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27 aprile 2014

Primo Maggio 2014: Concerto Roma primo maggio, scaletta e cantanti

Francesco Saverio Caruso

Concerto Primo Maggio 2014 a Roma: ecco la scaletta cantanti e le info ufficiali sul concertone. Ecco inoltre i nostri consigli su cosa fare e dove andare il primo maggio 2014 e il Meteo in tutte le piazze

Primo Maggio 2014

Primo Maggio 2014

Primo Maggio 2014. Festa dei lavoratori e Concerto del primo maggio secondo Francesco Saverio Caruso.

“Effettivamente si è perso sempre di più il senso di questo appuntamento, soprattutto in Italia, dove ormai i sindacati hanno lasciato il campo e ridotto il primo maggio ad una kermesse musicale in piazza”.

Intervista esclusiva sul Primo Maggio 2014 all’ex deputato di Rifondazione Comunista e leader del Movimento No Global del meridione Francesco Saverio Caruso.

Concerto primo maggio 2014 Roma

Anche quest’anno, come di consueto, presso la suggestiva Piazza San Giovanni in Laterano, andrà in scena l’ormai storico concerto del primo maggio, uno degli eventi musicali primaverili più graditi dal popolo italiano. Dal 1990, la kermesse musicale, patrocinata dalle tre confederazioni sindacali italiane (Cgil, Cisl e Uil), rappresenta uno spunto di riflessione su tematiche inerenti al mondo del lavoro.
Il tema artistico del primo maggio 2014 sarà: “Le nostre storie. Accordi e disaccordi delle nostre radici, della nostra memoria e del nostro domani”.

Concerto primo maggio 2014 Roma: scaletta cantanti e nomi ufficiali

Conduttori e Artisti Primo Maggio

Conduttori e Artisti Primo Maggio

Di recente, gli organizzatori del concertone del primo maggio 2014 hanno annunciato i nomi degli artisti e dei cantanti che saliranno sul palco allestito ai piedi della maestosa, sublime ed eterea Basilica di San Giovanni in Laterano.

Ad illuminare gli animi degli spettatori del primo maggio (salvo variazioni dell’ultima ora) gli artisti e cantanti che si esibiranno al concertone saranno:

  • Piero Pelù,
  • Clementino,
  • Rocco Hunt,
  • Tiromancino,
  • Modena City Ramblers,
  • P-Funking Band,
  • Bandabardò, Pertubazione,
  • Francesco Di Bella,
  • Brunori Sas,
  • Enrico Capuano,
  • Crifiu, Taranproject con Daniele Ronda,
  • Levante, Alberto Bertoli,
  • 50 sax del Conservatorio Santa Cecilia
  • I 3 finalisti dell’1MFestival 2014.

A rimpinguare il già folto parterre di stelle e ad omaggiare la storia del nostro Paese saranno inoltre i giornalisti Aldo Cazzullo, Federica Sciarelli e Carlo Petrini e i comici Nino Frassica e Max Paiella.

La maratona musicale, progettata da Marco Godano, con la regia di Cristian Biondani, sarà condotta dal regista e attore Edoardo Leo, dall’affascinante giornalista Francesca Barra e dall’irriverente Dario Vergassola e andrà in onda, come ogni anno, il primo Maggio 2014 su Rai Tre dalle 15:00 alle 19:00 (prima parte) e dalle 20:00 alle 24:00 (seconda parte).

Il Concerto Primo Maggio è una manifestazione agognata da migliaia di giovani. Un evento culturale all’insegna del relax, della goliardia, dei divertissements pascaliani e delle riflessioni social-politiche. Il Primo Maggio, infatti, è la giornata internazionale dei lavoratori.

Primo Maggio Festa dei Lavoratori: origini e significato

Festa dei Lavoratori

Primo Maggio Festa dei Lavoratori

La giornata del primo maggio, affonda le proprie radici storico-culturali nella sanguinosa rivolta di Haymarket del Primo Maggio 1886, durante la quale, a causa dello scoppio di una bomba, persero la vita 8 poliziotti e diversi operai.

Quel primo maggio, nella splendida città di Chicago, i sindacati organizzarono una manifestazione, uno sciopero generale finalizzato alla riduzione delle ore lavorative da 12 ad 8. In precedenza, nel 1884, la Federation of Organized Trades and Labor Unions aveva dichiarato che, dal primo maggio dell’86, i lavoratori di Chicago avrebbero dato vita a scioperi e picchetti, se le fabbriche non avessero accolto di buon grado la proposta di ridurre le ore di lavoro giornaliero. Purtroppo, i padroni non accettarono tali pretese e le conseguenze furono a dir poco nefaste.

Crisi e Lavoro: Dal Governo Renzi piccoli spiragli di luce. Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha, di recente, firmato il Decreto Irpef relativo alle misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale. Il provvedimento, fortemente voluto dal Primo Ministro italiano, ha il pregio di introdurre, a partire da maggio, il bonus di 80 euro per le famiglie con almeno un lavoratore dipendente il cui reddito annuo sia inferiore ai 24 mila euro. A beneficiarne, dunque, saranno circa 10 milioni di nuclei familiari corredati da un imprescindibile requisito: il contratto di lavoro. Al di là dei celeberrimi 80 euro al mese, quindi, la situazione complessiva resta tutt’altro che rasserenante. Nel mese di febbraio il tasso di disoccupazione ha raggiunto la soglia del 13%, con un aumento di 1,1 punti percentuali rispetto al 2013. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), il numero di disoccupati (3,3 milioni) sarebbe aumentato dello 0,2%, rispetto al mese di gennaio, e del 9% su base annua.

Francesco Saverio Caruso

Francesco Saverio Caruso

Con l’intento di approfondire l’importanza della festa dei lavoratori del primo maggio e, nel contempo, di ampliare i nostri orizzonti conoscitivi in merito al Governo Renzi ed alla disoccupazione, abbiamo contattato il Dott. Francesco Saverio Caruso, ex Deputato di Rifondazione Comunista e leader del Movimento No Global.

Dott. Caruso, lei è uno dei principali esponenti del movimento No Global del meridione. Politico, attivista, giornalista pubblicista e docente universitario, dal 2006 al 2008 è stato deputato di Rifondazione Comunista. Intellettuale ribelle, nel corso della sua carriera è stato autore di diverse pubblicazioni.

Nel 2005, ad esempio, ha scritto Maledetta Globalizzazione, un racconto dell’epopea del Movimento dei Movimenti. Qual è la sua opinione in merito al Governo Renzi ed alla recente approvazione del Decreto sul taglio Irpef e sulla spending review?

“Renzi si muove sul terreno sempre più egemone nel nostro paese del populismo. Un populismo che cerca di contrastare i fenomeni della personalizzazione post-politica dei vari Grillo e Berlusconi, sfidandoli sul loro stesso terreno. Si tratta di un evidente arretramento culturale perché nei cromosomi della sinistra c’è sempre stata l’organizzazione collettiva, la partecipazione di massa, il protagonismo sociale delle classi subalterne, non certo lo one show-man che è tradizionalmente la forma di espressione politica della destra autoritaria. I primi provvedimenti in materia economica riecheggiano quel modello di sburocratizzazione blairiana che, muovendosi a partire dalla pur legittima battaglia contro le inefficienze della macchina statale, mira in ultima istanza allo smantellamento delle impalcatura generale dell’intervento pubblico: lo stato non deve più intervenire a favore dei più bisognosi ma dei più meritevoli. E’ in questo passaggio epistemologico, un passaggio per dirla con Foucault dalla governamentalità pastorale alla governamentalità neoliberista, che si concretizza la barbarie di un sistema di regolazione sociale fondato sul primato del profitto e non dei bisogni umani”.

Secondo Lei quali sono le reali cause dell’incremento della disoccupazione? Che cosa ne pensa del precariato e della crisi del mondo del lavoro?

“La disoccupazione è un dato strutturale nei paesi occidentali dove, a differenza dei paesi emergenti in cui si è spostato il ciclo sistemico di accumulazione, è definitivamente tramontato il rapporto storicamente determinato tra crescita economica e crescita dell’occupazione. Siamo nel pieno di una crisi economica dovuta alla finanziarizzazione sempre più estrema dell’economia, ma le ricette proposte da governi e organismi economico-internazionali (Fondo Monetario, OCSE e Banca Mondiale) rischiano di essere parte del problema e non della soluzione. L’austerity, infatti, accentua ancor di più i costi sociali e il ristagno dell’economia, rischiando di scivolare inesorabilmente verso la trappola della deflazione. Immediatamente va posto in atto un provvedimento generalizzato di copertura sociale per le fasce sociali più deboli: un reddito di cittadinanza che permetta a tutti di poter vivere dignitosamente, senza essere costretti a subire il ricatto permanente della precarietà, del lavoro nero e della disoccupazione. Centinaia di disoccupati, precari, piccoli imprenditori si sono suicidati negli ultimi anni dinanzi allo spettro della povertà, al baratro della miseria: l’Italia, al pari di tutti i paesi dell’Unione Europea tranne ormai solo la nostra repubblica e la Grecia, dovrebbe garantire un reddito sociale”.

Primo Maggio Festa dei Lavoratori. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro anche in un’epoca, come quella odierna, caratterizzata da un tasso di disoccupazione a dir poco deleterio. Potrebbe renderci edotti in merito all’importanza simbolica della festa dei lavoratori del primo maggio?

“La festa dei Lavoratori del primo maggio nasce sul finire dell’ottocento negli Stati Uniti all’indomani delle stragi di lavoratori durante le pacifiche dimostrazioni per le otto ore lavorative. Effettivamente si è perso sempre di più il senso di questo appuntamento, soprattutto in Italia, dove ormai i sindacati hanno lasciato il campo e ridotto il primo maggio ad una kermesse musicale in piazza. In altri anni, ma ancor oggi nella stragrande maggioranza dei paesi, il primo maggio è una giornata di lotta, di ritrovo in piazza delle istanze di emancipazione sociale. Tuttavia negli ultimi anni è emersa la costruzione di manifestazioni alternative di piazza – le cosiddette Mayday – organizzate dai sindacati di base, collettivi e centri sociali, che si propongono di rimettere al centro dell’attenzione lo spirito antagonista e rivendicativo della giornata del primo maggio”.

Laureato in Scienze Politiche, da qualche anno è docente presso l’Università della Calabria. Qual è la Sua opinione in merito al sistema universitario italiano?

“Attualmente sono assegnista di ricerca all’università della Calabria e visiting researcher presso l’università di Almeria in Spagna. Da questa prospettiva di “comparazione internazionale” è possibile cogliere in modo ancor più nitido il disastro totale nel quale versa il sistema universitario italiano. Il taglio continuo di finanziamenti e risorse, i sistemi di cooptazione e nepotismo hanno affossato uno dei settori strategici – la ricerca scientifica – per la ripresa del nostro paese. Guardando il bando di reclutamento di 500 professori universitari emanato dal governo ecuadoriano per i giovani ricercatori europei si evince come ormai il rapporto tra l’occidente e quelli che un tempo venivano definiti paesi in via di sviluppo, si è ormai letteralmente rovesciato: ora sono loro che prendono le menti più brillanti e fresche, lasciando qui nelle università nostrane solo vecchie cariatidi, imboscati e raccomandati”.

Ci parli delle sue attività sociali e culturali.

“Negli ultimi due anni abbiamo costruito nel Sud Italia uno spazio di discussione e di conricerca sulla dimensione postcoloniale del meridione italiano, al quale partecipano una rete diffusa di attivisti, centri sociali, collettivi sparsi nei nostri territori. La rete si chiama Orizzonti Meridiani ed è uscita da poche settimane in libreria la prima raccolta di interventi, in un libro intitolato “Briganti o Emigranti. Sud e movimenti tra conricerca e studi subalterni”.

Antonio Migliorino


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