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28 settembre 2010

La televisione allontana i bambini dallo sport

Alcuni studiosi dell’università di Saragozza (Spagna) dopo aver attentamente analizzato il comportamento di oltre tremila ragazzi in tutta Europa sono giunti ad un inquietante, ma purtroppo prevedibile, risultato. Negli ultimi anni è infatti cresciuto il numero di bambini che abbandonano l’attività sportiva perché assuefatti da tv, internet e videogiochi.

La colpa è quasi sempre imputabile ai genitori che nel sempre minor tempo che dedicano ai propri figli non riescono ad indirizzarli verso dei più sani comportamenti e ad insegnare loro quando è il momento di staccare la spina e prendere in mano un pallone.

I dati, pubblicati sulla rivista Preventive Medicine, sono preoccupanti e dicono che tra i più giovani l’inattività fisica è in continuo aumento, soprattutto durante il week – end. I bambini vengono letteralmente “parcheggiati” davanti al televisore, che da mezzo educativo si è trasformato negli ultimi decenni in mero contenitore di volgarità, subendo danni non solo a livello fisico, ma anche psicologico.

Nelle stanze dei ragazzi console e computer la fanno da padrone, e durante la settimana un terzo dei ragazzi trascorre più di due ore davanti ad uno schermo, tempo che supera quello raccomandato dalla Accademia Americana di Pediatria. E la video dipendenza non è destinata ad aver fine dato che i due terzi dei ragazzi e delle ragazze hanno una televisione in camera.

Fare poco movimento inoltre aumenta il rischio di obesità e di problemi cardiovascolari oltre a causare una diminuzione significativa delle ore dedicate al sonno.

I risultati di questo studio, anche se appaiono quasi scontati, danno una triste conferma dell’epoca in cui ci troviamo. Sembrano lontani i tempi in cui si giocava all’aria aperta e si socializzava schiacciando pinoli con dei sassi o rincorrendo una palla tra la polvere. Ora la tecnologia ha reso tutto più freddo e impalpabile, e a farne le spese sono proprio i più piccoli, lasciati soli davanti ad un apparecchio luminoso da papà troppo impegnati e mamme palestrate, troppo attente alla linea da accorgersi che il miglior amico dei propri figli è la solitudine.

Gabriele di Grazia

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