• De Leo
  • Falco
  • Bonetti
  • Tassone
  • di Geso
  • Alemanno
  • Cocchi
  • Bonanni
  • Romano
  • Santaniello
  • Boschetti
  • Dalia
  • Gnudi
  • Carfagna
  • Antonucci
  • Pasquino
  • Andreotti
  • Leone
  • Barnaba
  • Napolitani
  • de Durante
  • Rinaldi
  • Crepet
  • Mazzone
  • Buzzatti
  • Liguori
  • Coniglio
  • Paleari
  • Romano
  • Casciello
  • Califano
  • Gelisio
  • Grassotti
  • Valorzi
  • Catizone
  • Chelini
  • Algeri
  • Ward
  • Cacciatore
  • Meoli
  • Quaglia
  • De Luca
  • Bruzzone
  • Baietti
  • Rossetto
  • Scorza
  • Ferrante
  • Miraglia
  • Quarta

Lauree STEM: cosa sono e quali sono gli sbocchi lavorativi

Redazione Controcampus 18 Maggio 2026
R. C.
24/07/2026

Cosa significa lauree STEM: cosa sono e quali sono gli sbocchi lavorativi di una laurea di questo tipo.

Scegliere un percorso accademico orientato verso le lauree STEM significa investire in ambiti che costituiscono il pilastro dell’attuale sistema economico globale. Queste discipline, caratterizzate da una crescita costante, offrono prospettive di carriera solide e vantaggiose per i giovani che si affacciano al mercato del lavoro. Comprendere appieno il significato di questo acronimo è il primo passo per orientarsi tra le opportunità professionali più promettenti.

L’acronimo STEM racchiude le iniziali di Science, Technology, Engineering e Mathematics. Nato nei primi anni duemila durante un convegno negli Stati Uniti per segnalare una carenza di preparazione scolastica in tali ambiti, il termine si è rapidamente diffuso a livello internazionale. Oggi identifica le scienze esatte e naturali, rappresentando un punto di riferimento per chi desidera acquisire competenze tecniche di alto profilo, richieste con urgenza dalle imprese moderne.

In Italia, il Ministero dell’Università e della Ricerca definisce con precisione quali corsi rientrano in questo raggruppamento. Sono state previste anche delle linee guida.

Metodologia didattica e approccio interdisciplinare nelle discipline STEM

Ma quali sono le Lauree STEM oggi in Italia? L’elenco include, tra gli altri, i gruppi di architettura e ingegneria, le scienze chimico-farmaceutiche, la statistica, le aree geo-biologiche, i corsi di nutrizione umana, la diagnostica per la conservazione dei beni culturali e svariate branche scientifiche. In sintesi, un profilo professionale di questo tipo spazia dalla biotecnologia all’informatica, dalla geofisica alla meccanica industriale, garantendo versatilità e competenze specialistiche.

Le discipline STEM non si limitano a definire un insieme di materie, ma promuovono un metodo di insegnamento specifico che mira a colmare il divario tra la teoria accademica e l’applicazione pratica. L’approccio didattico è strutturato per integrare nozioni provenienti da ambiti diversi, creando un focus interdisciplinare che rispecchia le dinamiche operative riscontrabili nel mondo del lavoro e nella quotidianità. Gli studenti sono incoraggiati a confrontarsi con problemi reali, utilizzando tecnologie avanzate e lavorando costantemente in team.

Questo modello formativo predilige attività di laboratorio, la costruzione di modelli, la sperimentazione diretta e la risoluzione di casi complessi, superando la tradizionale lezione frontale. La necessità di evoluzione ha portato anche alla nascita di varianti come la sigla STEAM, che integra le arti (Arts), o STREM, che pone l’accento sulla robotica. Questa flessibilità didattica permette di adattare il percorso di studi alle nuove esigenze tecnologiche, garantendo che le competenze acquisite siano sempre allineate con le richieste del settore produttivo. L’università diventa, in quest’ottica, un ambiente dove le competenze vengono erogate in modo coerente con il loro utilizzo professionale, favorendo una transizione più fluida verso l’impiego lavorativo. La collaborazione tra studenti è un elemento cardine, poiché simula le interazioni necessarie in contesti aziendali complessi, dove la capacità di integrare conoscenze tecniche diverse è spesso il fattore determinante per il successo di un progetto innovativo.

La carenza di profili qualificati e le strategie per il futuro

L’accelerazione digitale sta trasformando radicalmente il mercato del lavoro, generando una domanda di professionisti scientifici che supera di gran lunga l’offerta attuale. In Italia, la situazione appare critica: secondo l’Osservatorio delle Competenze Digitali, metà delle imprese italiane fatica a reperire personale adeguato, con picchi che superano il 60% nei settori ingegneristico e IT. Le stime di Confindustria indicano il fabbisogno di oltre due milioni di nuovi esperti nei prossimi cinque anni, un numero che mette in luce l’urgenza di un intervento strutturale.

Il sistema formativo nazionale sconta un ritardo evidente rispetto ai partner europei. I dati Eurostat del 2022 evidenziano che solo il 16% dei laureati italiani proviene da percorsi STEM, contro una media europea del 22%, toccando vette del 28% in Germania e del 25% nel Regno Unito. Per invertire questa tendenza, diverse nazioni hanno adottato strategie mirate. La Germania funge da modello, avendo implementato programmi di orientamento precoce nelle scuole superiori, progetti di mentoring per favorire l’inclusione femminile e collaborazioni sinergiche tra atenei e aziende. Per l’Italia, colmare questo divario richiede un impegno collettivo che coinvolga istituzioni, mondo accademico e imprese, al fine di allineare la formazione alle reali necessità produttive. Solo attraverso una visione di sistema sarà possibile sostenere la competitività nazionale e preparare i talenti necessari a guidare l’innovazione tecnologica dei prossimi anni, rendendo il percorso di studi scientifico più accessibile e attrattivo per le nuove generazioni.

Specializzazione online e sbocchi professionali nel mercato attuale

La formazione a distanza rappresenta una soluzione efficace per chi intende specializzarsi in ambiti scientifici senza interrompere la propria attività lavorativa. Università telematiche come UniCusano permettono di seguire lezioni in modalità asincrona, eliminando i costi e le tempistiche legati agli spostamenti. Il Percorso Eccellenza, applicato ad esempio a Ingegneria Informatica, introduce innovazioni metodologiche come la suddivisione degli esami in esoneri e l’affiancamento di un mentore personale, facilitando un apprendimento più profondo e meno frammentato. Questa flessibilità non sacrifica la qualità, ma offre un vantaggio competitivo a chi lavora.

Opportunità lavorative per laureati alle lauree STEM

Le opportunità lavorative per i laureati STEM sono ampie, spaziando dall’automotive alla finanza, fino all’intelligenza artificiale e alla data science. I dati ISTAT 2023 confermano un tasso di occupazione dell’85,7% per questi laureati, che sale all’88,7% per settori specifici come l’informatica. Le posizioni sono spesso altamente qualificate, garantendo retribuzioni superiori del 16% rispetto alla media nazionale.

Ad esempio, un ingegnere può aspettarsi stipendi lordi annui tra i 38 e i 40 mila euro, mentre un progettista software si colloca tra i 33 e i 34 mila euro. Nonostante il successo occupazionale, persiste un divario di genere: le donne rappresentano una quota minoritaria, specialmente nell’informatica, dove le laureate sono solo il 9,7%. È fondamentale incentivare la partecipazione femminile in settori come la sicurezza informatica, l’aerospaziale e la ricerca scientifica.

Le professioni più richieste includono programmatori, analisti di dati, ingegneri gestionali, chimici, fisici e tecnici specializzati nelle energie rinnovabili. Scegliere un percorso scientifico oggi equivale a posizionarsi in un segmento del mercato del lavoro caratterizzato da alta domanda e stabilità, rendendo la scelta della facoltà un momento cruciale per il proprio futuro professionale.

© Riproduzione Riservata
© Riproduzione Riservata
Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics). I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto