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20 dicembre 2010

21 Dicembre continua la mobilitazione in tutti gli atenei

Nel caos della giornata della votazione della sfiducia al governo e della forte protesta studentesca in piazza, i capigruppo del Senato, euforici per la fiducia accordata al governo ma sordi alle ragioni della “generazione senza futuro”, hanno messo in calendario l’approvazione definitiva del DDL Gelmini per la settimana della vigilia di Natale: un vero colpo di mano di una intera classe politica ormai arroccata nell’arroganza del potere che si gloria con la “responsabilità nazionale” quando si tratta di seppellire l’Università Pubblica.

Già era riuscito a questo governo di far approvare alla Camera il DDL Gelmini nel pieno di una pesante crisi che nemmeno il voto di fiducia ha risolto. Ora ci riprovano e ancora una volta dobbiamo constatare che l’arroganza della maggioranza si regge sull’evanescenza per non dire complicità delle minoranze di destra e centro-sinistra. Le prime (FLI e UDC) avrebbero già dichiarato il loro voto favorevole al DDL Gelmini, le seconde sembrano incapaci di articolare una qualsiasi opposizione.

D’altra parte è noto a tutti che il DDL Gelmini è figlio di 20 anni di “riforme” universitaria baronali, sponsorizzate dalla Confindustria, portate avanti per 20 anni dall’attuale opposizione politica col sostegno dei sindacati concertativi, e che in queste settimane esponenti illustri del centro-sinistra (come Berlinguer…) si sono spesi pubblicamente, in piena sintonia col Sole 24 ore e il Corriere della Sera, per la riforma Gelmini presentandola come l’ultima spiaggia per salvare l’Università Pubblica … !!?

Per noi lavoratori la “riforma” universitaria voluta da questi signori è operante già tempo fin da quando le “riforme” autonomistiche si ridussero alla pure e semplice difesa di poteri e privilegi della casta per arrivare, passando attraverso le “riforme” Brunetta e ai tagli ai bilanci degli atenei e ai salari, tagli ai contratti e organici dei lavoratori pubblici della “finanziaria” Tremonti, alla “riforma” Gelmini che dà un colpo mortale all’Università Pubblica ormai allo stremo.

E ancora una volta invece di una lotta agli sprechi e ai privilegi, gli atenei hanno avviato una pesante riorganizzazione con soppressione di sedi, facoltà, corsi e servizi che ricadono sulla didattica, ricerca e servizi e cioè sulla pelle di lavoratori, precari e studenti !

Ne è l’emblema Siena, ateneo guida di vent’anni di “riforme” baronali dell’Università, dove baroni, dirigenza e Ministero dell’Economia di concerto, stanno cercando di far pagare ai lavoratori (negandogli progressioni economiche e azzerando il salario accessorio) il buco milionario nei bilanci, sulle cui responsabilità la magistratura sta ancora indagando !

Per questo ancora una volta chiamiamo alla mobilitazione i lavoratori il 21 dicembre nella

GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE UNITARIA NEGLI ATENEI.

Lo sciopero del settore è solo rinviato: lo impedisce la legge anti-sciopero !

Sappiamo di non essere più soli a protestare contro l’attacco al welfare state, al lavoro e ai beni comuni. Anche se il Palazzo approverà il DDL Gelmini, sappiamo bene che ogni ”riforma” resterà carta straccia se lavoratori e studenti, come già avviene in Europa, in questa lotta sapranno unirsi alla lotta più generale per salvare dignità, diritti e quindi rigirare il pagamento della crisi a chi l’ha provocata.

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