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30 settembre 2010

Test d’ingresso senza valore?

Secondo l’Unione degli Universitari superare l’idea della pre-selezione degli studenti universitari potrebbe essere la soluzione per risolvere l’annosa questione dei test d’ingresso, certo sarebbe una soluzione drastica ma il problema, con annessa discussione, sarebbe sicuramente risolto.

Che i test d’ingresso ai corsi di laurea a numero chiuso siano inappropriati ormai è sotto gli occhi di tutti, lo riconoscono presidi e rettori. Ora però bisogna fare il passo successivo, bisogna evitare di pensare che la soluzione sia una selezione che tenga conto dell’andamento scolastico degli ultimi anni di superiori”. Questa è la dichiarazione fatta da Franz Baruffardi Preis chirurgo e docente universitario.

Gli fa eco Giorgio Paterna, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari il quale afferma: “Franz Baruffaldi Preis ha ragione oggi se volesse riscriversi a Medicina probabilmente non entrerebbe, dovrebbe indovinare risposte a domande che non c’entrano nulla con la professione medica, altre inadeguate, altre ancora inesatte, sperare che non ci siano troppi raccomandati in quella facoltà, fare poi attenzione ad atteggiamenti strani durante la prova per stanare le costanti truffe che agevolano studenti a scapito degli altri e, soprattutto, augurarsi che le capacità, l’impegno, la costanza e la bravura non si perdano nelle piaghe di un sistema che blocca il futuro di uno studente ancor prima che questi possa dimostrare il proprio valore”.
Il Gruppo afferma che, considerare i voti delle superiori sarebbe una falsa soluzione, non serve questa, cosi come non servono i test d’ingresso. Quello della capienza è un falso problema e la soluzione è superare i test d’ingresso stessi valutando la capacità degli studenti durante il loro percorso universitario e non prima.

Altro problema che viene messo in evidenza è l’assenza di un punteggio a livello nazionale. Cioè; chi ottiene un punteggio, in una università può entrare, in un’altra, con lo stesso punteggio, può essere escluso.

L’idea che è stata lanciata è quella di una valutazione in itinere, cioè lo studente per poter proseguire gli studi deve raggiungere un numero minimo di crediti formativi. Naturalmente, come in ogni campo e per ogni proposta, ci sono favorevoli e contrari sia a questa proposta sia al meccanismo dei test d’ingresso.

Marano Virgilio

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