidiano; c’è chi addirittura ha interpretato la figura di Ziggy come la seconda venuta di Cristo.

Il cantautore inglese ha spiegato poi per la rivista Rolling Stone nel 1974: “La fine viene sancita dall’arrivo degli “infiniti”. In realtà sono una sorta di buchi neri, ma gli ho dato un aspetto umano perché sarebbe stato piuttosto difficile rappresentare un buco nero in scena.. Ziggy viene avvertito in sogno dagli infiniti di annunciare l’arrivo di un uomo proveniente dalle stelle, allora lui scrive Starman. È il primo annuncio di speranza giunto alla gente, che gli si affeziona immediatamente“.

Le più belle frasi di David Bowie: chi è il Duca Bianco nelle sue canzoni
  • Quante volte cade un angelo? Quante persone mentono invece di dire la verità?” (Blackstar)
  • Perché non possiamo dare all’amore un’altra possibilità?” (Under Pressure)
  • Io, io sarò re, e tu, tu sarai la regina. Sebbene niente li porterà via, possiamo essere eroi, solo per un giorno” (Heroes)
  • E se tu mi dirai di scappare io scapperò via con te, e se mi dirai di nascondermi ci nasconderemo, perché il mio amore per te mi spacca il cuore in due” (Let’s dance)
  • Malgrado sia lontano più di centomila miglia, mi sento molto tranquillo. E penso che la mia astronave sappia dove andare” (Space Oddity)
  • C’è un uomo delle stelle che aspetta in cielo, gli piacerebbe venire e incontrarci, ma pensa che potrebbe impressionarci. C’è un uomo delle stelle che aspetta in cielo, ci ha detto di non scacciarlo, perché lui sa che ne vale la pena” (Starman)
  • Pace in terra, può esserci. Negli anni a venire, forse vedremo, vedremo il giorno di gloria, vedremo il giorno, quando gli uomini di buona volontà, vivranno in pace, vivranno in pace ancora” (Peace on earth)
  • Per me la musica è il colore. Non il dipinto. La mia musica mi permette di dipingere me stesso.
  • C’è una terra felice dove vivono solo i bambini. Loro non hanno il tempo di imparare i tuoi modi, signor Adulto” (There is a happy land)
  • Essere al sicuro è l’ultima cosa che voglio. Voglio andare a letto tutte le sere dicendo: se non dovessi più svegliarmi, posso almeno dire di avere vissuto da vivo
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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto