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8 settembre 2015

Acceleratore di particelle nuovamente in vita grazie a Unitn

Acceleratore di particelle a Unitn
Acceleratore di particelle a Unitn

Acceleratore di particelle a Unitn

Ritorno al futuro: giovani artisti al lavoro sull’acceleratore di particelle.

Annunciata la terna dei finalisti del concorso di idee dell’Università degli Studi di Trento e del Mart.

Tra oltre 40 candidature, passano alla seconda fase i progetti di Alessandro Di Pietro, Giacomo Raffaelli, Alberto Tadiello. Obiettivo del concorso la valorizzazione simbolica di un vecchio acceleratore di particelle ormai dismesso. Un pezzo di storia della scienza diverrà opera d’arte. Il vincitore si conoscerà a dicembre.

Sono Giacomo Raffaelli (Rovereto, classe 1988), Alessandro Di Pietro (Messina, 1987) e Alberto Tadiello (Vicenza, 1983) i giovani artisti che hanno passato la prima fase di selezione del concorso di idee per dare nuova vita all’acceleratore di particelle, ormai dismesso e custodito nei laboratori dell’Università di Trento a Povo. Promosso dal Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento con la collaborazione del Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e il contributo finanziario dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), il bando lanciato a fine aprile chiedeva agli artisti under 35 anni di presentare la loro migliore idee per valorizzare il vecchio acceleratore e farne un’opera d’arte permanente da installare negli spazi esterni dell’edificio “Fabio Ferrari” del complesso Povo 1.

Ritorno al futuro: giovani artisti al lavoro sull’acceleratore di particelle a Unitn

La commissione esaminatrice composta da Lorenzo Pavesi, direttore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento, Elisabetta Rossi, staff manager del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento e Denis Isaia, curatore del Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, ha comunicato oggi i nomi dei finalisti che hanno presentato le tre migliori idee tra le oltre 40 candidature pervenute.

«Grazie alla collaborazione di due realtà differentemente impegnate nella ricerca – hanno commentato con soddisfazione i curatori del bando – abbiamo conseguito il risultato che ci eravamo prefissi. In sede di selezione la scelta è stata unanime, ma per certi versi non facile. Al bando hanno risposto tanti giovani artisti provenienti da tutta Italia, la maggior parte dei quali con proposte originali spesso supportate anche da un’esperienza pregressa. Alla fine abbiamo deciso di premiare le tre idee che ci sembrano avere maggiori potenzialità di sviluppo. Non bisogna dimenticare che questa è solo la prima fase del percorso e ora, per i selezionati, inizia la fase di progettazione vera e propria».

I tre artisti vincitori sono ora chiamati a sviluppare la propria idea e a produrre il progetto dettagliato dell’opera. In questa fase potranno avvalersi della collaborazione di un gruppo di studenti del corso di laurea magistrale, dottorandi e post-doc del Dipartimento di Fisica, a supporto dell’aspetto scientifico del progetto e del supporto organizzativo dei curatori del bando.

A seguito del lavoro la commissione giudicatrice analizzerà i progetti ed entro il 20 dicembre proclamerà il progetto vincitore che sarà realizzato e collocato in maniera permanente all’ingresso del Polo scientifico “Fabio Ferrari” di Povo. L’opera sarà inaugurata entro il 30 aprile 2016.

La commissione che decreterà l’opera vincitrice sarà composta da Paolo Collini, rettore dell’Università di Trento, Gianfranco Maraniello, direttore del Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Lorenzo Pavesi, direttore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento, Frida Carazzato, curatrice del Museion, Museo di arte moderna e contemporanea di Bolzano, Giuseppina Orlandini, membro del Senato accademico e docente del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento, Alberto Winterle, già presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Trento.

I tre autori-finalisti riceveranno un premio di 1.000 euro lordi ciascuno, mentre al vincitore finale è destinato un premio di 3.000 euro lordi nonché un budget di 6.500 euro per la produzione dell’opera.


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