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2 ottobre 2010

Niente università perché manca la carta

Accade solo in Italia. Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una vicenda che ha dell’incredibile e che lascia letteralmente senza parole.

Questi sono i fatti. Eugenio Garosi è uno studente modello di 19 anni che si è diplomato da poco con il massimo dei voti presso il liceo classico “Poliziano” di Montepulciano, in provincia di Siena.

Per poter proseguire i suoi studi, quindi, Eugenio ha scelto di iscriversi presso l’Università “Ludwig Maximilian” a Monaco, in Germania. Il suo scopo è quello di studiare la lingua tedesca dove l’università pubblica è di qualità, non costa eccessivamente e non ci sono tasse universitarie da pagare.

L’appena citata università, per accogliere le domande di immatricolazione, prevede la consegna del diploma originale del liceo di provenienza da parte dell’aspirante matricola, poiché la normale procedura dell’ateneo tedesco non ammette copie del diploma stesso.

Fin qui sembrerebbe filare tutto liscio, se non fosse per un “piccolo” dettaglio: il diploma di Eugenio, l’originale, ancora non c’è. Non arriva. Non esiste.

Ebbene sì: in sostanza, ogni anno l’Istituto poligrafico dello Stato provvede a stampare in filigrana i diplomi originali che verranno poi distribuiti alle singole scuole, ma quest’anno i termini delle consegne non sono stati rispettati. Anzi, si sono addirittura allungati.

Dalla data iniziale prevista per il 15 giugno scorso si è passati al 15 settembre, ma ancora oggi del diploma di Eugenio non ce n’è traccia da nessuna parte. Forse si dovrà aspettare fino a novembre, ma intanto i progetti dello sfortunato studente senese sembrano andare lentamente in fumo.

Ma come mai tutto questo ritardo nelle consegne? Il problema sarebbe legato ai tempi di fabbricazione della filigrana secondo il nuovo lay-out previsto per legge (disponibile solo intorno alla seconda metà del mese di luglio), che rispetta maggiormente le norme di sicurezza per contrastare il fenomeno della stampa di diplomi falsi, largamente diffuso soprattutto nel Sud Italia.

A sostenere il figlio è intervenuto il padre di Eugenio, il signor Luciano Garosi, che si è mobilitato fin dal primo momento rivolgendosi al Presidente della Repubblica, al Ministro dell’Istruzione e al consolato italiano, i quali “sono stati i primi a rispondere, molto gentili, come sanno essere i diplomatici, ma hanno detto che no, non è di loro competenza”.

E lo stesso Luciano Garosi, riguardo alla già citata questione immatricolazione, continua: “L’università ci aveva detto che se non ci fosse stato il diploma non ci sarebbe stata l’iscrizione, non avrebbero accettato la copia sostitutiva che le scuole rilasciano in attesa dell’originale. Il documento a mio figlio serve entro il 7 ottobre, ultimo giorno utile. Basterebbe, forse, che il ministero facesse una telefonata all’ateneo”.

Tutta colpa della burocrazia italiana, insomma, che rischia di cambiare radicalmente il futuro di un ragazzo. In peggio, ovviamente.

Sebastiano Liguori

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