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7 marzo 2015

Palazzo Bo: ma chi cura la Grande Bellezza? incontro all’Università di Padova

Palazzo Bo - Bonetto Archeologia


Università degli Studi di Padova – Ma chi cura la “Grande Bellezza”? Lunedì a Palazzo Bo il primo incontro a livello nazionale per un dibattito sulle Professioni nei Beni Culturali

Palazzo Bo - Bonetto Archeologia

Palazzo Bo – Bonetto Archeologia

Dal 2001 l’Università di Padova ha attivato specifici corsi di laurea in Archeologia, Storia dell’arte e Progettazione del Turismo culturale, percorsi di specializzazione in beni archeologici e storico-artistici e dottorati in storia, critica e conservazione dei beni culturali.

Statisticamente, ogni anno, sono stati 300 gli iscritti ai corsi con l’ambizione di entrare nel mondo delle professioni legate al più grande patrimonio culturale mondiale. Per ciascun anno si sono registrati complessivamente (Archeologia e Storia dell’arte) circa 70 laureati per i percorsi magistrali, di questi circa 15 proseguono poi la loro formazione nelle scuola di specializzazione o nei dottorati di ricerca.

Laureati e diplomati puntano a inserirsi progressivamente nel mercato del lavoro, che appare tanto promettente per l’evidente abbondanza della ricchezza del patrimonio italiano quanto problematico per le reali opportunità di stabilizzazione dei giovani professionisti. In effetti i settori di occupazione appaiono molteplici: ricerca scientifica e didattica nelle università italiane ed estere, tutela e valorizzazione nel Ministero dei Beni culturali o Soprintendenze, gestione del patrimonio negli enti territoriali e occupazione nei servizi per i Beni Culturali in società, cooperative o associazioni.

Tuttavia una larga percentuale dei laureati ha invece optato per impieghi professionali in campi del tutto diversi da quello dei Beni culturali in ragione della modesta ricettività di questo. Perché?

Nel giugno 2014 è stata emanata una legge (n. 110/2014) che è riuscita ad inserire nel Codice dei Beni Culturali (n. 42 /2004) l’idea della necessità di una lista di professionisti dei Beni culturali con l’istituzione di elenchi nazionali. Tale legge finalmente riconosce una professionalità in un campo in cui troppo spesso l’improvvisazione e l’assenza di regole hanno dominato, attende però ora i decreti attuativi per avere reale valore e operatività. Nel frattempo si è animata la discussione in merito ai requisiti necessari per l’ingresso dei giovani laureati in questi elenchi.

Incontro a Palazzo Bo sui Beni Culturali

Lunedì 9 marzo dalle ore 9.30 in Aula Magna “Galileo Galilei” di Palazzo Bo, via VIII febbraio 2 a Padova, si terrà il primo e maggiore incontro a livello nazionale per il dibattito sulle Professioni nei Beni Culturali organizzato negli ultimi anni che ha per titolo “Beni Culturali dall’Università alla Professione. Incontri possibili tra formazione, mondo del lavoro e normative” curato scientificamente da Jacopo Bonetto e Francesca Ghedini dell’università di Padova.

Dopo i saluti di Giuseppe Zaccaria a Palazzo Bo, Magnifico Rettore dell’Università di Padova, Giovanna Valenzano Direttore del Dipartimento dei Beni Culturali, di particolare interesse è la Tavola rotonda delle 11.00 dal titolo “Il quadro politico e legislativo” a cui interverranno a Palazzo Bo, moderati da Jacopo Bonetto e Francesca Ghedini, Caterina Bon Valsassina, Direttore Generale Educazione Ricerca del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Maria Luisa Catoni, Consigliere del Ministro Dario Franceschini, Giuliana Ericani, International Council of Museums and Collections of Fine Arts, e Vincenzo Tiné, Soprintendente per i Beni archeologici del Veneto

Hanno aderito all’iniziativa a Palazzo Bo i rappresentanti delle Società scientifiche nazionali di Archeologia e Storia dell’arte, il Direttore generale del settore Educazione e ricerca del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo, il Consigliere del Ministro Franceschini per l’Archeologia, il Soprintendente archeologo del Veneto, i Rappresentanti degli studenti, tutte le maggiori Associazioni nazionali di categoria e le principali società operative nel campo dei Beni archeologici.

L’incontro a Palazzo Bo, articolato in cinque Tavole rotonde, ha come obiettivo quello di far incontrare tali diversi soggetti attivi nel campo dei Beni culturali per dare modo ad essi di rappresentarsi reciprocamente esigenze e speranze per il futuro del lavoro nel campo strategico per la vita del Paese.

L’Università mira a presentare i propri percorsi formativi al fine di discutere, anche in forma di autocritica, la propria offerta didattica in relazione ai requisiti che il Ministero proporrà per l’accesso all’elenco dei professionisti. Altrettanto serrato potrà essere il confronto tra l’Università e le Società di servizi per modulare i percorsi formativi sulle esigenze del mercato dei professionisti, ma non meno importante appare la prospettiva di un dialogo tra le Società e il Ministero, costantemente impegnate in attività congiunte sul campo.

L’Università di Padova e la Soprintendenza presenteranno nell’occasione anche alcune proposte di Accordo quadro per l’attivazione di percorsi di stage e tirocinio che gli studenti o i laureati potranno svolgere presso Associazioni, ditte o Istituti periferici del Ministero dei Beni Culturali per favorire un sistema di apprendistato preventivo alla laurea e di inserimento nel mondo del lavoro.


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