Significato paucisintomatici: cosa vuol dire e differenze con asintomatici

Martina Sapio 25 Novembre 2020

Ecco qual è il significato paucisintomatici Covid-19: cosa vuol dire, cosa significa in campo medico, quali sono i sintomi e le differenze con gli asintomatici.

Spesso nel corso di questa epidemia abbiamo sentito parlare di paucisintomatici, ma il significato di questa parola, cosa vuol dire effettivamente in campo medico e qual è la differenza con gli asintomatici, non tutti lo sanno.

Eppure sapere paucisintomatico cosa significa, conoscere queste definizioni è fondamentale, poiché i vari DPCM impongono regole di quarantena differenziate a seconda del tipo e dell’estensione dell’infezione. Non tutti i soggetti che contraggono il SARS-CoV-2 manifestano gli stessi sintomi. Ci sono persone che li manifestano in maniera acuta, e il loro aggravamento può portare anche al ricovero in ospedale. Parallelamente, ci sono persone che li sviluppano all’opposto in maniera lieve, ma non nulla.

Ed ecco, quindi, cosa vuol dire paucisintomatico. In questi casi, infatti, l’infezione è evidente ma i sintomi non sono gravi. Tra queste persone e gli asintomatici intercorre una rilevante differenza, che si sostanzia nel fatto che gli asintomatici non manifestano alcun sintomo dell’infezione, né atipico né caratteristico. Conoscere il significato di paucisintomatici è di particolare importanza soprattutto per i bambini ed in generale per i ragazzi; i loro sintomi, infatti, sono spesso lievi e per questo difficili da identificare come manifestazione del Covid.

La vicenda di questi soggetti non è famosa come quella dei sintomatici e degli asintomatici, che occupano le prime pagine dei giornali per un motivo o per un altro, ma è altrettanto rilevante. Questi soggetti, infatti, soffrono e manifestano sintomi da lievi a moderati. Vediamo allora cosa significa effettivamente questa espressione.

Analizziamo chi sono i pazienti Covid con pochi sintomi e come gli esperti li definiscono in senso propriamente scientifico.

Significato paucisintomatici: cosa vuol dire scientificamente ed etimologia del termine

Il significato di paucisintomatici è da ricercare nella sua etimologia, fondamentale per capire a quali soggetti ci si riferisce, e qual è il suo attuale significato in campo medico-sanitario.

La parola significa letteralmente poco sintomatici, dal latino pauci, poco; utilizziamo questo aggettivo per indicare la scarsità di sintomi con cui si manifesta una determinata malattia o condizione anomala. Attenzione però, bisogna operare una premessa ed una distinzione fondamentale.

I paucisintomatici sono soggetti che hanno contratto il Coronavirus, che è in realtà una vera e propria famiglia di virus. Solo nel linguaggio comune, infatti, si utilizza questo termine per riferirsi a quel virus specifico che si è diffuso nel 2019. Queste persone non hanno però sviluppato i sintomi gravi dell’infezione, che scientificamente si chiama invece Covid-19. Chi manifesta pochi sintomi, quindi, non è “meno malato” di chi li manifesta; l’infezione è visibile, il Coronavirus si replica ma non dà vita a manifestazioni che richiedono il ricovero in ospedale.

In campo medico, si dice che una malattia decorre in maniera paucisintomatica quando non produce sintomi di rilievo. Può addirittura passare del tutto inosservata o essere confusa con altre patologie. La manifestazione dei sintomi lievi è un passaggio obbligato per molte patologie, ma per il Covid può essere anche un modo di essere che perdura fino a quando non si guarisce.

Chiarita l’etimologia e il significato di paucisintomatici, veniamo ora alla differenza con gli asintomatici e gli altri tipi di manifestazione del Covid-19.

Differenze tra paucisintomatici, presintomatici e asintomatici

Ma quali sono le differenze tra i vari modi di sviluppo e manifestazione del Covid-19? Ecco spiegato il significato di paucisintomatici e la loro differenza con i presintomatici e gli asintomatici.

In ogni caso, in tutti i casi elencati bisogna prendere delle precauzioni. Tutti i soggetti contagiati dal Coronavirus, infatti, indipendentemente dalla manifestazione dei sintomi e dalla loro gravità, possono contagiare qualcun’altro.

Detto questo, passiamo ad analizzare i sintomi e le differenze tra paucisintomatici, presintomatici ed asintomatici. I primi sono quei soggetti che manifestano pochi e lievi sintomi del Covid, che possono spesso essere confusi con quelli di un comune raffreddore.

Si parla di qualche colpo di tosse, una febbre leggera, naso che cola, qualche piccolo problema gastrointestinale e brividi di freddo. Alcuni possono sperimentare la perdita del gusto o dell’olfatto, dolori muscolari e un generale senso di stanchezza.

Gli asintomatici sono comunque soggetti che hanno contratto la malattia. Ma, a differenza di altri, non sviluppano nessun sintomo dell’infezione. Questi però sono ancora, ed è bene ricordarlo, contagiosi. Possono essere infatti i più pericolosi, proprio nella misura in cui possono non accorgersi di essere malati.

Al contrario, i pauci sintomatici sono quei soggetti che hanno contratto il virus ma che sono ancora in fase di incubazione. L’incubazione è la fase iniziale della malattia. Va dal momento in cui si viene contagiati a quello in cui appaiono i sintomi, e dura in genere cinque o sei giorni. In generale la maggior parte dei malati di Coronavirus diventano effettivamente contagiosi solo con il manifestarsi dei sintomi. Tuttavia l’Organizzazione mondiale della sanità ha affermato che il virus si può trasmettere anche quando è ancora nella fase di incubazione. È necessario, per questo, stare molto attenti.

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avatar Martina Sapio Studentessa di Giurisprudenza alla Federico II di Napoli, scrivo per la sezione Attualità e vedo nel giornalismo il modo migliore di mettere in pratica le mie conoscenze.Ho sempre amato scrivere così come ho sempre amato informarmi sul mondo che mi circonda, sul suo modo di cambiare e di evolversi. Per questo ho deciso di iniziare ad esplorare questo mondo.Capire da quali meccanismi è mossa la nostra società. Mi interesso in particolar modo di politica e di tematiche economiche, sia di carattere nazionale che internazionale, di come queste costanti influenzino tutti noi.Nello scrivere cerco di essere quanto più diretta e chiara possibile: un lavoro di ricerca e di rifinitura che ha come obiettivo la sola, vera informazione. Leggi tutto