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27 novembre 2010

Riforma Gelmini: il fronte del SI

Non tutti gli studenti sono contrari alla nuova riforma dell’Università, in discussione in questi giorni al parlamento, e che sta creando proteste eclatanti in tutto il Paese.
Esiste anche un fronte del si. Sono gli studenti appartenenti ad Azione Universitaria che intervengono contro le proteste e lodano il buon lavoro della Commissione Cultura della Camera.

Chi protesta contro tale riforma dimostra di essere contrario a qualsiasi tipo di cambiamento ma soprattutto di essere ancorato ad un sistema universitario al collasso che tende a riservare poltrone e privilegi per pochi” affermano in una nota.

L’altra faccia della medaglia è fatta di giovani coetanei che non gradiscono i modi adottati da ricercatori e studenti, è fatta di ragazzi che vogliono studiare e che vedono le contestazioni come prese di posizioni politiche e non come dissenso critico: “Sono gruppi, che per partito preso, difendono ogni posizione che si contrapponga a una certa parte politica.” -afferma uno studente di Milano- “Mi dispiace, ma non sono in buona fede secondo me. E soprattutto queste proteste vanno contro il diritto di altri di studiare.

E’ il fronte di quelli che pur non approvando il ddl, non vogliono nemmeno rinunciare alle lezioni, ritenendo violato il loro diritto allo studio: “Non è giusto tagliare i fondi all’Università, ma non è neppure giusto che tanti scaldabanchi facciano spendere inutilmente migliaia di euro all’Università quando in realtà non aprono un libro e vegetano fuori corso da anni” afferma studente romano.

Insomma il blocco delle lezioni prima e le occupazioni poi non sono viste come il giusto strumento di dissenso. Tanti i dubbi sulla vera conoscenza della riforma da parte dei rivoltosi e soprattutto rispetto alla strumentalizzazione politica che si sta compiendo.

C’è la rabbia che parla, l’incomprensione e la volontà di sottolineare la loro disapprovazione: “Dalla prima all’ultima riga vorrei capire cosa contestano. Vorrei che guardandomi negli occhi mi spiegassero se sono contro il fondo per gli studenti meritevoli o la valutazione della didattica e della ricerca, o la possibilità di commissionare gli atenei che vanno in rosso.” -afferma uno studente di giurisprudenza- “Misure che servono a eliminare le inefficienze, le baronìe, le caste. E il merito è un valore della Costituzione. Se poi i rettori tagliano i servizi e non gli sprechi la scelta è loro. Certe proteste poi fanno rabbrividire e gettano scredito su tutti. Chi occupa o sospende le lezioni compie una violenza gratuita su chi ha pagato la retta e ha il sacrosanto diritto di frequentare”.

L’onda tramutata in mare non parla a nome di tutti gli studenti.

Irene Cassaniti

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