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7 luglio 2010

Esami. Superare l’ansia!

Chiunque si avvicini ad una prova, agli esami, o ad un contesto valutativo, inevitabilmente sviluppa una certa dose di ansia. Lo stato ansioso è una condizione di comune riscontro in vari contesti e situazioni della vita

Può costituire una “normale” risposta fisiologica di fronte a condizioni difficili od inusuali che consente alle persone di mettersi in allerta affinché possano trovare risorse utili all’adattamento; quindi, ognuno di noi affronta quotidianamente stati ansiosi, soprattutto quando deve far fronte a nuove difficoltà o problemi da risolvere, ed è proprio grazie a questo stato di allerta che possiamo far fronte a nuove difficoltà.

In questo caso l’ansia può essere considerata una risorsa che, mettendoci in tensione, ci consente di adattarci al contesto. L’ansia invece, viene considerata patologica quando disturba il funzionamento psichico normale.

Gli studenti che si preparano agli esami hanno esperienza di questo stato d’ansia che consente loro di studiare al meglio per ricevere una gratificazione personale legata alla valutazione del docente.

Lo stato d’ansia legato agli esami può essere meglio definito come “ansia da prestazione” rispetto, appunto, alla preformance degli esami. Nella maggior parte dei casi l’ansia da prestazione induce lo studente a prepararsi per il meglio ad affrontare gli esami, altre volte, però, può accadere che un stato d’ansia troppo elevato abbia l’effetto opposto, e si configuri attraverso dei meccanismi di evitamento che inducono all’immobilismo od alla fuga.

Il manifestarsi dell’ansia in relazione agli esami può essere definito in due tempi: nella preparazione agli esami e durante la seduta degli esami. L’effetto finale, però, sarà il medesimo; infatti lo studente non preparati a causa di un’ansia eccessiva, avvenuta nel momento della preparazione degli esami, solitamente “fuggirà” da questo, non riuscendo a sostenerlo, mentre lo studente che, pur essendo preparato, avrà un stato d’ansia eccessivamente elevato ricorrerà agli stessi meccanismi di evitamento e cioè all’immobilismo o alla fuga.

Si è cercato di descrivere brevemente ciò che caratterizza lo stato ansioso per darne un’idea per linee generali, ora vediamo, però, di analizzare il perché di uno stato d’ansia troppo elevato in un contesto universitario, che non consente un buon approccio agli esami, e dare alcuni utili suggerimenti.

Ovviamente ogni persona ha le sue specifiche caratteristiche personali e caratterologiche, quindi le generalizzazioni in campo psicologico difficilmente possono essere esaustive, ciononostante ritengo che ci siano degli elementi che possano essere accomunati alla maggior parte degli studenti.

Innanzitutto, spesso accade che lo studente veda il docente come il depositario della scienza, di ogni tipo di nozione e che quindi, venga percepito come “onnipotente”. Dall’altro lato lo studente si sente “naturalmente impotente” rispetto ad una figura che non soltanto ha queste caratteristiche, ma ha il potere di decretare il superamento o meno agli esami.

E’ evidente, quindi, che il voto che il docente attribuisce alla prestazione dello studente spesso venga vissuto non soltanto come una valutazione rispetto alle conoscenze acquisite, ma capita che venga vissuto anche come un giudizio rispetto alla persona attraverso la dicotomia “valgo, non valgo”. Il giudizio che un docente dà allo studente è, e deve essere sempre ben chiaro allo studente, solo e soltanto una valutazione sulle conoscenze e sulle competenze acquisite dallo stesso, e mai una valutazione di carattere più generale, relativa alla persona nella sua interezza.

Spesso, quindi, gli studenti dimenticano che il docente è una persona con le sue caratteristiche personali, le sue paure, le sue difficoltà, esattamente come ogni altro essere umano, in più anche il docente è stato un tempo “ignorante”, in quanto studente.

Altro elemento che spesso inficia la buona riuscita agli esami è il fatto che spesso lo studente, durante il periodo di preparazione agli esami, si chiuda in casa per studiare evitando ogni forma di distrazione. Una ricerca americana, a questo proposito, dimostra che studenti universitari, che fanno sport in maniera costante, ottengono prestazioni migliori in campo accademico rispetto ai colleghi che, invece, restano inchiodati sui libri notte e giorno.

Ne consegue che avere altri interessi, riuscire a ritagliarsi dei tempi da dedicare ad altre attività oltre allo studio, consenta agli studenti di trovare delle valvole di sfogo che possano attenuare l’ansia legata proprio agli esami, evitando, quindi, che gli esami si configurino come un’ossessione ( pensiero fisso), migliorando le prestazioni.

Altri studenti sviluppano, invece, la cosiddetta “paura da palcoscenico”, che è uno stato ansioso che inibisce lo studente a parlare in pubblico e quindi a sostenere esami per il terrore di essere giudicati incompetenti.

A questo proposito vorrei dire agli studenti, che in seduta d’esame, si trovano in aule affollate da loro colleghi, di concentrarsi e focalizzare la loro attenzione solo e soltanto sull’interlocutore, il docente, evitando di pensare che alle loro spalle ci sono altre persone che, la maggior parte delle volte, non riusciranno neanche ad ascoltare le loro parole.
In bocca al lupo!

Lorenzo Rocco

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