• Google+
  • Commenta
14 aprile 2016

Part-time in uscita, cos’è e come funziona la riforma pensioni

Part-time in uscita
Part-time in uscita

Part-time in uscita

Ultime notizie riforma pensioni: confermato il meccanismo pensionistico agevolato part time in uscita, ecco cos’è, come funziona, quali sono i requisiti e come fare la domanda all’Inps per il part-time in uscita.

Le ultime notizie sulla riforma pensioni interessano il part time in uscita, il nuovo regime pensionistico agevolato che può essere richiesto dopo i 63 anni.

Per ottenere queste agevolazioni è necessario avere alcuni requisiti anagrafici e contributivi: non tutti i contribuenti potranni usufruire del lavoro part time prima della pensione.

Ma che cos’è il part time pensionistico, come funziona e chi può chiederlo?

Il decreto che disciplina le modalità di questa novità introdotta dalla legge di stabilità 2016, è stato firmato dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.

Dopo i disagi della riforma Fornero, il governo Renzi prova ad introdurre nuovi meccanismi che consentano ai lavoratori di ottenere maggiore flessibilità in uscita.

Riforma pensioni 2016:requisiti del part-time in uscita, ecco come funziona uscire prima

I sindacati non avevano mai visto di buon occhio questa norma presentata con in legge di stabilità, perchè da sempre ritenuta eccessivamente onerosa rispetto ad una riforma strutturale del regime pensionistico che includa un maggior numero di contribuenti. Ma quali sono i requisiti per chiedere il part time in uscita? Questo nuovo meccanismo pensionistico è destinato ai lavoratori del settore privato con contratto  tempo indeterminato ed orario pieno. Per poter chiedere il part time agevolato prima della pensione è necessario soddisfare due requisiti fondamentali: avere 20 anni di contributi versati e maturare il requisito anagrafico entro il 31 dicembre 2018.

Secondo le ultime notizie sulla riforma pensioni, i lavoratori che passano al part time in uscita avranno una riduzione dell’orario di lavoro dal 40 al 60%, oltre che una riduzione dello stipendio che coinciderà con la retribuzione part-time. In busta paga ogni mese i lavoratori riceveranno anche una somma esentasse che corrisponde ai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro sulla retribuzione per l’orario non lavorato. Il datore di lavoro deve quindi versare al lavoratore gli stessi contributi che avrebbe pagato se il lavoratore avrebbe mantenuto l’orario pieno.

In pratica, nonostante la riduzione dell’orario lavorativo, il contribuente manterrà gli stessi contributi che garantiva l’impiego a tempo pieno, e così quando si andrà in pensione non si avrà alcuna penalizzazione.

Ma a che età è possibile chiedere il part time in uscita? Il nuovo meccanismo pensionistico può essere richiesto da tutti i lavoratori che maturano il requisito anagrafico per la vecchiaia a fine 2018. Tale requisito è di 66 anni e 7 mesi per i lavoratori dipendenti maschi, e di 65 anni e 7 mesi per le donne nel biennio 2016-2017; mentre per il 2018 è di 66 anni e 7 mesi anche per le lavoratrici.

Ultime notizie riforma pensioni: come chiedere part-time in uscita

Se i contribuenti hanno i requisiti anagrafici e contributivi previsti dal decreto ministeriale, e se sono d’accordo con l’azienda per la quale lavorano, possono procedere con la richiesta formale del part time agevolato all’Inps. La domanda può essere fatta sia per via telematica, se si è in possesso del PIN, sia attraverso l’aiuto del CAF o recandosi direttamente in una sede Inps. Qui il lavoratore dovrà richiedere la certificazione che attesta il possesso del requisito contributivo e la maturazione di quello anagrafico entro il 31 dicembre 2018. Una volta ottenuti i documenti, al dipendente non resta che stipulare un nuovo contratto con il suo datore di lavoro, detto “contratto di lavoro a tempo parziale agevolato“.

Proposta riforma pensioni con part time

Proposta riforma pensioni con part time

I sindacati si oppongono a queste ultime novità e continuano a chiedere una riforma pensioni che sia all’insegna della flessibilità per tutte le categorie di lavoratori. Annamaria Furlan ha sottolineata in un’intervista a Repubblica, che questo nuovo meccanismo pensionistico sarà di difficile realizzo, e che non favorirà l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.

La Uil, invece, ritiene questa norma ad esclusivo vantaggio degli uomini visto che le donne che nel 2016 compiono 64 anni possono già andare in pensione grazie ad una deroga alla Legge Fornero.


© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy