Obblighi del lavoratore in smart working e lavoro agile

Mario Ragone 28 Ottobre 2020

Quali sono gli obblighi del lavoratore in smart working, doveri di chi fa un lavoro agile: regole, normativa, responsabilità per assenza ingiustificata e doveri del dipendente.

Quella dello smart working è diventata ormai una pratica comune tra i dipendenti dei diversi settori d’impiego. Anch’essa è regolata da responsabilità, obblighi del lavoratore, nonché doveri a cui quest’ultimo deve assolvere praticando il lavoro agile. Diritti e doveri di azienda e lavoratore nella pratica dello smart working sono indicati in norme precise. Questa tipologia di svolgimento della propria mansione che avviene da casa e che è stata introdotta in seguito al propagarsi del Covid-19. Il Coronavirus, infatti ha comportato una rivoluzione dell’agire professionale ma non delle sue normative. La sicurezza del telelavoro è stata l’alternativa che il governo ha preferito per la tutela della salute del lavoratore.

A tal proposito cerchiamo di approfondire l’aspetto legale dello smart working con il parere dell’avvocato Michele Bonetti.

Con il supporto tecnico di quest’ultimo analizzeremo più nel dettaglio gli obblighi del lavoratore agile, soprattutto nella fattispecie in cui lo smart working è obbligatorio. Quindi, responsabilità per assenza ingiustificata e doveri del dipendente, intesi come obblighi del lavoratore. L’insieme di norme, insomma, che regolamentano questa forma alternativa di adempimento ai doveri professionali. Se è vero, infatti, che sono cambiati i connotati dell’impiego tradizionale, non lo è altrettanto, dal punto di vista legale, per ciò che ne definisce il corretto svolgimento.

Quali sono gli obblighi del lavoratore in smart working: regole e normativa del lavoro agile

Andiamo a vedere innanzi tutto quali sono gli obblighi del lavoratore in smart working e più nello specifico le regole e la normativa del lavoro agile. Questa forma alternativa di impiego è nata come esigenza generata dal Covid-19. Successivamente si è diffusa come un’autentica realtà professionale da tenere in considerazione. Molti sono i settori occupazionali che hanno utilizzato la suddetta modalità di lavoro. Tuttavia, sebbene siano mutati i contorni dell’agire lavorativo, permangono dei dubbi su alcuni suoi aspetti legali.

Proprio per questo motivo e per chiarire questi punti ci siamo rivolti alla figura di un esperto in materia, l’avvocato Michele Bonetti.

“Il lavoro agile è stato introdotto nel nostro ordinamento dalla legge n. 81 del 22 maggio 2017. La normativa prevede che per essere attivato vi è necessità di un apposito accordo con il lavoratore. L’espletamento, poi, può essere naturalmente regolarizzato anche tramite la CCNL di riferimento. Si tratta di una modalità lavorativa che non ha mai trovato una vera attuazione e che in seguito alla pandemia è stata rivalutata. Una rivalutazione sì, ma in un’ottica differente da quella contemplata nel dettato legislativo. Oggi, invece, sembra che si voglia ricondurre il lavoro agile ad una modalità di esplicazione dell’attività lavorativa differente da quella ordinaria solo per la collocazione fisica del lavoratore” – sostiene l’avvocato Bonetti –

“Gli ultimi decreti e provvedimenti emanati – prosegue – hanno previsto la possibilità di attivare il lavoro agile anche in assenza di un accordo individuale con il dipendente. Ciò al fine di rendere più snella ed efficace, in base alle straordinarie esigenze, la nuova modalità lavorativa. La finalità è quella di non incentivare gli spostamenti dalla propria abitazione. Ma è palese che qualora volessimo applicare il lavoro agile così come previsto dal legislatore, necessitiamo di una diversa visione dell’intero rapporto di lavoro”.

Lavoratore agile, assenza ingiustificata in smart working

Vediamo ora, invece, le responsabilità del lavoratore agile per assenza ingiustificata in smart working.

Esaminiamo la questione del lavoro da remoto sempre tramite il parere tecnico dell’avvocato Bonetti.

“I diritti e i doveri delle parti del rapporto sinallagmatico lavorativo non cambiano, sono solo adattate alla nuova modalità lavorativa. Pertanto qualora il lavoratore fosse assente o ponesse in essere un comportamento inopportuno o degli illeciti disciplinari si potrà sempre, da parte datoriale, perseguire gli stessi tramite le ordinarie modalità previste dall’art. 7 e ss. L. 300/1970. Il datore di lavoro potrà quindi inoltrare la contestazione disciplinare scritta. Poi, a termine del procedimento, irrogare le sanzioni che potranno andare dal biasimo orale sino all’extrema ratio del licenziamento disciplinare”.

Doveri obblighi e responsabilità del lavoratore in smart working

Ultima nota da considerare è quella legata ai doveri ed obblighi del lavoratore in smart working. Sviluppiamo i suddetti punti ancora una volta insieme all’avvocato Michele Bonetti:

“Il rapporto di lavoro in questione è regolato in base alle ordinarie modalità previste dalla legge. Ed eventualmente con condizioni particolari previste nell’accordo singolo stretto tra lavoratore ed azienda. Il lavoratore agile ha i medesimi diritti che avrebbe se svolgesse le medesime mansioni presso la sede aziendale. Ciò fatto salvo l’applicazione di istituti non connessi alle mansioni lavorative. Sono ovviamente esclusi quegli istituti connessi alle modalità classiche di resa della prestazione: es. buoni pasto, indennità di mensa etc. In altre parole il lavoratore in smart working ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello praticato. Questo anche sulla base dei contratti collettivi, ai colleghi che svolgono le medesime mansioni all’interno dell’azienda”.

© Riproduzione Riservata
avatar Mario Ragone Sono Mario Ragone, redattore web con formazione in Comunicazione Audiovisiva e Mediale. Ho grande passione per il Social Marketing e l'informazione a 360°. Mi occupo, infatti, di argomenti di vario tipo che spaziano dalla Cultura come Cinema e Televisione all'Economia, dalla Medicina allo Sport fino al mondo di motori. Penso che avere un'idea su molteplici tematiche della nostra vita, ci permette di passare dall'una all'altra con grande versatilità mentale, una condizione questa che rende una persona libera nell'esprimersi, senza farsi fuorviare o condizionare. Capacità critica di discernimento ed autonomia di pensiero sono per me gli unici due elementi che ci rendono realmente liberi dalla schiavitù dell'ignoranza. Approfondisco le mie rubriche con intervento di esperti e professionisti del settore di cui scrivo. Leggi tutto