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10 ottobre 2010

Lezioni negazioniste a Teramo

Mariastella Gelmini, in una dichiarazione al Tg5, ha commentato la lezione sul revisionismo e la negazione della Shoah tenuta dal professor Claudio Moffa, ordinario di Scienze Politiche all’Università di Teramo.

Il ministro dell’Istruzione ha detto: «Le parole pronunciate sono inaccettabili, offendono profondamente la memoria degli ebrei morti nelle camere a gas. Non è possibile che nelle università italiane insegnino professori che seminano odio».
La polemica è sorta quando il docente ha affermato che in nessun documento di Hitler si diceva di sterminare tutti gli ebrei.

Già nel 2007 le posizioni negazioniste del docente avevano scatenato la reazione del mondo politico, quando Moffa invitò all’università lo storico negazionista francese Robert Faurisson per un incontro con gli studenti; in quella circostanza il senato accademico decise di porre un veto sul professore, che spostò il suo master a Roma.

Si appella al ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, Fabio Mussi, che intervenne già contro Moffa nel 2007: “Qui non c’entra niente la libertà d’espressione: c’entra l’odio razziale e l’apologia del nazismo, che fino a prova contraria sono reati.”

Il giorno dopo la denuncia su Repubblica della lezione tenuta da Moffa sulla Shoah, senza alcun contraddittorio, lo scorso 25 settembre, in un’aula della facoltà di scienze politiche,il preside dell’ateneo teramano, Enrico Del Colle, afferma:”Non sapevo nulla del contenuto della lezione tenuta a Teramo.Ma, alla luce di quanto è accaduto, saranno presi provvedimenti”.
Nonostante ciò, Moffa resta sulla sua posizione,sostenendo che “nessuno può entrare nel merito delle sue lezioni”.

I deputati Walter Veltroni ed Emanuele Fiano, chiamano in causa direttamente il governo,con una interrogazione parlamentare urgente. Loro evidenziano il fatto che il professore citi numerosi esponenti della corrente di pensiero che, in Europa, nega l’esistenza delle camere a gas e dei forni crematori. Inoltre,fanno notare che nelle lezioni di Moffa manca quel contenuto educativo che dovrebbe esser garantito in qualsiasi percorso di formazione.

Anche i senatori Ombretta Colli, ed Alfondo Mascitelli,chiedono di intervenire al più presto per rimuovere il professore. La senatrice, componente della commissione Istruzione e Cultura,infatti,afferma:” E’ assurdo che ai nostri tempi ci sia ancora qualcuno che neghi l’orrore della Shoah. Ancora più assurdo per constatare che un docente universitario propugni idee del genere ai suoi allievi”.

Come la Colli,anche Gianni Chiodi, presidente della Regione Abruzzo considera grave che “dopo sessant’anni, con migliaia di testimonianze ancora si dica che la Shoah non è esistita” ma non è d’accordo con l’allontanamento del docente dall’ateneo.

Lo storico Costantino Di Sante,infine,è indignato maggiormente dalle parole del prof. Moffa perché sono pronunciate all’interno dell’Ateneo di una regione nella quale il fascismo attivò ben quindici campi di internamento.
Egli ricorda che,in diverse di queste strutture,furono rinchiusi centinaia di ebrei e molti di essi furono deportati e sterminati ad Auschwitz. Il comportamento del docente a suo parere è da considerarsi una “offesa alla memoria delle vittime e all’università”.

Chi, invece, preferisce esprimere solidarietà a Moffa è il segretario provinciale di Forza Nuova Teramo, Marco Forconi, che parla di “tabù dell’Olocausto” e si augura che “possa iniziare un lento e graduale percorso di riconoscimento di fonti alternative in merito a tale tema”.

Roberta Nardi

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