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28 ottobre 2010

Fini: la riforma Gelmini non si può fare. Non è politica, ma matematica

Lo ha affermato il Presidente della Camera Gianfranco Fini, in visita a Foggia per l’inaugurazione dell’anno accademico: i tagli previsti dalla riforma Gelmini non sono sopportabili, perché creerebbero uno sbilancio troppo forte tra le spese necessarie per il personale e i fondi ordinari.Lo si è ripetuto fino alla nausea, ma il problema rimane, e bisogna farlo presente: tagliare i fondi all’istruzione significa tagliare le gambe al futuro del nostro Paese.

Dare meno supporto economico alle università significa impedire la carriera scolastica di molti giovani, e dunque di intralciare anche lo sviluppo lavorativo ed economico d’Italia. Non a caso molti nostri giovani promettenti continuano la loro carriera o i loro studi all’estero.

Lo stesso Presidente della Camera ha dichiarato: “Si tradisce lo spirito della riforma e si impedisce la carriera ai meritevoli se vengono confermati i tagli e se non si mettono a disposizione posti di associato per i ricercatori. Così si finisce per frustrare lo spirito della riforma e quindi è meglio ritirarla.”

Non solo. Se la carriera scolastica/universitaria è strettamente collegata al successo professionale e lavorativo, la riforma rappresenta un ostacolo anche per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e alla loro sistemazione familiare.

Chi si sposa in Italia se non sa che tra sei mesi avrà uno stipendio?” è la domanda retorica di Fini. Ovvio che i ragazzi, impossibilitati a crearsi un proprio nucleo familiare, restino molto più a lungo a casa dei genitori. Che non li si chiami “bamboccioni” dunque.

Marilena Grattacaso

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