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2 dicembre 2010

E’ stata occupata la Facoltà di Lettere a Roma Tre

Roma è tra i maggiori poli italiani in fermento,insieme a Torino Milano Venezia Pisa Napoli e Palermo. Gli studenti di Roma tre,come quelli di tutta Italia intendono ostacolare il DDL Gelmini e i tagli alla cultura,di cui intendono riappropriarsi.

Il 29 novembre gli studenti e le studentesse, i dottorandi e i ricercatori, i lavoratori di Roma3, in seguito ad una partecipata assemblea di Ateneo, hanno deciso di occupare la facoltà di Lettere.

L’obiettivo è fornire un segnale chiaro e concreto di opposizione al disegno di legge Gelmini e ai tagli della finanziaria, che hanno come unico obiettivo quello di privatizzare l’università pubblica e di reintrodurre criteri di selezione classisti nella didattica e nella ricerca.

Ciò che pretendono è una visione di università che sia bene comune, in cui la ricerca sia autonoma da logiche di mercato e dove il sapere sia libero e partecipato .

Su tre punti fondamentali,a detta degli studenti,è da rifiutare il decreto Gelmini. Il primo è quello che va a modificare l’essenza dell’università pubblica,cioè la trasforma sostanzialmente in un’università privata.

Questo avviene tramite il cambiamento della struttura del consiglio di amministrazione e anche mediante lo svuotamento dei poteri del Senato accademico.

Altro punto focale da contestare è sicuramente quello della ricerca: si stabilizza l’idea del ricercatore precario e scompare l’immagine che fino ad oggi abbiamo conosciuto.

Il terzo punto è quello che maggiormente può incidere sulla vita dello studente,portandolo a modificare realmente le proprie condizioni di vita. Si tratta del taglio dei fondi destinati alle borse di studio e a tutti i servizi che già sono un problema italiano.

Il DDL Gelmini sta per essere discusso e votato in parlamento. Perciò gli studenti hanno tra i loro progetti quello di far sentire la loro voce sotto Montecitorio e urlare il loro “No”.

“Abbiamo preso questa decisone dopo un assemblea generale di tutte le facoltà – ha detto uno studente dell’ateneo – domani partiremo in corteo dalla facoltà di via Ostiense per raggiungere Montecitorio e unirci al presidio contro il ddl Gelmini”.

Emerge la volontà di verticalizzare il conflitto creando un movimento studentesco capace di far capire al governo che il suo sistema è ormai giunto al fallimento,è entrato in crisi perché il corpo sociale sta male,ha bisogno della presenza dello Stato e questo non esiste.

Roberta Nardi

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