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8 ottobre 2010

Studenti in corteo contro la riforma Gelmini

Qualche giorno fa si sono svolte a Roma assemblee di studenti presso la facoltà di Lettere e di Fisica. Subito dopo nelle rispettive facoltà,gli universitari della Sapienza hanno organizzato il primo corteo di protesta tra viale Regina Margherita,viale dell’Università e via Cesare De Lollis.

Alcune centinaia di studenti sono usciti dall’Università intorno alle 13.45,e ciò ha creato un blocco del traffico nel primo pomeriggio; la circolazione è andata in tilt non solo vicino alla Sapienza, ma anche nell’area di Termini e Tiburtina.

La protesta ha avuto inizio dalla facoltà di Fisica e la ragione principale dell’agitazione è stata dettata da dibattiti sul futuro dell’università. Altri incontri sul tema si sono svolti anche nei giorni seguenti sia alla Sapienza che a Tor Vergata e a Roma Tre.

La particolarità di questa mobilitazione studentesca – organizzata a partire dal campeggio estivo “Riot Village”-è la sua portata: l’adesione di licei, istituti tecnici, linguistici è ampia ed ha tutta l’aria dell’Onda due in quanto ricorda le imponenti dimostrazioni del 2008.Infatti, nei cortei del 10 ottobre 2008 nacque il movimento studentesco dell’”Onda”.

L’8 ottobre 2010 è la prima data, nella stagione in corso, di protesta nazionale del mondo della scuola. Protesta che segue il blocco di alcuni esami universitari avvenuto della tarda estate, le aule vuote in molte facoltà per lo sciopero dei ricercatori e le proteste nel giorno dell’apertura dell’anno scolastico, il 13 settembre.

Gli organizzatori citano Victor Hugo: “Chi apre una scuola chiude una prigione”; annunciano un libro, l’”Altrariforma”, che conterrà le controproposte per “una scuola libera”.

La Cgil annuncia la sua presenza in piazza e vara uno sciopero “a intermittenza”: un’ora di astensione ogni quindici giorni;una mobilitazione che si fonderà con la protesta dei ricercatori e quella e dei precari.

Ciò che piu’ di tutto colpisce è il fatto che oltre alle metropoli italiane, scenderanno in piazza le città di provincia. In Sicilia ci sono già quindici mobilitazioni annunciate: a Salemi, Canicattì, Modica, Milazzo, Termini Imerese.

A Napoli e Bari il corteo si concluderà davanti ai palazzi della Regione. A Sorgono è prevista un’assemblea in un liceo scientifico. Brindisi attende quindici pullman dalla provincia. In Sardegna, oltre a Cagliari, si sono organizzate Oristano e Olbia.

Altrove – Siena, Livorno, Viareggio, Savona, Piacenza, Ferrara, Cesena, Bergamo, Udine, Pordenone – finirà davanti ai provveditorati.

A Roma, città della manifestazione più grande, il dibattito finale sarà gestito dal camion-guida, di fronte al ministero dell’Istruzione.

Roberta Nardi

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