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Reati contro la pubblica amministrazione: quali sono e cosa fare

Flavia de Durante 25 Luglio 2022
F. d. D.
13/08/2022

Sintesi e PDF reati contro la pubblica amministrazione, quali sono e spiegazione dell'Avvocato: condanne, pene e come denunciare, ecco cosa c'è da sapere.



Reati contro la pubblica amministrazione, quali sono e come denunciarli, quali condanna e pene: ecco tutto ciò che c’è da sapere, con sintesi e spiegazione dell’Avvocato Cacciatore.

Innanzitutto, è bene precisare che nell’ambito dei reati contro la P.A., sono individuabili due possibili tipologie: alla prima appartengono gli illeciti compiuti e subiti all’interno dell’istituzione stessa. Alla seconda tipologia appartengono gli illeciti compiuti dal cittadino (privato) ai danni della P.A.

Ma chi sono i diretti interessati funzionari dello Stato o le istituzioni/cittadini che possono compiere questi reati? Parliamo, in sostanza, di:

  • delitti commessi dai pubblici ufficiali e dagli incaricati di pubblico servizio;
  • delitti commessi da privati cittadini.

In ogni caso, i reati contro la Pubblica Amministrazione rappresentano una categoria di delitti particolarmente gravi, disciplinati dal Libro II, Titolo II del codice penale. Ma di che illeciti si tratta? Parliamo di concussione, peculato, corruzione, ad esempio, tra i peggiori delitti contro la Pubblica Amministrazione, che lo Stato si impegna a contrastare con diverse misure.

Approfondiamo, dunque, quali sono i reati contro la Pubblica Amministrazione, schema, sintesi e come vengono puniti grazie alla spiegazione dell’Avvocato Cecchino Cacciatore e del Dott. Costantino Luciano.

Quali sono i reati contro la pubblica amministrazione: elenco PDF, schema e sintesi

Prima di approfondire spiegazione e schema dei reati contro la pubblica amministrazione, quali sono e come vengono puniti, scarica qui l’elenco e la sintesi completa in PDF.

“Per reati contro la Pubblica Amministrazione si intende fare riferimento a quell’aggregato di norme incriminartici che mirano a tutelare il bene-valore giuridico del “buon funzionamento” e della “imparzialità” della PA; quest’ultima quale (sia pur nella necessariamente parziale definizione) come apparato di enti pubblici che concorrono al funzionamento ed alla gestione dello Stato nelle materie di sua competenza.”- Principia l’Avv.Cacciatore.-

“Più in particolare, i delitti contro la PA sono elencati nel Titolo II del Libro II del codice penale. Nel voler offrire al presente contributo una idea di sistema, va osservato che essi vengono codicisticamente ripartiti in “delitti dei pubblici ufficiali contro la PA” (Capo I); e “delitti dei privati contro la PA” (Capo II).”

“Prima di delineare le caratteristiche essenziali dei due sotto aggregati, i delitti più significativi del Capo I sono: peculato, concussione, corruzione, induzione indebita; istigazione alla corruzione ed abuso d’ufficio. Quelli del Capo II maggiormente significativi sono: violenza o minaccia, resistenza e oltraggio a un pubblico ufficiale; traffico d’influenze illecite, esercizio abusivo di una professione; turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.” Continua l’Avvocato, che in un breve riassunto dei reati contro la pubblica amministrazione, piega quali sono i principali.

Delitti contro la PA: distinzione e tipologie

“Circa le caratteristiche essenziali dei reati di cui al Capo I, va innanzi tutto osservato che essi sono giuridicamente riconosciuti come “reati propri”. Sono anche detti “di aggressione interna alla PA” nella misura in cui, ai fini della integrazione degli stessi, il soggetto attivo deve necessariamente rivestire la qualifica soggettiva di pubblico ufficiale. O, anche, di incaricato di pubblico servizio. Le norme definitorie in merito sono contenute negli artt. 357 e 358 c.p.”- Fanno sapere gli avvocati, spiegando le tipologie di reati contro la pubblica amministrazione.-

“In particolare, l’art. 357 definisce il pubblico ufficiale, agli effetti della legge penale, come colui il quale esercita una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa; la funzione amministrativa è pubblica; nonché disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi; e caratterizzata dalla manifestazione della volontà della pubblica amministrazione; o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi.”

“Ai sensi dell’art. 358 c.p., è considerato incaricato di pubblico servizio colui il quale, a qualunque titolo, presta un pubblico servizio. Da intendersi, quest’ultimo, come un’attività disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione. Ma caratterizzata dalla mancanza dei poteri tipici di essa con esclusione dello svolgimento di semplici mansioni di ordine; nonché della prestazione di opera meramente materiale.”- Puntualizzano i legali Cacciatore e Luciano.-

“Nonostante l’apparente chiarezza normativa, la giurisprudenza, a partire dalle Sezioni Unite Delogu del 1992, ha progressivamente dilatato le maglie definitorie di “pubblico ufficiale”; nonché di “incaricato di pubblico servizio”.”

“Ha aderito ad una concezione di stampo oggettivistico-funzionale secondo cui, ad onta della formale appartenenza ad un ente pubblicisticamente connotato, bisogna guardare l’attività concretamente svolta dal soggetto; onde verificare se lo stesso eserciti una funzione pubblica od un pubblico servizio.”

Come denunciare i reati contro la pubblica amministrazione

Come si denunciano i reati contro la pubblica amministrazione e quali sono le pene previste? Cosa fare per denunciare questi illeciti?

“Il meccanismo di emersione dei delitti contro la pubblica amministrazione è quello ordinario. (di cui al Titolo II del Libro V del codice di procedura penale.) Dunque, chiunque viene a conoscenza di una notizia di reato può denunciare presso l’Autorità giudiziaria. Mentre, in capo ai pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio, sussiste un vero e proprio obbligo, penalmente sanzionato, di denunciare un reato di cui abbiano avuto conoscenza nell’esercizio o a causa delle loro funzioni.“- Affermano gli avvocati, che spiegano cosa fare in caso di reati contro la P.A.-

“Va pure osservato che i delitti contro la pubblica amministrazione sono quelli caratterizzati dalla più alta “cifra oscura”. Ovverosia la differenza tra reati concretamente commessi ed effettivamente denunciati.”

“Al fine di erodere la richiamata “cifra oscura” e favorire, conseguentemente, la emersione di questi gravi reati, il legislatore è intervenuto con peculiari meccanismi. In tal senso depone, infatti, l’art. 323 ter c.p., introdotto con la legge 9 gennaio 2019, n. 3 (cd. Spazzacorrotti). Questa prevede che se l’autore del reato, prima di avere notizia che nei suoi confronti sono svolte indagini e, comunque, entro quattro mesi dalla commissione del fatto, lo denuncia volontariamente e fornisce indicazioni utili e concrete per assicurare la prova del reato, nonché per individuare gli altri responsabili, non sarà punibile.”

“Meritevole di attenzione, infine, nell’ambito delle dinamiche interne agli uffici, è l’art. 54 bis d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165 (cd. Testo Unico del Pubblico Impiego); rubricato “tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti” (cd. whistleblower). Con quest’ultimo termine, in particolare, si intende fare riferimento al dipendente pubblico che segnala illeciti di interesse generale.”

“Non di interesse individuale di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, al responsabile della prevenzione alla corruzione, ovvero all’ANAC. Ovvero, ancora, all’Autorità Giudiziaria. Si tratta di una complessa procedura volta a preservare, almeno nella fase iniziale, l’identità del segnalante.”

“Più in particolare, nel procedimento penale l’identità non è ostensibile nella fase già coperta dal segreto istruttorio. Nel procedimento disciplinare, invece, qualora la contestazione sia fondata, la segnalazione sarà utilizzabile ai fini del procedimento disciplinare solo in presenza di consenso del segnalante alla rivelazione della sua identità.”

Complicità nei delitti contro la pubblica amministrazione e pene

In che modo, secondo la legge, vengono puniti coloro che compiono reati contro la pubblica amministrazione ed eventuali complici?

“I delitti contro la Pubblica Amministrazione, ed in particolare quelle di cui al capo I, prevedono pene edittali estremamente significative. Basti pensare alla forbice edittale della “concussione”, che va dai 6 ai 12 anni. O della corruzione per l’esercizio della funzione (3 a 8). O, ancora, della corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio (6 a 10).”

“Circa la logica puniva per i concorrenti va osservato che la “par condicio conctractualis” giustifica una equiparazione punitiva. Tale trattamento avviene per il tramite dell’art. 321 c.p. il quale prevede che le pene previste per il pubblico ufficiale “si applicano anche a chi dà o a chi promette al pubblico ufficiale od incaricato di pubblico servizio denaro o altra utilità”.”- Spiegano i due avvocati.-

“Più basse, ma ugualmente significative, le pene previste nell’ambito dei delitti di cui al capo II. In particolare spicca, per ampiezza, la forbice edittale della “turbata libertà degli incanti”; e della “turbata libertà di scelta del contraente”: da 6 mesi a 5 anni.”

© Riproduzione Riservata
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Flavia de Durante Laureata in Lettere Moderne con il massimo dei voti all'Università degli studi di Salerno. Da sempre amante della lettura, mi diletto a scrivere sin dalla prima adolescenza. Mi interessa esplorare il mondo circostante in tutte le sue sfumature ed in particolare l'animo umano e i rapporti interpersonali. I temi che maggiormente mi interessano sono quelli legati alla cultura, alla storia, al costume, all'ambiente, all'attualità. Vedo nel settore del giornalismo non solo la possibilità di trasmettere dati ed informazioni, ma anche una grande opportunità di acquisire nuove e varie conoscenze. La curiosità e la voglia di sapere sono i motori principali che mi hanno spinto a intraprendere questo percorso. Leggi tutto