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Lauree STEM: quali sono, elenco Miur e tasso di occupazione

Flavia de Durante 30 Marzo 2022
F. d. D.
20/05/2022

Significato lauree STEM, quali sono e quali le più richieste, statistiche MIUR, dati relativi a studenti maschi e femmine: sbocchi occupazionali ed elenco delle facoltà in PDF.



In Italia le lauree STEM più richieste non tutti le conoscono. Ma prima di approfondire quali sono i titoli con tasso di occupazione più elevato, bisogna chiarire il significato di questa sigla relativa al mondo universitario. Si tratta di un acronimo inglese che racchiude gli indirizzi di studio degli ambiti accademici e lavorativi di Science, Technology, Engineering e Mathematics. 

In sintesi, quindi, si racchiudono nel gruppo STEM quegli studi e occupazioni volti a trovare e individuare il gruppo delle scienze, quello tecnico-matematico, quello ingegneristico. L’avanguardia e l’aggiornamento, nonché la ricerca, sono alla base dello sviluppo di questo settore.

In Italia, così come in tutta Europa, sempre maggiormente aumenta il quantitativo di studenti che si mostra interessato e amante di questi percorsi di studio. A testimonianza di ciò, vi sono numerosi dati. A laurearsi ogni anno in questi settori, ad esempio, è circa il 25-30% dei laureati sull’intero territorio nazionale.

E i numeri registrati nell’ultimo quinquennio non si limitano a queste analisi “superficiali”. Come vedremo, le lauree in discipline scientifiche, dettagliate poi nell’elenco lauree STEM del Miur, aprono numerose porte su vari sbocchi lavorativi. In più, sembrano garantire uno stipendio da più di 1500/1600 euro mensili. Stando alle statistiche MIUR, inoltre, questi studenti una volta laureati, possono vantare un alto tasso di occupazione: si tratta, infatti, circa del 90%! Un numero che riesce a dare davvero molta speranza!

Analizziamo dunque il significato di lauree STEM e quali indirizzi ne fanno parte secondo l’elenco MIUR, soffermandoci sui dati emersi dagli ultimi rapporti sul profilo e sulla condizione occupazionale dei laureati.

A parlarcene, anche il Professore Raimondo Pasquino, già rettore e docente alla facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Salerno.

Significato di lauree STEM: cosa sono, quali sono gli sbocchi occupazionali ed elenco Miur in PDF

Prima di presentare l’elenco di lauree STEM più richieste, focalizziamo l’attenzione sul significato e sulle statistiche relative alla macroarea di studi e occupazioni.

Con questo acronimo si intendono le università e gli ambiti lavorativi relativi al settore matematico, tecnico-ingegneristico e scientifico.

Puoi scaricare qui il documento con l’elenco completo degli indirizzi universitari segnati dal MIUR.

Visto significato ed elenco, quanti e chi sono i laureati STEM, a cosa possono ambire come percorso lavorativo?

Innanzitutto, le lauree possono essere di 1° e 2° livello. C’è da riconoscere, comunque, che i laureati di primo livello proseguono (il 58,6% circa) la formazione. A questo proposito, secondo quanto riportato dal MIUR, tra i laureati di secondo livello è estremamente eterogeneo ma diffuso l’impegno in attività formative post-laurea.

Dopo cinque anni dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione di questi laureati è complessivamente pari all’89,3%. Il settore sembra essere diviso in modo disomogeneo, ad oggi, tra studenti uomini e donne. Infatti, il tasso di occupazione per gli uomini è  circa il 92,5%; per le donne, invece, a parità di titolo, l’85,0%.

Quali sono i settori più “forti”? Sicuramente i gruppi economico-statistici (94,8%) e ingegneria (94,6%). Fortunatamente per chi sceglie di intraprendere questa strada, la possibilità di trovare uno sbocco lavorativo è estremamente ampia  e varia. Il mondo del lavoro di base tecnico-scientifica è costantemente in movimento e alla ricerca di risposte. Per questo, le specializzazioni e le sempre nascenti figure professionali sono numerose.

Laureati STEM donne e uomini: differenze e soluzioni

Esiste un “gender gap” tra laureati maschi e laureate donne nelle lauree STEM in Italia e negli sbocchi occupazionali da esse offerte.

Tra i laureati è più elevata infatti la componente maschile. Parliamo, all’incirca, del 60%. Andando più in profondità, inoltre, si scopre che la componente maschile è elevata in particolare tra i gruppi ingegneria (74,0%). A seguire, il campo scientifico (68,4%). Al contrario, fortunatamente per il mondo femminile, le donne lavoratrici sono numericamente in vantaggio nei settori geo-biologico, chimico-farmaceutico e architettura.

“In passato vi era la convinzione che le lauree STEM fossero prevalentemente per gli uomini. Ad oggi, fortunatamente, questo pensiero sembra essere cambiato. Basti pensare ad ingegneria, che prima era frequentata e scelta quasi esclusivamente da maschi: ad oggi c’è un rapporto studenti-studentesse di quasi il 50%.”- afferma il prof. Pasquino.-

“Ciò che noto, fortunatamente, è che le studentesse, in particolare, sono sempre più motivate. Trovo che siano determinate anche a distruggere i costrutti sociali legati all’idea che la donna abbia meno possibilità di studiare in questi ambiti.“- Afferma il professore.-

Tornando ad alcuni dati, sembra che da un punto di vista meramente accademico, i laureati  presentino, in media, un voto di laurea che si aggira attorno al 102,4; e che, inoltre, le lauree tecnico-scientifiche siano concluse, su base nazionali, in tempi più lunghi rispetto a quelle NON-STEM in Italia.

Comunque, in Italia lauree STEM da donne conseguite, sono quelle che presentano un voto medio di laurea più alto (all’incirca 103 di media nazionale). Oltre a ciò, seppur con vita più difficile una volta nel mondo del lavoro, sono proprio le studentesse a rappresentare quella fetta di laureati che conclude il percorso di studio nei tempi previsti.

“La differenza della considerazione che si può avere dello studente o della studentessa sta nelle possibilità e nell’opinione sociale.

Divario lauree STEM soprattutto al sud: come risolvere il problema

Non è assolutamente vero che questo tipo di lauree sia più semplice per l’uomo e meno per la donna! Anzi! Però, psicologicamente sembra che questi indirizzi “pesino” di più sulla ragazza. Specialmente al sud italia.”– Spiega l’ex rettore Raimondo Pasquino -.

“Come risolvere questo gap? Purtroppo non è semplice, ma i numeri degli studenti maschi e femmine indicano una presa di consapevolezza sempre maggiore del tempo: si sta comprendendo che le STEM sono e devono essere aperte a tutti, allo stesso modo.”- Fa sapere il docente, prima di concludere. -“Al nord Italia, nella maggior parte dei casi, questo divario è quasi completamente superato. Certo, per fare un discorso nazionale, si dovrebbe oltrepassare soprattutto la questione delle tempistiche.”

“Di fatti, nella maggior parte dei casi, ciò che spaventa le studentesse è proprio il numero di anni che caratterizza i percorsi di questa tipologia. Più lunghi, in linea di massima, dei percorsi umanistici, gli STEM in passato anche per questo erano scelti prevalentemente da maschi. Io credo che non bisogna soffermarsi troppo esclusivamente sul tempo. Bisogna bensì pensare alle possibilità lavorative. E ogni studentessa può avere ottime opportunità dopo la laurea, proprio come uno studente.”

Purtroppo, però, il gender gap persiste nel mondo STEM, specialmente sul lavoro. Terminata l’Università, infatti, in Italia sembra che gli stipendi non siano affatto equi tra lavoratori maschi e femmine. Secondo quanto riportato in merito dall’Osservatorio Talents Venture, “le migliori performance accademiche delle donne sembrano non essere premiate né al livello occupazionale né salariale. Gli uomini guadagnano circa il 25% in più delle donne, potendo contare su uno stipendio di € 1.699 contro i € 1.375 delle ragazze”.

© Riproduzione Riservata
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Flavia de Durante Laureata in Lettere Moderne con il massimo dei voti all'Università degli studi di Salerno. Da sempre amante della lettura, mi diletto a scrivere sin dalla prima adolescenza. Mi interessa esplorare il mondo circostante in tutte le sue sfumature ed in particolare l'animo umano e i rapporti interpersonali. I temi che maggiormente mi interessano sono quelli legati alla cultura, alla storia, al costume, all'ambiente, all'attualità. Vedo nel settore del giornalismo non solo la possibilità di trasmettere dati ed informazioni, ma anche una grande opportunità di acquisire nuove e varie conoscenze. La curiosità e la voglia di sapere sono i motori principali che mi hanno spinto a intraprendere questo percorso. Leggi tutto