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13 aprile 2015

Farine d’insetto dagli scarti vegetali per nutrire i pesci: la ricerca Insubria

Farine d’insetto

Università degli Studi Insubria Varese-Como – Ricavare farine d’insetto dagli scarti vegetali per nutrire i pesci: biotecnologie al servizio della mangimistica

Farine d’insetto

Farine d’insetto

Dagli scarti vegetali del Mercato Ortofrutticolo di Milano alle farine d’insetto per la mangimistica: quando lo scarto alimentare non è un problema ma una risorsa.

Nell’anno di Expo 2015, l’Università degli Studi dell’Insubria si fa promotrice di un progetto per la trasformazione di materiali di scarto del comparto ortofrutticolo in prodotti ad elevato valore proteico aggiunto, gli insetti appunto, da utilizzare come mangime per i pesci, grazie a un approccio biotecnologico innovativo.

Con il coordinamento scientifico del professor Gianluca Tettamanti, docente di Zoologia del Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita, un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Insubria, dell’Università di Milano e del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria (CRA) di Padova ha dato il via al progetto “Insect Bioconversion: from vegetable waste to Protein production for fish Feed” (InBioProFeed), con un finanziamento di Fondazione Cariplo di 300.000 euro.

La ricerca Uninsubria: Farine d’insetto dagli scarti vegetali per nutrire i pesci

Il programma di ricerca risponde all’esigenza del mercato di sostituire le costose farine di pesce, attualmente utilizzate nei mangimi per l’acquacoltura, con matrici proteiche alternative, rappresentate dalle farine d’insetto. La specie utilizzata è Hermetia illucens, un insetto saprofago il cui stadio larvale si sviluppa su materiale organico.

«Oltre a generare conoscenze e tecnologie di sicuro interesse per molteplici settori che vanno dalla gestione dei rifiuti, alla produzione di mangimi, dall’acquacoltura alla produzione di ammendanti biologici, il progetto mira a rendere le tecnologie sviluppate dalle attività della ricerca fruibili dal comparto produttivo in un lasso di tempo ridotto» spiega il professor Tettamanti. A tal proposito, Sogemi SpA, Società per l’Impianto e l’Esercizio dei Mercati Annonari all’Ingrosso di Milano, tra cui il Mercato Ortofrutticolo all’ingrosso di Milano, e l’Associazione Piscicoltori Italiani hanno formalmente dimostrato un loro interesse per il progetto.

«Per i prossimi sei mesi Milano con Expo, diventerà una vetrina mondiale in cui i Paesi mostreranno il meglio delle proprie tecnologie per dare una risposta concreta all’esigenza di garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto dei precari equilibri di un Pianeta che si appresta a ospitare nove miliardi di persone nel 2050 – commenta il professor Roberto Valvassori, ordinario di Zoologia all’Università degli Studi dell’Insubria. Gli insetti sono una concreta fonte alimentare in moltissimi Paesi, l’entomofagia, tuttavia, non deve essere considerata solo come possibilità di consumo diretto (food) da parte dell’uomo ma, in maniera ancor più concreta, come possibilità di produzione di mangimi (feed) da destinare all’alimentazione degli animali da allevamento. Per fare fronte all’aumento dei consumi alimentari si stima che entro il 2050 la produzione di carne e di prodotti lattiero-caseari raddoppierà, mentre la produzione di pesce da acquacoltura sarà quasi triplicata per un complessivo incremento del 70-80%, con il parallelo aumento delle risorse da destinare all’alimentazione degli animali da allevamento, acutizzando le già attuali problematiche di competizione per le biomasse che possono essere utilizzate come food-feed, senza dimenticare quanto viene destinato alla produzione di biocarburanti. È necessaria, pertanto, una profonda modifica nello sfruttamento e nella gestione delle risorse, che porti a un loro migliore utilizzo, e alla creazione di sistemi di produzione e lavorazione più sostenibili».

«In questa ottica, gli scarti alimentari non rappresentano più solo un problema da risolvere, ma anche una nuova opportunità di migliore utilizzo dal momento che un terzo del cibo prodotto nel mondo viene buttato o sprecato (la quantità totale di rifiuti ammonta a 1,3 miliardi di tonnellate all’anno). Occorre quindi sviluppare nuove tecnologie e procedure per ottimizzare la lavorazione, lo stoccaggio, il riciclo e lo smaltimento dei rifiuti. Gli insetti possono rappresentare un’ottima risorsa su questo fronte. Questi organismi hanno infatti un importante ruolo naturale nella degradazione di biomasse in quanto alcune specie sono estremamente adatte a questo scopo, perché possono essere allevate sui rifiuti organici di varie filiere produttive, trasformando gli scarti in una fonte di proteine e di altre molecole ad uso alimentare» conclude il professor Tettamanti.


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